Astrati presente al Technology Hub 2017

technologyhubParto con il treno delle 7.24 dalla stazione Principe, destinazione: Milano – Technology Hub, l’evento professionale delle tecnologie innovative.

Davanti al tabellone della metro a Milano mi trovo a segnare con il dito il percorso:

  • Gialla poi verde poi lilla

    – La verde è interrotta.

Mi dice un signore.

  • Va anche lei al Technology Hub?

Quest’anno il marketing per il Technology Hub è stato feroce, biglietti gratis fino a 6 giorni prima della fiera, gli inviti mi sono arrivati da tutti i nostri fornitori, contatti e amici.

L’anno scorso la fiera non era stata male, molto interessante era stato il convegno il giorno successivo con personalità internazionali di spicco. Ne parlo qui per chi se lo fosse perduto e qui.

Quest’anno, anche grazie ai super ammortamenti indetti dal governo per la Fabbrica 4.0, penso che ci saranno molte aziende che si muoveranno verso le nuove tecnologie. Infatti mi chiama Ettore, un nostro amico che ha un’azienda di ancore.

  • La verde è interrotta.
  • Lo so, ma io sono già arrivata, ti aspetto per un caffè?

robot2Sono un po’ delusa, la fiera è piccola, ci sono opinioni discordanti se è più piccola dell’anno scorso a meno.

Le tecnologie esposte sono poche, troneggia l’fdm a basso costo. Unica eccezione DWS con il suo stand mastodontico che gira da Francoforte a Milano.

Stratasys, 3D System ci sono tramite i loro rivenditori. Anche il progetto portato avanti da Autodesk assieme a Stratasys è presentato senza grande enfasi tanto che credo che la maggior parte dei visitatori non si sia neanche accorto dei Roller stampati in 3D.

Dopo tre quarti d’ora Ettore lascia la fiera, io gironzolo ancora un po’ e ritrovo i ragazzi della Marinella Levi (parlo di lei qua) e il fantastico progetto dell’estrusore CFSM (ne ho parlato qua), i ragazzi sono andati avanti e ora la nuova stampante è composta da un braccio meccanico della KUKA su cui è montato un estrusore a metà tra l’fdm e la sla. Avendo un braccio mobile a più assi supera il concetto della stratificazione del layer a una sola direzione.

Visto che la fiera non è un granché, trovo  rifugio nei mini convegni che sono ospitati in 7 mini piazze o arene che hanno i nomi evocativi di: arena della Cultura delle Tecniche Nuove, piazza Materiali Compositi, piazza Droni, piazza Progettazione per la Stampa 3D o piazza Tecnologie Medicali.

Quest’ultima è interessante perché vi parlano non solo chi lavora nella stampa 3D ma i medici e i certificatori, quelli che controllano che i processi siano fatti correttamente.

Si è parlato anche del grado di pericolosità dei materiali per la stampa:

  • E se il grado di pericolosità dei fumi di una stampante fdm è pari a quello di una bistecca alla brace,  le resine metacriliche sono più preoccupanti, soprattutto allo stato liquido. Sono stati fatti esperimenti ed è venuto fuori che alterano il sistema riproduttivo di alcuni pesci.

Racconta un ragazzo dell’università di Palermo.

idrakronos.jpgAlla piazza Materiali Compositi trovo i ragazzi del Politecnico di Torino del Team H2PolitO che hanno inventato la macchina che consuma di meno al mondo: Idrakronos. I ragazzi sono entusiasti ed entusiamanti, una autovettura che va ad idrogeno che consuma meno di un phon, completamente fatta in carbonio ed adatta alla strada. Anche esteticamente è bella. (ok, lo ammetto, con il mio compagno di sventura alla conferenza malignamo che sembra una bara con le ruote… ma è una cattiveria).

Altro intervento interessante è quello del professor Ratti del politecnico di Milano, come l’anno scorso uno degli argomenti più interessanti è quello sui nuovi materiali compositi.idrakronos2.jpg

A detta del professor Ratto smaltire una barca in vetroresina di 15 metri costa 16000 euro. Questo porterà a cercare di ammortizzare il costo dello smaltimento, ma in che modo?

1- Allungare la vita del prodotto (cosa che già si fa con la manutenzione)

2- Riciclare il materiale.

3- Produrre fibre sostenibili.

E su questo ultimo punto che si sta concentrando la ricerca con la fibra di lino, di basalto, di ananas … o con le nuove resine termoformanti.

Alla fine mi sembra che, escluse alcune università, il Technology Hub non ci ha regalato grande conoscenza, anche le aziende che sono venute a cercare di comprare qualche macchinario sfruttando i super ammortamenti, al massimo hanno guadagnato un fdm che rimarrà a prendere polvere su qualche scrivania e poi armadio aziendale.

Interessanti invece i convegni anche se siamo in un momento di confusione per cui partire dallo spiegare il concetto di stampa 3D  è superato ma forse ancora non per tutti.

 

6 IDEE SBAGLIATE (e forvianti) SULLA STAMPA 3D

Ieri eravamo io ed Enrico a fare un (per) corso sulla Stampa 3D a Tata Box, aula studio in via Fieschi a Genova.

In questo post vi racconto sei slide (delle 86 che ho fatto vedere ieri, i partecipanti sono stati dei supereroi e delle gentildonne dissimulando la stanchezza e seguendo partecipi fino alla fine) che ho aggiunto per l’occasione e che nascono dagli incontri e dalle telefonate che riceviamo in azienda.

1- PER STAMPARE IN 3D BASTA SCHIACCIARE UN PULSANTE.

Nonostante quello che dicono i produttori per stampare con una stampante 3D non basta schiacciare un pulsante. O meglio è vero come è vero che per fare una torta basta accendere il forno, per cucire un vestito basta schiacciare il pedale della macchina da cucire, per fare un tavolo basta segare del legno.

E la torta comprata costa quanto la farina che uso per farla, il vestito il prezzo della stoffa e il tavolo il prezzo del legno.

2- IDEE CONFUSE DA DOVE VIENE IL PROGETTO

Tutte le Tecnologie Additive, ovvero tutte quelle tecnologie che stanno sotto il nome di stampa 3D, hanno in comune che disegnano e costruiscono layer by layer, cioè strato su strato, partendo da un disegno CAD tridimensionale.

Da dove viene il “disegno CAD tridimensionale”?

imagesQualcuno ci dice da un replicatore:

  • Pensavo di portarvi la maniglia destra della gabbia del mio gatto che si è rotta, voi la scansionate e la riproducete.

Star Trek insegna del resto.

  • Certo signore, noi possiamo scannerizzare la maniglia destra della gabbia del suo gatto ma al costo della stampa deve aggiungere il costo della scansione, poi il costo del reverse engineering che devo fare per produrre la maniglia sinistra (che immagino sia quella che si è rotta) ma forse per la maniglia della gabbietta del gatto non è il caso.

Qualcuno da un disegno 2D:

  • Io mi sto costruendo una stampante 3D- mi racconta un giorno un ragazzo.
  • Bello, che programma di disegno 3D usi?
  • No, io disegno solo con il tecnigrafo, molto meglio. Disegnando a mano vedi cose che a computer non riesci a vedere.
  • Sì, ma come fai a stampare?

Qualcun altro da qualunque disegno 3D:

  • Io ho disegnato questo in 3D.
  • Ma è manifold?
  • Cosa?
  • Questo è un file fabbricabile ovvero un solido che può essere reale?
  • Cioè?
  • Le superfici hanno uno spessore? Sono chiuse? Possono essere reali?
  • Non lo so ma tanto poi lo metto nel programma che ripara i file.
  • Che sa per divinazione come te lo deve riparare, potresti anche descriverlo a voce, già che ci sei, e il programma te lo disegna…
  • Perché si può?
  • No, scherzavo.
  • Peccato.

3 FACCIO COSE SEMPLICI, COSTA MENO

La tecnologia additiva o stampa 3D è conveniente sulle forme complesse.

grafico-costi-sviluppoIl grafico evidenzia questo concetto che può essere riassunto nel motto: La complessità è gratis!

Non è totalmente vero ma tanto per capire: un cubo pieno forse non conviene farlo in 3D.

4 ESCE UN PRODOTTO FINITO

Nonostante quello che possono dire i produttori di stampanti 3D questo non è vero.

Nessuna stampante 3D in nessuna tecnica additiva può creare un manufatto fatto e finito che non abbia bisogno almeno di un’idro-pulitrice o di un po’ di carta abrasiva o di una verniciatina. Non tutte queste cose assieme ma almeno una di queste sì.

E spesso chi utilizza queste tecnologie a scopo professionale fa più post lavorazioni per raggiungere un prodotto ottimale.

5 O TUTTO IN STAMPA 3D O NIENTE

Questo è vero come è vero che le automobili escono dalla macchina che fabbrica automobili (ruote, sedili e fari compresi) o le case dalla macchina che fabbrica case (con tanto di finestre, tappeti e marito dentro).

Coloro che usano la stampa 3D a scopo professionale spesso usano una progettazione ibrida ovvero la stampa 3D è una delle tecnologie o alcune delle tecnologie che si concertano per la produzione di un prodotto.

6 LA STAMPA 3D è A RIGHINE

low qualityLa stampa 3D è anche a righine, magari righine di 10 o 25 micron, un micron è un millesimo di millimetro. Si iniziano a produrre delle stampanti che supereranno il concetto di layer e quindi di righina. Possiamo quindi dire che sicuramente la stampa 3D di bassa qualità è a righine, quella dove il layer è di 2 o 3 millimetri di spessore, ma non tutta la stampa 3D è a righine.

Domani sarò al Technology Hub. Settimana prossima vi racconterò delle cose belle e meravigliose che vi avrò scovato.

(Per)corsi a Tata Box- Astrati

tata box-astrati1

Qualche tempo fa, una domenica piovosa di febbraio mi armo di buona volontà, lascio figli, amici e marito a finirsi di guardare Guerre Stellari e vado a Palazzo Ducale. C’è What’s up Genova, un incontro in cui giovani imprese, cooperative e associazioni stanno lavorando per un nuovo sviluppo del territorio.

Girovagando tra i banchetti scopro le realtà più incredibili: c’è chi fa casse da morto biodegradabili, Boschi vivi, a chi si occupa della tonnara di Portofino.

Seduti tra i banchetti due ragazze che pubblicizzano la loro attività.logo_tata_astrati

  • Non ditemi niente, devo capirlo dal vostro materiale informativo… TataBox, come simbolo una volpe…officina studio… vicino ad architettura… c’è internet…tanto internet: siete un’aula studio?
  • Sì, offriamo aula studio, aule per ripetere a voce alta, corsi, libri… e siamo aperti tutti i giorni anche nel fine settimana e la sera.
  • Io con gli studenti, soprattutto con gli studenti di architettura, ho un problema: non mi portano dei modelli stampabili.
  • In che senso?
  • Noi facciamo stampa 3D, modellazione, scansione e stampa e spesso  ci arrivano gli studenti di architettura che vogliono stampare dei modelli che non sono pensati per la stampa 3D.
  • In che senso?
  • In tanti sensi. Per esempio sono progettati spesso con SketchUp, che andrebbe bene in teoria ma in pratica sono pieni di superfici aperte, compenetrate, non solide.
  • Non esistono dei programmi che li riparano da soli?
  • Anche quello in teoria, in pratica se il modello è troppo incasinato no. E a volte riparare il modello costa più che la stampa. A volte invece, pensando di spendere meno, semplificano il modello.
  • Meglio?
  • No, perché se la casetta è un cubo pieno è meglio farlo con un’altra tecnica che non sia la stampa 3D che serve proprio per fare modelli complessi e il complesso spesso con la stampa 3D non vuol dire più caro.
  • Bisognerebbe fare un po’ di alfabetizzazione tecnologica.
  • Già, senza conoscenza è difficile anche crearlo un mercato. Ora ci troviamo nella situazione che il mercato dei modelli stampati in 3D potenzialmente c’è: gli studenti vorrebbero stamparsi il loro modello 3D, noi vorremmo stampargli il loro modello 3D ma non si riesce perché dopo che hanno passato magari un mese a fare il loro modello in SketchUp non se la sentono di spendere ore o denaro a rifarlo da capo. Giustamente anche.
  • La soluzione sarebbe intercettarli prima, prima che si mettano a disegnare.
  • Sì.
  • Potreste venire da noi a parlarne.
  • Nell’aula studio?
  • Sì, a TataBox, in via Fieschi 69/R ingresso dalla galleria di Torre Piacentini. Magari facciamo qualche incontro divulgativo

Così nasce l’idea dei (per)corsi sulla stampa 3D, degli incontri divulgativi di informazione tecnologica.

what's astrati

IL (PER)CORSO

Stampare in 3D si può. E spesso si deve. Soprattutto se sei uno studente alle prese con prototipi e modelli. Il corso vuole dare agli studenti di Medicina, Odontoiatria, Arte, Architettura e Ingegneria gli strumenti necessari per realizzare correttamente modelli per la stampa 3D. I professionisti di ASTRATI vi guideranno lungo un (per)corso composto da quattro incontri completamente gratuiti, che si terranno presso la sede di Tatabox Officina Studio.

INCONTRI

Martedì 18 aprile – h. 20.30

Introduzione alla Stampa 3D: tecnologie, certificazioni e campi di applicazione

Martedì 2 maggio  – h. 20:30

La progettazione 3D: creazione di modelli e ottimizzazione topologica

Martedì 16 maggio – h. 20:30

La scansione: dalla teoria alla pratica

Mercoledì 31 maggio – h. 20:30

Gli Strumenti: Autodesk Fusion360 in sostituzione di SketchUp

POSTI LIMITIATI – PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SU EVENTBRITE