3 modi per dire: Stampa 3D

  • Pronto Astrati? Voi fate stampa 3D? Quanto costa?

_rotogravure_printing_machineEd ecco che dalla mia bocca parte il disco che ripeto  da un anno e mezzo:

  • Con il nome di STAMPA 3D convivono tante tecnologie diverse che funzionano in maniera diversa, ma che hanno un elemento comune: costruire un oggetto reale partendo da un disegno CAD in maniera additiva, ovvero layer by layer. Lei ha il disegno CAD?
  • Sì, ma a me serve solo una stampa 3D, in generale… volevo solo sapere quanto costa….
  • Non si può parlare di STAMPA 3D in generale come non si può parlare di stampa su carta in generale, basti pensare che nella stessa famiglia di “stampa su carta” convivono le stampanti che abbiamo in casa a getto d’inchiostro o laser e  le grandi macchine che stampano i giornali o i libri: tutte stampano inchiostro su carta ma lo fanno in modo differente e con finalità differenti. Se deve
    stampare un libro di quattrocento pagine in diecimila copie lei lo farebbe mai con la stampante a getto di inchiostro che ha in casa? 

Se mi butta giù il telefono ha ragione, povero signor Capello, del negozio di colori, mi ha preso in una brutta giornata e quindi si becca lo spiegone completo, al telefono … Il Signor Capello però mi sta ad ascoltare:

  • Infatti volevo anche comprarmela una stampante, lei cosa mi consiglierebbe?
  • Così in generale?
  • Sì, infatti.
  • Scusi?
  • Lei è un privato, un makers? Se è così deve scegliere una stampante che appartiene alla prima famiglia, quella dei consumer, perché lei vuole giocare con una stampante 3D, ha tanto tempo da dedicarci per farla funzionare… vuole spendere poco e avere dei risultati un po’ grezzi ed 
  • stampante di casaMa lei chi è?
  • approssimativi?
  • No, no, non ho tanto tempo!
  • Perché se è così i prezzi vanno dalle poche centinaia a qualche migliaia di euro (2, 3 mila), stampano solo plastica.
  • Mi servirebbe anche per lavoro…
  • Allora appartiene alla famiglia dei professionisti: le serve una macchina più performante ma a questo punto deve venire qua, in via di Canneto 23/1, nel nostro ufficio, per farmi vedere cosa fa, cosa le serve perché le possibilità sono molteplici, le tecnologie varie e i materiali pure. In ogni caso sappia che le serve dello spazio per fare i trattamenti di post produzione.
  • Faccio qualche piccola produzione, 200, 300 pezzi, a volte un migliaio…
  • Allora lei appartiene alla famiglia della produzione additiva?
  • Non lo so. Ma si può fare tutto?
  • Sì, ma non tutto a senso farlo in stampa 3D. Quindi è importante capire a chi e dove queste tecnologie possono apportare valore
  • Ma è rivolta a tutti?
  • Sì, tutti coloro i quali utilizzano la prototipazione. La produzione personalizzata o le medie serie. La produzione di assemblati o geometrie complesse. Chi produce stampi. Quindi tecnicamente tutti i settori ma non a tutti.
  • Ho capito, quindi alla fine un oggetto largo 7 cm e mezzo e alto 14 cm quanto costa?

Appuntamento additivo: La stampa 3D al servizio dell’oreficeria.

www.saragismondi.itPrima ancora di far nascere Astrati (parliamo del 2015)  io ed Enrico ci siamo messi a perseguitare il papà di un nostro amico, orafo di Valenza.

  • Lo sa che si possono stampare in 3D le cere per la gioielleria?

Gli dico un pomeriggio, seduti sotto il portico della Bellona, la loro residenza estiva.

  • Un tempo io facevo tutto a mano: i modelli di prova, le cere su cui facevo i calchi, eccetera. Poi un giorno un mio collega mi presenta un ragazzo che disegna sul computer, io mi metto lì con lui e gli spiego cosa voglio. Dopo un po’ mi porta un anello viola in plastica. Io lo faccio provare al cliente e se al cliente va bene il ragazzo mi stampa la cera.
  • Fa la stampa in 3D della cera!
  • Non so cosa faccia ma a me va bene quello che fa.

E così ho ricevuto il primo insegnamento sulla stampa 3D: alla maggior parte dei professionisti non interessa come lo fai, ma se quello che fai funziona.

Quando abbiamo aperto (febbraio 2016) ho contattato qualche orafo genovese per sapere se era interessato al servizio ma la risposta è stata univoca:

  • No, non mi interessa. Io faccio tutto a mano.

All’inizio di quest’anno (2017) veniamo contattati dal nostro primo cliente orafo: ha bisogno di un atleta sugli anelli. Modellazione di figura umana (scultura digitale) e stampa in resina che resiste alle basse temperature per fare il positivo per gli stampi in silicone. (qui trovate il post)

Presa di entusiasmo inizio a chiamare altri orafi presenti sul territorio: molti utilizzano già il servizio a Valenza.

Le problematiche che ho raccolto sul servirsi a Valenza sono:

  • costi aggiuntivi (bisogna spedirli a Valenza);
  • tempi allungati (bisogna aggiungere ai tempi di progettazione e stampa quelli di trasporto);
  • difficoltà di comunicazione (solitamente chi fa stampa 3D viene dall’ambito ingegneristico);
  • Definizione variabile (mi hanno fatto vedere alcuni pezzi con i layer molto in evidenza, in realtà penso che in molti casi possa essere annoverato anch’esso un problema di comunicazione).

La comodità è che volendo mandi il disegno o il pezzo da riprodurre e da Valenza ti forniscono il servizio completo.

Fino a poco fa a noi di Astrati ci mancava il servizio di fusione delle leghe metalliche direttamente a Genova  ma oggi abbiamo anche questo servizio (ne parliamo qua).

Quindi Astrati ad oggi cosa offre?

  • Modellazione 3D;
  • scultura digitale;
  • rendering e modelli 3D per siti web;
  • scansioni tridimendionali con variazioni di scala del modello;
  • Creazione di cere perse (resine calcinabili) ad alta definizione;
  • Creazione di positivi o prototipi ad alta definizione in resina che resiste alla bassa temperatura;
  • Creazione di positivi in resina ad alta definizione che resiste all’alta temperatura;
  • Fusione in leghe metalliche come argento e oro.

piedino per saragismondi.itOltre alle solite progettazioni la modellazione e la stampa 3D del sacrificale è adatta per la creazione di basso o alto rilievi da fotografie o da disegni, oltre al servizio di scansione 3D.

Tutto questo direttamente in Liguria e per di più con il vantaggio del fatto che, avendo esperienza sia in ambito industriale che artistico, possiamo fornire un servizio unico di alta tecnologia e grande professionalità.

Astrati srl collabora attivamente con la Soprintendenza della Liguria per il restauro non invasivo di opere d’arte.

Se siete interessati ai nostri servizi di stampa 3D per gli orafi mercoledì 20 settembre faremo una presentazione aperta a tutti e gratuita previa iscrizione attraverso il nostro sito (clicca qui per prenotarti).

Le foto qui riportate appartengono al progetto di Gismondi Atelier.

Una piccola regina.

corona stampa 3DQuesto post è un augurio di compleanno e un gioco.

Il 14 di agosto è il compleanno della piccola Gilda, anni 3 e la sua richiesta di regalo è  una sirenetta ed “essere una regina”.

Per la sirenetta non c’è alcun problema, dalla Lella, la nostra giocattolaia di fiducia, c’è una vasta esposizione di sirenette di tutte le dimension,i ma di “attrezzi da regina”?

corona pulizia supporti

Rovistando nel fornito negozio ho trovato:

  • un paio di scarpette col tacco (caduta dalle scale assicurata)
  • uno scettro di plastica con un grosso cuore che si illumina e suona (oltre al problema che suona – e chi è genitore sa di cosa parlo- c’è il fatto che un grosso scettro può diventare un’arma da dare in testa a cuginette e fratello)
  • Un vestito da principessa sintetico (e già non si vuole togliere i tutù di H&M, ci manca che le do un vestito intero)
  • una corona di plastica argentata, bella ma fragile fragile.

Che fare? Se una bimba di tre anni chiede di essere una regina non si può non incoronarla e quindi cerco un modello 3D di una corona che mi sembri abbastanza solida ma non troppo appuntita (sempre per evitare feriti tra cugine e fratello).

corona stucco

 

Diametro della corona che ho trovato: 20 cm, circonferenza della testa di una bimba di 3 anni: 50 cm che diviso per 3,14 fa… beh, decido un 17 cm, arrotondando in eccesso,

Che materiale? Che tecnologia? Naturalmente in PLA e in FDM. Rimarrà solida e 

 

atossica.

 

Il tempo di stampa è di 7 ore e 30. La vorrei stampare in rosa o in oro ma essendo il 13 agosto non credo che troverò qualcuno che possa vendermi del filamento proprio di quel colore oggi e domani sarà tardi. Decido che è si va di stucco e pittura come nella miglior tradizione.corona verniciatura

 

Finita di stampare e dato lo stucco spray Enrico la guarda e mi dice:

  • Era meglio se la modellavo io. Non ha neanche un fillet. E poi sembra fatta in legno anche se è leggera. La vernice su una superficie così ruvida non viene a specchio…

Mai contento… la corona sarà senza fillet e un po’ tozza ma non ha punte vive e resisterà anche a una banda di babanette.

 

corona anguriaCome regalo di compleanno ha fatto la sua figura e la piccola regina è stata incoronata.

Per analogia di uso penso agli spettacoli teatrali e di danza che hanno bisogno di oggetti scenici leggeri e resistenti che vengono lanciati da attori e ballerini tra un cambio scena e l’altro. Sia che essi siano allestiti da compagnie professioniste che da scuole di teatro o danza.

Penso alle tante corone di re Lear, di Lady Macbeth, di Titania la regina delle fate, ora corone di cartapesta, di pannolenci, di gommapiuma ma che possono essere di PLA verniciato o addirittura ABS. Le spade, i teschi di Amleto, le maschere della commedia dell’arte, i cappelli o i nasi di Pinocchio, le catene di Prometeo…

Valenza addio- stampa 3D e fusione per la gioielleria nel centro storico di Genova

clitty cerchioGuardo Enrico che mi sta disegnando un anello mentre al collo porto un ciondolo che lui ha creato per me. Anche alle orecchie penzolano due orecchini nuovi fiammanti.

Il primo prototipo lo avevamo fatto in resina metacrilica (quella standard ndr) e l’ho messo al collo per un paio di giorni dopo i quali la mia bella Gilda di due anni e mezzo me l’ha frantumato in un abbraccio.

Abbiamo allora cercato un partner che ci potesse sostenere nella creazione di oggetti in metallo, inizialmente abbiamo pensato a Valenza e ai suoi centri di prototipazione del gioiello ma tutti quelli che abbiamo contattato volevano fornirci sia la stampa in 3D della resina calcinabile (o fondibile) che la fusione. Ma i pezzi che abbiamo visto stampati da Valenza (non li abbiamo visti tutti, per carità) non ci convincevano, troppe righine… (ovvero layer troppo grossi rispetto a quelli che facciamo noi).

Non persuasi abbiamo mandato a fondere un primo pezzo in argento da nostro modello in 3D in resina calcinabile. Assieme al nostro ciondolo fondibile abbiamo allegato un foglietto con le istruzioni di temperatura e tempo di fusione per poter utilizzare le nostre resine.

Il DHL ci ha rimandato indietro un ciondolo che assomigliava a un gruviera, tutto buchi. Perché? Perché la fusione l’hanno fatta assieme alle cere tradizionali, alle resine fondibili di altre marche e ognuna ha un tempo e un grado di fusione diversa. La mia quindi è venuta uno schifo, oltre ad aver pagato un DHL che mi ha trasportato i miei pezzi da una parte all’altra degli Appennini. Oltre ad aver aspettato 15 giorni.

Non ci siamo persi d’animo, Enrico doveva regalarmi la mia parure e Astrati doveva risolvere questo piccolo intoppo. Sì perché ad oggi abbiamo collaborato con gli orafi facendo le resine a bassa o ad alta temperatura da cui questi traevano i siliconi con cui facevano le resine tradizionali ma per i pezzi unici? Per quei gioielli che per definizione non devono essere replicati? Come i gioielli tratti da foto? Ovvero come risolvere il problema delle resine fondibili? (Resine che si sciolgono al contatto col metallo e che quindi producono un oggetto irripetibile).

Abbiamo iniziato la ricerca sul territorio ligure e dopo poco abbiamo  trovato un partner, la prima prova è andata bene (il ciondolo), la seconda pure (gli orecchini) e la terza anche (altri ciondoli e orecchini da provare con agganci diversi, più piccoli gli anellini e i gancetti).

  • Ho dovuto fare un cilindretto a parte con solo la vostra resina e stare attento ai tempi che sono diversi dalle mie cere ma nell’insieme si può fare senza problemi.

Si può fare senza problemi? Quindi questo vuol dire che ad oggi gli orafi possono avere progettazione, stampa del prototipo o del modello in resina calcinabile e fusione tutto in un unico pacchetto direttamente a Genova.

Niente più corrieri su e giù tra Piemonte e Liguria, niente attese di settimane, al massimo il costo di un biglietto dell’autobus se si è fuori dalle vecchie mura della città.

  • E in oro?
  • In oro si può fare. Costa solo di più.

Pragmatismo genovese.

Ed eccomi qua, con la prima parure Astrati al collo e alle orecchie e un anello nel prossimo futuro… Un’amministratrice unica va corteggiata.

 

Per informazioni e preventivi scrivi a info@astrati.eu

Astrati ospita la Markforged: 4 assi nella manica per la metalX, la stampante desktop per i metalli.

Corro per via di Canneto con in una mano un vassoio di pasticcini di Viganotti e nell’altra due vassoi di focaccia. Saluto la signora del bar sotto l’ufficio.

  • Il vetro è passato ieri.

Mi rassicura. Noi abitanti di questa parte del centro storico siamo afflitti o meglio assordati dai camioncini della raccolta differenziata del vetro che non sono insonorizzati, sono senza copertura e riescono a creare un incredibile effetto di moltiplicazione del suono in questi vicoli alti e stretti.

markforged 2In ufficio Marcuccio di CMF Marelli sta finendo di montare una delle stampanti Markforged che presentiamo oggi: la casa produttrice è una, l’americana Markforged ma le tecnologie sono almeno tre:

  • FFF, estrusione del materiale composito a fibra corta di carbonio, l’Onyx.
  • CFF, estrusione di un doppio materiale con un doppio estrusore uno in nylon e l’altro in fibra continua di carbonio, kevlar o vetro (ne parlo qui).
  • ADAM, ovvero Atomic Diffusione Additive Manufacturing, per la produzione additiva del metallo.

Quest’ultima tecnologia è uno di quei tasselli che modificherà pesantemente la percezione e l’utilizzo della stampa 3D per il metallo. Perché? Perché solo quando la tecnologia esce dal confine dello specialistico ma entra nel campo del consumer che la tecnologia diventa popolare.

La stampa diretta del metallo è nata nel 1994 dall’azienda tedesca EOS, quindi sono 23 anni che si stampa l’alluminio o l’acciaio inossidabile ma vi assicuro che a parlarne in giro ad industriali o nei cantieri navali sembra che sia una cosa nuova nuova, brevettata un anno fa al massimo.

metalxParlare di consumer per una stampante da più di centomila euro forse è eccessivo ma intanto è meno di qualunque altra stampante che sinterizza metallo ad oggi in circolazione e poi perché ha delle caratteristiche che la rendono più agevole delle altre tecnologie di produzione additiva del metallo.

La metal X, ovvero la stampante 3D della Markforged che stampa il metallo, stampa in estrusione additiva (tecnologia simile alla FFF) un misto di materiale plastico con mescolato la polvere di metallo.

Il pezzo è progettato e stampato con un volume del 20% superiore al volume che avrà il pezzo finale in metallo. Questo pezzo sovradimensionato del 20% si chiama parte verde che deve essere successivamente trattato in una macchina che scioglie la plastica e in un forno che sinterizza il metallo rimasto.

Quali sono i vantaggi:

1- le parti possono essere lavorate quando il pezzo è nella sua situazione transitoria “verde”, ovvero con gli stessi strumenti di post lavorazione di una stampante 3D di materie plastiche;

2- le bobine di plastica e metallo sono molto più maneggevoli e hanno bisogno di molte meno accortezze delle polveri atomizzate di metallo;

3- il costo di acquisto inferiore ai competitor con un buon piano di stampa: 250 mm x 220 mm x 200 mm con una altezza del layer sull’asse y di 50 μm;

4- come sa chi mi segue, una delle grandi scommesse della stampa 3D per il metallo è il controllo della produzioneforcella ottimizzata, uno degli elementi (insieme alla libertà geometrica) che la differenzia dal prodotto di fonderia, infatti la Metal X è in gradi di  ispezionare la parte durante la stampa grazie ad un controllo laser in-process  verificando le variazioni dimensionali fino 1 micron.

MArkforgedLe bibite sono sul tavolo insieme alle paste, alla focaccia e al caffè, Marcuccio di CMF Marelli fa partire la Mark two che disegna in onyx la forcella di bicicletta ottimizzata da Enrico, il campanello suona: i nostri invitati sono giunti.

La Metal X sarà disponbile da settembre. Se volete saperne qualcosa di più o avere un preventivo contattateci su: info@astrati.eu