Astrati al MECSPE di Parma

Schermata 2016-03-25 a 12.22.26Il 17 di marzo Enrico è andato a Parma al Mecspe, partito di presta mattina è andato come rappresentante di Astrati per vedere e farsi vedere, così come succede sempre in questi eventi.

MECSPE (alias Eurostampi), è una fiera annuale che si tiene a Parma dedicata al settore manufatturiero.

La fiera rappresenta un dei più importanti eventi italiani per vari segmenti della manifattura tra cui, da qualche anno, fa da co-protagonista l’Additive Manufacturing.

Secondo Enrico, per la parte riguardante questa tecnologia, l’esposizione presentava molte analogie con altre fiere già viste ultimamente (METAV- Inside 3D printing di Düsseldorf 2016, BIMU Milano 2015).

Questo è il segno che è un settore ancora di nicchia ma che si sta inserendo in processi produttivi assodati. Di fatto, ritiene che la stampa 3D probabilmente potrà esprimere il suo massimo potenziale in applicazioni ibride.

Non a caso, parlando di applicazioni ibride vi era anche Siemens che presentava  un nuovo processo di riparazione delle turbine a gas grazie alle tecnologie additive e a EOS, la leader delle case produttrici di macchine 3D per il metallo. La tradizionale riparazione del bruciatore delle turbine a gas consisteva nella sostituzione completa della parte con una nuova prefabbricata. Utilizzando le tecnologie additive Siemens può ora produrre e sostituire solamente le parti danneggiate riducendo sensibilmente i costi di produzione e i tempi di fermo macchina. Inoltre le parti non funzionanti delle vecchie turbine possono essere sostituite con parti tecnologicamente avanzate, riadattate per essere montate sui modelli precedenti.

“Questa tecnologia ci ha permesso di riparare le nostre turbine in meno tempo e con costi ridotti. Allo stesso tempo abbiamo aumentato la funzionalità e le performance dei nostri prodotti” (Dr. Vladimir Navrotsky, Head of Technology and Innovation at Siemens Group).

Era presente la Selltek, rivenditore 3D Systems. La 3D Systems è la mamma della tecnologia additiva e forse anche la padrona, visto la quantità di macchine e tecnologie che riesce a produrre, rivolti sia ai consumer che alle aziende. Nelle teche trasparenti vengono esposti parti di automobili, moto, sci : un volante di una Maserati, il serbatoio di una moto, attacchi ottimizzati per sci tecnologici. Il serbatoio, nonché le sedie presenti nello stand, sono stati creati con la 3DP, la nuova stampante in plastica della casa 3D platform, la stampante FDM che stampa grandi dimensioni (fino a un metro).

Enrico ha sempre parlato male dei “mini-me”, le statuine fatte su una scansione della persona, ma chi disprezza compra, e così allo stand di Selltek si è fatto “scansionare”…

Parlando di mini-me non si può non citare lo stand della Höganäs, una casa svedese che produce una macchina che stampa parti in metallo di piccole dimensioni ma estremamente precise. Nella sua vetrina troneggiava un piccolo omino stampato, anche se nella  in realtà questa casa produce oggetti dall’aereospaziale al medicale.

La tecnologia si chiama Digital Metal® e per ora stampa solo in acciaio ma presto usciranno altri materiali come il titanio, l’argento e il rame.

Schermata 2016-03-25 a 11.53.44In ultimo un accenno a una delle conferenze che erano in programma a latere della fiera: una di queste era tenuta da Annalisa Nicola, fondatrice di XYZBag, una startup fondata nel 2015, che produce un’ampia gamma di borse personalizzate attraverso la sinterizzazione laser: “Le potenzialità offerte dalla tecnologia additiva permettono di rivisitare completamente l’idea di artigianalità, sostituendo il concetto di “lavorazione a mano” con un codice digitale.” Un buon esempio di nuovo artigianato digitale.

Astrati in trasferta- Parte terza ed ultima

toto-peppino-malafemminaSera del 24, a  Düsseldorf fa meno freddo di quel che pensassi e la mia divisa da grande inverno mi fa sentire come Totò alla stazione di Milano nel film. Non ho il colbacco ma poco ci manca. Dopo aver passato la giornata a fare chilometri in fiera ci meritiamo sicuramente una bella e sana birretta tedesca. Andrea scova un locale che su TripAdvisor è recensito come il posto dove fanno  il miglior stinco della città. Andiamo.  Düsseldorf ha le casette basse dalle grandi finestre ed è piena di alberi. Subito non capisco il rumore di sottofondo che si sente per la strada quando andiamo a prendere il tram, mi ricorda la campagna… gli uccelli! In città si sente il canto degli uccelli!

Arriva il tram numero U71 .

Andrea ci guida fino a un portone in legno con una grossa lampada fuori. Entriamo e veniamo investiti da calore, un forte vociare e odore di salsicce. Un grosso cameriere con la faccia da crucco e lungo grembiule bianco ci passa davanti, tiene un grande vassoio su una mano, dentro bicchierini con birrette, tante birrette scure.

“Trovatevi un posto!” ci dice, cioè non dice proprio così ma è quello che capiamo. Giriamo per questo luogo grande ma pieno di rebighi, con la boiserie in legno. Nella maggior parte delle sale, i tavoli sono delle grandi botti di birra, ogni sala ha un tema e la più grande è decorata con dei giocatori di football di gusto retrò, un grande televisore a schermo piatto trasmette Juve – Bayern.

Seduti il cameriere inizia depositare birre segnandole sul poggia-bicchieri di Enrico. Arriva lo stinco, le polpette e i wurstel. Ogni volta che il bicchiere si svuota il cameriere lo cambia con uno pieno. Iniziamo a ridere e a cercare di lasciare il bicchiere mezzo pieno ma lo stinco è molto impegnativo (croccante, grasso, morbido, succoso) e il bicchiere si svuota e… viene sostituito. Passa un altro grosso cameriere in grembiule che fa rotolare una botte di birra.

Andrea si gira verso un signore dal naso rosso e gli chiede in inglese come si fa a far fermare il cameriere che continua a darci nuova birra. – Il poggia-bicchiere sopra il bicchiere. – Cosa? – Deve mettere il poggia- bicchiere sopra il bicchiere così il cameriere capisce che ha finito.- Funziona! Andiamo a dormire, domani ci aspetta…

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Sala M.  Il dottor Güngör Kara, Director of Global Application and consulting di Eos analizza i cambiamenti di produzione manifatturiera.

1800, vengono inventate le prime macchine a fresatura.

1900, le macchine a fresatura iniziano ad avere i primi sistemi di automazione.

1980, nascono le macchine a controllo numerico: le CNC.

Qua Il dottor Kara segna che c’è stato un salto nelle macchine sia come tecnologia che come produzione:

nel 2000 vengono costruite le macchine a taglio ad alta velocità.

Poi arriva il grande salto: la stampa 3d

suole2la quale rivoluziona proprio il pensiero che sta alla base della progettazione del prodotto. Non si toglie più il materiale, si aggiunge! Sembra una cosa semplice ma qua sta la vera criticità, nella ri-progettazione e nella resistenza al cambiamento che inevitabilmente c’è. Perché non si cambia solo come si progetta e si produce, ma anche come si vende. Se prima mi conveniva togliere meno materiale possibile, fare grosse produzioni seriali ottenendo prodotti tutti uguali, oggi devo usare meno materiale possibile, fare produzioni più snelle, ancora meglio se super personalizzate. E sullo schermo compare una “individual soles”, una suola individuale (suola, quella delle scarpe). La stampa 3D è la rivoluzione 4.0!

Il dottor Kara racconta come è stata accolta questa quarta rivoluzione industriale in alcuni continenti: in America, in Europa, in Asia.

In Europa il basso è fertile, e per basso si intende gli ingegneri, i progettisti, gli inventori ma quando arriva la finanza, la politica, chi ha soldi e potere per intenderci, blocca tutto. In Asia chi parte dal basso riesce a progredire. In America c’è collaborazione tra il basso e l’alto e le cose possono funzionare.

Caspita! Sembra un discorso agit prop!

Altro problema è che mancano i corsi, la formazione per i nuovi ingegneri, design, pm_06_08_2015_1progettisti. E si ritorna al problema della prima conferenza: bisogna insegnare cose che si stanno scoprendo ora, forse è sempre stato così, ma da quando la potenza di un computer si è moltiplicata di 100 volte rispetto a cinque anni fa, la cosa si fa molto interessante.

hybrid2Ultimo intervento di cui voglio parlare è quello del Dr. Dominik Rietzel, project manager di BMW, insieme a LZN, che presenta la progettazione ibrida: in due parole è unire nella progettazione pezzi stampati tradizionalmente con pezzi creati in 3d. In questo caso hanno creato una macchina che è composta dalla combinazione tra “Smart Knots” stampati in 3D e profili convenzionali. Gli “Smart Knots” sono ottimizzati e stampati, i profili sono prodotti in serie. Questo vuol dire che si può esportare la stampa 3d anche a campi di applicazione prima impensabili.

Giovedì prossimo parleremo della fiera di Parma il MECSPE. A presto!

Astrati in trasferta – parte seconda

duss2016Siamo alla sala M di Inside 3d printing, città di Düsseldorf . Seduti sulle sedie nere sono presenti Enrico, io ed Andrea.

Scatti ripetuti di flash e sullo schermo compare la sigla IAMA, ovvero  “International Additive Manufacturing Award”: Il vincitore è Concept Laser per il suo sistema di monitoraggio Meltpool.

In due parole è un Monitoraggio continuo del processo produttivo di parti in metallo. I vantaggi sono il riconoscimento di deviazioni locali del processo e una possibile comparazione diretta con la geometria 3D.

Schermata 2016-03-07 a 14.19.59Concept Laser è stata citata più volte durante le varie conferenze che si sono susseguite nella sala M. La più famosa impresa è quella della staffa FCRC dell’airbus A350. Il disegnino di questa staffa perseguita tutti quelli che si interessano di stampa 3d ad applicazione industriale e, nello specifico, nei metalli.

Io non ho ben capito dove si situa questa staffa all’interno di un airbus, ma la sua forma è bellissima. Ha un che di biologico… sono riuscita anche a farmene regalare una in scala (stampato in plastica) allo stend di LZN – Laser Zentrum Nord, altra protagonista delle due giornate di Düssendorf e partner di Concept Laser per la creazione della staffa.

Il Prof. Emmelmanair (di LZN) così sintetizza:  “Con questa tecnologia si può volare!”  E Schermata 2016-03-07 a 14.20.19tutti là dentro giurano che è vero, “con un peso ridotto dell’80% rispetto alla staffa precedentemente costruita in fusione e con delle caratteristiche di resistenza allo sforzo migliori”. Fantascienza? Non più che un cellulare agli inizi degli anni ‘80.

Per poter creare queste forme complesse e performanti si utilizza l’ottimizzazione delle forme ovvero, dopo una simulazione ad elementi finiti, si toglie materiale là dove non è necessario, si viene così a creare una “struttura ad ossa di uccello”.

Concept Laser è una azienda veterana nella Fabbricazione Additiva del metallo, è nata ben 15 anni fa da Kerstin e Frank Herzog, marito e moglie. E questo mi solleva, sopratutto del fatto che Kerstin e Frank sembrano ancora felicemente sposati dopo aver costituito una società.

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Nuova pausa caffè: pasteggiamo con dolcetti al cioccolato mentre le signorine dellaKeyence , in vestito bianco con inserti neri e rossi, mostrano i giocattolini stampati con la Agilista, la nuova macchina a MJP (Multi Jet Printing, la Objet della Stratasys per intenderci). Le belle signorine bianco vestite non riescono a rispondere alle nostre domande (quanto è grande il piano di lavoro? a che velocità va la macchina?), sorridono. Mi viene il sospetto che se una casa produttrice di sensori, la Keyence, si mette a produrre stampanti 3d MJP forse sono scaduti i brevetti e la corsa per l’innovazione si fa ancora più vorticosa; l’Agislista stampa solo in color trasparente ma ha il supporto che si rimuove molto facilmente.

Nella sala M il general manager di Siemens, Ulli Klenk assieme al professor dottor ingegner Emmelmann (LZN) e al Dr Eric Klemp (Paderborn University) iniziano a darei numeri.

Il professor dottor ingegner Emmelmann sostiene che il picco della stampa 3d avverrà nel 2020- 2025, più 2025 che 2020, e il general manager di Siemens anticipa al 2018-2020, più 2018 che 2020.

La sala si stupisce. Ulli Klenk continua: “Dobbiamo uscire dal laboratorio ed entrare nella produzione industriale!”

Enrico si entusiasma, il 2018 è dietro l’angolo, ci siamo!

Passano ad un altro argomento: la difficoltà a certificare le polveri di metallo. Ecco uno dei paradossi della manifattura additiva: si possono creare leghe di metallo che non esistono per fusione ma non si riescono a certificare tutte le leghe già usate perché non conviene economicamente sobbarcarsi il costo della certificazione.

Nuova pausa, questa volta per il pranzo. Per il prossimo e ultimo post su Düss ho in serbo il product manager di BMW con i suoi progetti ibridi, il dottor Güngör Kara di Eos con le sue analisi e “Zum Uerige”, il miglior stinco della città. A giovedì prossimo.

Astrati in trasferta a Inside 3d printing. Parte 1

duss2016Martedì 24. Partiamo da Bergamo, via ryain air, per raggiungere Düsseldorf dove si tiene Inside 3d printing, evento internazionale sulla stampa 3d. Siamo Io, Enrico ed Andrea.

Atterriamo a Weeze e prendiamo un pulman. Arriviamo alle due del pomeriggio e ci rifugiamo in un ristorante Turco per sfamarci a simit e börek. Attorno a noi solo turchi e io mi bullo facendo l’ordinazione nel mio turco basico.

Prendiamo il tram verso la casa affittata su Airb&b da tale Franz che ci ha mandato via mail una sorta di caccia al tesoro per recuperare le chiavi. La casa è minuscola:  l’ingresso arredato con armadio, appendiabiti e mobiletto con micro-onde; l’acqua corrente è solo in bagno. Una grande finestra affacciata sul un giardino rende il tutto meno claustrofobico, la casa è calda e c’è internet.

La mattina dopo arriviamo a Messe, la zona fiera di Düsseldorf. Accoglienza con caffè, frutta e brezel.

Sala M: undici faretti  illuminano il pulpito bianco su cui vi è scritto a lettere cubitali 3D Printing. Le prime 4 file sono comodamente sistemate su lunghi tavoli bianchi. Dietro tutti gli altri. Dallo schermo informano dove saranno le altre esposizioni: Singapore, San Paolo, Sidney, New York. Due signori, entrambi vestiti di blu si alternano nella presentazione, uno è il Dr. Eric Klemp (cravatta viola) della DMRC Paderborn University,  l’altro è mister Jeff DeGrange (cravatta azzurra) di Impossible Object.

carbon3Parte un video: Did you kow? e la sala si riempie di musica battente. Did you kow? Le informazioni a nostra disposizione raddoppiano ogni anno e dobbiamo formare i nostri figli per lavori che non conosciamo ancora. Did you kow? è uscita la nuova tecnologia che abbatte i tempi di produzione degli oggetti creati in 3D: clip, Continous Liquid Interface Production, che riesce a creare un oggetto in pochi minuti, ovvero con dei tempi di produzione da 25 fino a 100 volte più veloce e con delle performance migliori in termini meccanici di quelle per ora utilizzate dalle altre tecnologie che stampano in 3d.

La creazione di nuove stampanti 3d multiasse può ampliare ulteriormente la possibilità di produrre additivo e portare a compimento la Rivoluzione industriale 4.0.

Partono altri video, in uno una sottospecie di renna prodotta da Boston Dynamics cammina in un ufficio, in un parcheggio, in un bosco, i suoi movimenti sono spettacolari e inquietanti e tutto questo è possibile anche grazie alla tecnologia additiva che permette di stampare i componenti più leggeri e anche con i circuiti già integrati.

M_O_from_Wall_e_by_hackIl secondo video mi fa vedere come vengono costruite le basi lunari, ovvero con una stampante che ricorda il pulitore ossessivo di Wall-e e che costruisce una struttura a nido d’ape in cemento attorno alla casetta auto-gonfiante, in modo da proteggerla dai meteoriti e dalle eccessive radiazioni date dall’assenza di atmosfera.

A un certo punto 7 persone si accovacciano ai piedi del relatore (Dottor Eric Klemp in cravatta viola su camicia a righe viola): hanno tutte una macchina fotografica in mano. Noi non lo vediamo più ma lui viene abbagliato dai flesh. Presentazione dei vincitori del “International Additive Manufacturing Award IAMA: GMHB, DMG MORI e Concept laser. Ai prossimi post il perché della loro premiazione.

Intanto primo momento di panico: Enrico non trova più i biglietti. Dopo aver preso i pass, dava per scontato che non servissero più. Corre al guardaroba. Trovati! Anzi ne trova uno in più… Ci premiamo con un bel caffè alla tedesca.