OMC 2017-Astrati incontra l’Oil & Gas Industry.

logo omsPartiamo da Genova alle 19.15 di martedì 28 marzo, direzione Ravenna e mentre il sole piano piano tramonta la terra si fa piatta. Lasciamo le nostre montagne alle spalle per giungere alle 23.30 sulla sponda adriatica.

  • Di cosa parla questa fiera?

Inizio a essere un po’ confusa, settimana scorsa sono riuscita a farmi: mercoledì il salone del restauro a Ferrara, venerdì il Mecspe a Parma, la più grande fiera nazionale sulle materie plastiche, e sabato una conferenza a Genova sulle protesi stampate in 3D. Le tecnologie additive hanno molte applicazioni.

  • Oil & gas.
  • Meno male che ho portato gli stivali col tacco!

Alla mattina alle 9.00 siamo in fiera.

  • Alle 9.30 abbiamo il primo appuntamento.
  • Con chi?
  • Una società che fa scatole per i sistemi di pronto soccorso nelle stazioni polari, probabilmente hanno a che vedere con i militari.

E di militari ce ne sono parecchi fuori dalla fiera: metal detector, cani, camionette…

P_20170329_092748La fila per entrare è lunga ma procede spedita, il colore predominante è il blu completo puntinato dai colletti bianchi.

  • Come hai preso l’appuntamento?
  • Con il sistema “Be to be”.
  • “Be to chi?”
  • Ci si iscrive al sito, metti una breve descrizione della tua azienda e le aziende interessate al tuo lavoro ti contattano per un appuntamento.
  • Wow!

Entriamo nella sala 4, distese di stand, signorine, caramelle e carotatrici. L’aula dei “Be to be” è allestita con sedie e tavolini bianchi. Su ogni tavolino c’è un numero. All’entrata c’è un desk dove una signorina sorridente fornisce la lista degli appuntamenti. Dietro le sue spalle su una lavagna vengono segnalati gli appuntamenti annullati. Tre operatori hanno segnati tutti gli appuntamenti, a quale tavolo devono essere svolti, a che ora e tra chi; girano attorno ai tavoli e vigilano che tutto si svolga nel migliore dei modi.

P_20170329_153551Dalla parte opposta c’è il catering: tutto finger food delizioso come caesar salad in conetti da asporto, mini macedone e micro budinetti al cioccolato e lampone fresco, il tutto annaffiato da succo di mela verde.

  • Produciamo piccole centrali elettriche, il cliente ci ha chiesto il modello in scala dell’ultima che abbiamo prodotto.
  • Produciamo pompe ad immersione ad altissima prestazione abbiamo bisogno di un materiale resistente agli idrocarburi per fare i test, dei prototipi funzionali insomma.
  • Produciamo turbine, si possono fare le turbine in tecnologia additiva?

P_20170329_153527Sorrido, scambio biglietti da visita, annuisco, spiego. La giornata prosegue e i tre guardiani del “Be to be” fanno sempre più fatica a stare dietro alla gente che pian piano si conosce, si sta simpatica e si unisce. Davanti a un gigante di colore che fabbrica impianti di raffreddamento per un’azienda sudafricana siamo in 5 aziende.

Astrati nasce come società di servizi a supporto delle imprese. Ieri di imprese ve ne erano molte e tutte legate ad altre imprese attraverso le reti di impresa, formali, informali, costituite o meno. L’era della micro impresa italiana così come la conosciamo sta finendo.

  • Se sei piccolo, minuscolo, i grandi ti sbranano. Ti pagano quando vogliono, se ti vogliono pagare. L’unico modo per sopravvivere è unirsi ma per l’imprenditore Italiano è difficile, preferisce un fidanzamento a un matrimonio e per questo la rete è un buon compromesso.

 

Ferrara, fiera del restauro e del museo

salone-del-restauro-home-logoFerrara, 22 marzo ore 11.00.

Entriamo nel SALONE DEL RESTAURO – MUSEI XXIV EDIZIONE, fuori la giornata è bigia a dispetto della primavera appena iniziata. Sono partita da Genova alle 7.00 del mattino insieme a Vergano e Callegari, i colleghi della Sokar. Abbiamo riempito la valigetta nera con pezzi scannerizzati da noi e prodotti da diverse macchine, sia nostre che loro. La Sokar è rivenditrice di due marchi molto interessanti: La Prismlab e la Scaky.

Oggi siamo qui per conoscere lo stato dell’arte nel restauro di opere d’arte attraverso le tecnologie additive.

Ci accoglie un’installazione con le macchine di Leonardo mentre i nostri piedi affondano in una virtuale piscina di colori e luce.

P_20170323_094643Entriamo nel primo padiglione espositivo. La fiera non è grandissima ma è ricca di conferenze. Siamo al primo giorno e sono tutti molto gentili, qualcuno ha portato grandi statue in marmo e pietra, altri promuovono i gadget da museo bidimensionali, altri ancora sistemi di trasporto per opere d’arte.

Uno di questi sistemi di trasporto è stato declinato da un brevetto militare: è una sottospecie di molla che serve a stabilizzare i sistemi di controllo per le navi militari nel caso vadano sopra una mina.

  • Nel caso la nave non affondi i sistemi di controllo restano funzionanti, altrimenti il contraccolpo della mina li renderebbe inutilizzabili.

Il commerciale delle casse per il trasporto delle opere d’arte fa un sorriso.

  • L’Italia è il paese con più opere d’arte al mondo. Dobbiamo preservare le nostre Opere d’arte.
  • Avete mai usato la scansione tridimensionale per fare le custodie delle statue? Noi di Astrati possiamo scannerizzare la statua che bisogna trasportare, progettare in cad il negativo, stampare o realizzare attraverso una fresa a più assi la custodia che poi viene posta all’interno dei vostri sistemi di trasporto (chiamarle scatole sarebbe riduttivo).

Continuando il giro incontriamo un laboratorio scenotecnico  che ha bisogno di uno stomaco in vetro o in plexiglass.

  • Prima c’erano gli artigiani del vetro che le costruivano, ora, morto l’ultimo artigiano, non c’è più nessuno.
  • Ma non è stata tramandata la competenza? Chiedo.
  • Se è stata tramandata non mi è stato detto a chi, io ho battuto tutta Murano, nessuno è più in grado di fare questa speciale lavorazione.
  • E quindi, come fate?
  • Se voi di Astrati riuscite a farlo noi possiamo continuare il nostro lavoro e realizzare la statua che deve contenerlo. Quella specie di stomaco è un elemento fondamentale.

Astrati, la tecnologia al servizio dell’artigianato. Potrei proporlo come nuovo motto della società?

felice tagliarini cristo RIvelatoIn un altro stand c’è un’azienda che si occupa di allestimenti di mostre.

  • Noi di Astrati possiamo realizzare copie di statue per espositori, percorsi per ipovedenti, per la didattica

Dopo aver concluso il mio panegirico, e il signore che allestisce mostre il suo, ci salutiamo. Dopo aver percorso due metri il signore che allestisce mostre mi corre dietro, mi prende per la spalla, mi giro.

  • Scusa ma mi è venuto in mente che c’è un sito archeologico che ha un basso rilievo raffigurante una corsa di bighe. Voi potreste scansionarla e mettere le bighe in movimento?
  • Possiamo farlo ma dipende da quanti elementi ci sono e da qual è il budget a disposizione. In ogni caso, una volta che si ha scansionato l’oggetto e si ha il 3D si può utilizzare per varie cose, tra cui metterlo sui siti internet e renderlo navigabile o renderlo animato.

Andiamo avanti, altro stand.

  • Mi è capitato questo portale a Napoli.

Mi dice un ragazzo dalla faccia simpatica indicando una foto dove un cornicione sopra la porta di entrata di una chiesa barocca era venuto giù.

  • Caspita! Ma il cornicione ha preso qualcuno?
  • Per fortuna no, si è portato via solo i piedi e le braccia degli angioletti sottostanti. Ho dovuto fare i salti mortali per ricostruirli.

 

  • Noi di Astrati invece avremmo fatto una scansione delle braccia e dei piedi rimaste potendo così ricostruire al cad in maniera precisa le parti mancanti.

 

  • Sarebbe stato di grande aiuto.

Ci sorridiamo e parte lo scambio di bigliettini.

Come sempre, quando si va alle fiere, di Ferrara ho visto solo il parcheggio della fiera e il cielo umido.

PER INFORMAZIONI DI COME LA TECNOLOGIA ADDITIVA, LA SCANSIONE TRIDIMENSIONALE E LA STAMPA 3D POSSONO SOSTENERE LE BELLE ARTI E LA LORO COMUNICAZIONE: ASTRATI

info@astrati.eu

0104558971

3Diamoci una mano-Astrati, protesi e tecnologia

3diamoci1manoDue settimane fa mi arriva una mail:

“Ho trovato il vostro indirizzo cercando operatori nel campo della stampa 3D su Genova.

L’associazione Raggiungere, Associazione per bambini con malformazioni agli arti, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze per l’Architettura dell’Università di Genova, organizza una giornata di studio e lavoro sul tema dell’utilizzo della tecnologia di stampa 3D per la realizzazione di protesi per adulti e bambini.”

Come chi sa chi mi legge abitualmente il tema delle disabilità unito alla stampa 3D è una cosa che mi appassiona. Le tecnologie additive danno la possibilità di personalizzare ogni progetto, di tagliare su misura prodotti che fino a poco tempo fa erano impossibili da realizzare a costi che non fossero stellari.

Avendo noi di Astrati anche la possibilità di scannerizzare non solo oggetti ma anche corpi o parti di essi rende la realizzazione di parti, come protesi o simili, estremamente più precisa e produttiva.

Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito dell’associazione Raggiungere a partecipare al workshop che si terrà nel pomeriggio per presentare il nostro lavoro.

Inizialmente pensavo di presentare solo la scansione tridimensionale portando uno dei nostri scanner.

Come succede spesso però gli eventi si costruiscono anche con le coincidenze.

fronteUn pomeriggio suonano alla porta del nostro ufficio. Sono un ex collega di Enrico insieme ad un amico, Toni Colucci.

  • Ho un progetto. Io sono un tornitore e un bassista. Lavoravo con i Ricchi e poveri. Poi un giorno, lavorando con una fresa, mi sono tagliato un dito di netto, con tendine e tutto. Il dito medio per la precisione. Un casino. Mi hanno cucito, scucito, ricucito e ho dovuto fare un sacco di riabilitazione ma il vero strumento che mi ha fatto riacquistare l’uso del dito è stato questo.

E tira fuori un disegno tridimensionale di un coso che sembra una fibbia di una cintura.

  • Questo oggetto l’avevo creato per far allenare i miei allievi di basso che non avevano uno strumento. Al centro c’è un elastico che funge da corda di basso. Io ho utilizzato questo strumento tutti i giorni, tutto il giorno da quando mi sono tagliato il legamento e la mia dottoressa da cui andavo a fare fisioterapia si è stupita della velocità con cui mi riprendevo. Stiamo facendo un ottimo lavoro, mi ha detto e io allora le ho detto: Sto riprendendo la mobilità perché uso questo.

Dice indicando il foglio su cui è disegnata la strana fibbia.trequarti

  • E allora la dottoressa mi dice: producimeli e io li uso per la riabilitazione dei miei pazienti che si sono tagliati i tendini delle dita. Ed eccomi qua.

Decidiamo di procedere così: noi gli mettiamo a punto il modello e ne stampiamo uno da portare al convegno del 25 marzo correlato di tutta la documentazione medica. Lui viene con noi il 25 a presentare…

  • Come si chiama questo strumento?
  • Pensavo Super finghers.
  • Step Finghers.

Dice Mattia, il nostro tirocinante di Architettura.

  • Come simbolo una chiave di basso.
  • Magari un dito che fa da chiave di basso.

Il dito che fa da chiave di basso lo proviamo a disegnare ma non è molto leggibile. Abbandoniamo il dito ma rimane il nome: Step Finghers.

Enrico si carica il progetto su Fusion e inizia a smanettarci.

Dopo qualche giorno lo Step Fingers, il primo si spera di una lunga serie, vede la luce.

  • Questo è utile non solo come strumento riabilitativo ma anche per i bassisti in generale. Sai quante volte mi sono trovato prima dei concerti, quando ero con i Ricchi e poveri, a fare ore in macchina, poi arrivare dove si teneva il concerto e dovermi rinchiudere in camerino per fare riscaldamento alle dita. Se avessi avuto lo Step Fingers avrei potuto allenarmi in macchina e arrivare già bello pronto ai concerti.

Ci vediamo il 25 marzo alla facoltà di architettura di Genova.retro

Al mattina sono stati coinvolti:

Al pomeriggio ci saremmo noi di Astrati insieme ad altre realtà del territorio per presentare i nostri progetti. Per informazioni cliccate qui.

La Regione Liguria e la rivoluzione BIM

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Il Post di questa settimana esula dalla Stampa 3D per parlare di un’altra rivoluzione tridimensionale: il BIM.

Il BIM, altro non è che l’utilizzo dei nuovi mezzi informatici nel settore delle costruzioni.

Astrati assieme a OneTeam, è stata invitata in Regione Liguria.

 

Aula A nel palazzo della Regione Liguria in via Fieschi.

L’Arch. Ghezzi parla e 30 tra funzionari, tecnici e dirigenti ascoltano seduti su delle sedie arancioni con desk incorporato. Il simbolo della Regione Liguria troneggia dietro l’Ing. Perego, CEO di OneTeam e facente parte della commissione che sta redigendo la norma UNI 11337, la cosiddetta “norma BIM”.

  • Il 14 marzo 2017 sarà disponibile l’ultimo capitolo: “esemplificazione del capitolato informativo” che sarà utilizzato per fare i capitolati degli appalti. La norma, se sarà richiamata nel nuovo codice degli appalti, diventerà legge.

Come mai siamo qui?

Il 30 novembre 2016 Astrati, OneTeamPoint per la Liguria, ha organizzato la ONE TEAM BIM CONFERENCE a Genova al Teatro Carlo Felice e, tra i vari partecipanti vi era anche l’Architetto Pietrasanta della Regione Liguria, settore Pianificazione Territoriale, che ci ha contattato, tramite il nostro geometra Paolo Ferrero, per portare la buona novella della metodologia BIM all’interno dell’istituzione.

 

  • La comunità Europea preme perché la metodologia BIM sia applicata e richiesta dalle Pubbliche Amministrazioni. Fino ad ora in Italia questo sviluppo è andato a rilento, ma ora non sarà più possibile rimandarlo.
    Perché? Perché si risparmia. Questo interessa alla Comunità Europea e questo dovrebbe interessare anche alla Regione. Inoltre si crede che verrà data una proroga alle istituzioni, che potrà arrivare anche al 2022, ma non a tutte e a tutte nello stesso modo., le Regioni saranno sicuramente fra le prime a doveri adeguare, in quanto sono le più strutturate.

 

Che cosa è il BIM?

Il BIM è una metodologia di lavoro per portare quello che già si fa nel mondo dell’industria al mondo delle costruzioni, siano esse costruzioni verticali (case per esempio) che orizzontali (strade per esempio).

Sullo schermo dell’aula A compP_20170220_143741are una Golf degli anni ‘80 rossa tutta smontata.

  • Quando andiamo dal meccanico perché ci si rompe la pompa dell’acqua della nostra auto lui va su un catalogo dove trova tutte le informazioni sulla nostra macchina e sulla sua pompa dell’acqua: come è fatta, dove si compra, quanto costa, come si monta, quali sono le sue funzioni e le sue performance. Noi vogliamo che questo possa succedere anche con un elemento strutturale o una finestra di una casa.
  • La comunità Europea spinge il BIM proprio per il suo alto valore aggiunto nel risparmio energetico: ad oggi il risparmio energetico viene calcolato su dei valori medi. Se noi riusciamo a specificare meglio i materiali che usiamo e come li usiamo possiamo premiare chi lavora meglio. Il valore medio premia sempre la mediocrità e penalizza l’eccellenza.

Sullo schermo compare un diagramma con la scritta 4D e 5D.

  • Con il metodo BIM si supera il concetto di 3D per arrivare al 4D, il calcolo preciso e preventivo dei tempi di produzione, e al 5D, ovvero il calcolo preciso e preventivo dei costi, non solo dei costi di produzione ma di tutto il ciclo della costruzione: progettazione, costruzione, gestione fino al suo smaltimento.

Una voce dalla sala:

  • Vogliamo il BIM sui lavori del ponte sullo stretto di Messina.

Sorrisi e qualche risata.

Quali sono i passi fondamentali per poter lavorare in BIM?

  • Prima di tutto bisogna digitalizzare i processi. Poi bisogna formare il personale.

In che modo?

  • Ad oggi nella norma UNI sono presenti tre figure: il BIM specialist (il progettista potremmo dire), il BIM Coordinator (il responsabile di commessa, per semplificare) e il BIM Manager (il legale rappresentante o il project manager) ma, ad oggi, si pensa di inserire una quarta figura: l’informatico.

OneTeam si sta occupando assieme a  ICMQ    di certificare i professionisti che lavorano in BIM e li sostiene promuovendo corsi di formazione per le varie qualifichP_20170220_141416e.

  • Spesso si confonde la metodologia BIM con i programmi che servono per lavorare in BIM come Revit, Infrawork, Navisworks, Civil 3D, Field o Recap.
  • Senza entrare in quello che è l’internet BIM, o BIM CLOUD, che è e sarà una rivoluzione come lo è stata l’introduzione della posta elettronica, oggi nessuno si stupisce più di poter leggere la posta sul proprio smartphone, così presto non ci stupiremo di guardare insieme, ognuno nel proprio ufficio, il proprio modello tridimensionale del viadotto controllando le interferenze fisiche, di movimento o logiche di un tubo.

 

 

Commemorazioni e ricordi: bambini in 3D.

Venerdì, suonano alla porta.

Aspetto un signore che deve fare un modello e una stampa.

  • Sei mesi fa è morta mia figlia.

Silenzio. Cosa si dice in queste occasioni? Mi dispiace? Non lo conoscevo fino a venti secondi fa e se penso a mia figlia un “mi dispiace” sarebbe doloroso? Offensivo? Stupido?

  • Abbiamo deciso di fare una tomba allegra, in cristallo per la parte verticale e con un girotondo di bambini sulla parte orizzontale. Ho chiesto un preventivo per farlo in brongirotondozo ma mi hanno chiesto cinquemila euro. Il problema non sono solo i soldi ma il fatto che a Staglieno (Il cimitero di Genova n.d.a) rubano qualunque cosa.
  • Lo so, non è il primo che si rivolge a noi per un problema del genere.

Qualche tempo fa ci ha contattato un signore che doveva fare una scansione e una riproduzione di una statua in bronzo situata nel cimitero di Rapallo. La statua è bella e ha sempre paura che qualcuno prima o poi la rubi, così come è successo ad altre statue del cimitero.

  • Vorrei che i bambini fossero sorridenti e che fossero tutti diversi.
  • Ha già qualche modello?
  • Ho cercato su internet. Ho messo “modello 3D” su Google e sono uscite tante donne nude in 3D ma neanche un bambino. Anche trovare voi non è stato facile, è stato mio figlio che vive all’estero che vi ha trovato su internet mettendo “Stampa 3D Genova”, mentre io cercavo “modello 3D Geova”.
  • Anche questo mi è stato riferito già da una cliente…

Enrico si mette davanti ai suoi tre monitor e inizia a tirare fuori immagini: bambini stilizzati, manga, stile fatine, stile realistico, orecchie da gatto. Trova un bimbo che piace.

La statua verrà costruita in sinterizzato che verrà successivamente verniciato e raffigurerà 5 bambini che fanno un girotondo. Cinque bambini tutti diversi: bambini e bambine. Diametro finale del modello: 20 cm. Altezza bambini: 15 cm.

girotondo2Il lavoro inizia con la ricerca di immagini di bimbi che fanno girotondi: la cosa che più li rende vivi è il movimento della testa e il peso del corpo squilibrato su una gamba o su un’altra.

  • Ma gli hai messo i mocassini a quel bimbo?
  • Sì.
  • E quella che gonna ha?
  • Sono un po’ zarri questi modelli, se vuoi un bikini hai l’imbarazzo della scelta ma se cerchi una scamiciata non la trovi.
  • No, ti prego, quel vestito non è da bimba, le fa le tette!
  • Ho capito, ma che le metto? Dei panatloni?
  • Leggins e stivali, un classico.
  • Ma quello in che posizione è? A me pare storto.

Enrico lo tirona per un braccio e gli mette il peso in avanti.

  • Così va meglio?

Alla fine un bambino ha i ricci, un’altro (quello che era storto) ha il cappello e ci sono tre bimbe di cui una sola ha la gonna mentre un’altra ha i codini ( quella coi leggins).

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Enrico ci mette 2 giorni a fare i modelli e tre giorni ad esportarli. O meglio, la prima bimba di prova la esporta in un attimo, la stampiamo per prova e viene una meraviglia. Poi, nell’esportazione generale i capelli di alcuni bimbi iniziano a generare errore.

Smetto di parlare con Enrico, chiudo le porte senza sbatterle e dopo trentasei ore mi annuncia che il file STL è pronto.

Per creare questo modello Enrico ha usato 5 software differenti.

Chiamo il cliente. Un suo amico gli ha detto che è meglio stamparlo in filamento.

Gli carico il file su una chiavetta.