Astrati: torta di riso finita.

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Squilla il telefono, uno, due, tre volte.

  • Non rispondi?

Mi chiede Enrico.

  • Aspetta, che a rispondere al telefono poi rischi di beccarti un altro Leonardo.

Leonardo è un fisioterapista impallato di manga che ci ha portato una spilletta in metallo maffo con un rilievo di un mostrillo tutto storto e ci ha chiesto di farne uno uguale. Maledetta me che ho detto di sì e ora è la terza volta che lo sto rifacendo. A me sembra uguale, a lui sembra uguale ma… il settimo dito della terza zampa di sinistra forse è un po’ più lungo? (no, no, non lo è!!!)

  • Colpa ne abbiamo se quello ha preso come suo dio personale un mostrillo di un cartone animato anni novanta sconosciuto al genere umano. Fosse stato un Cartier sarebbe stato più facile… Dai rispondi.
  • Aspetta che magari poi è Mister Celestino. Se mi dice che vuole dei nuovi pezzi senza aver saldato il vecchio che gli dico? Ormai ha un puffo di tremila euro!
  • Bhè, gli dici di pagare.
  • Bravo, inizia a dirmi che va da altri e che ne ha bisogno subito… io non rispondo.
  • Guarda che rispondo io!
  • Mai!

Enrico cerca di prendermi il telefono dalle mani, io lo scarto a destra, mentre prova a intercettarmi col braccio sinistro il telefono finalmente smette di squillare. Suona la porta. Enrico si siede al computer mentre io accolgo una ragazza.

  • Salve, ho bisogno di sapere se mi potete stampare dei barattoli di latta con una scritta sopra.
  • I barattoli devono essere più grandi, più piccoli, di forma diversa, trasparenti?
  • No, no, uguali, solo con la scritta sopra.
  • Quanto sono grandi questi barattoli?
  • Circa 20 cm l’uno per 8 cm ma poi devono essere tutti uniti per l lato corto e con la scritta sopra. In quattro colori diversi. Quanto costa?
  • Ha il modello?
  • No.
  • Allora, bisogna fare il modello, poi la stampa…
  • Se mi va bene il prezzo poi le dò l’ok la prossima settimana e tempo tre giorni mi servono. Le dico già che 300 euro è troppo, 150 vediamo.
  • Ma non può prendere dei barattoli già fatti e io le faccio solo le scritte?
  • No, no, mi mandi il preventivo di tutto. Anche se vi dò l’ok venerdì poi lunedì o martedì li ho? Lavorate di sabato e domenica, no? Io lavoro sempre.
  • Per le urgenze sì ma se si può programmare perché dovrei lavorare di sabato e domenica?

Mi guarda con sufficienza.

  • Aspetto una sua mail al più presto.

Mi dice ed esce. Squilla il telefono. Senza pensare rispondo.

  • Sono qua sotto, posso salire?
  • Prego.

E adesso questo chi è? Cosa vorrà fare?

  • Devo fare sei apribottiglie per un gruppo folk americano, sono in ritardo, me li potete fare voi?
  • Ha il modello?
  • No, ho il vettoriale, va bene?
  • Non proprio ma è già qualcosa.
  • Mi serve tipo domani.

Faccio il preventivo, l’oggetto è piccolo, un po’ convesso e con scritte e disegni a volte scavate a volte in rilievo, il disegno è una mucca con il cappello da cowboy.

  • Se ne fa 6 vengono 18 euro l’uno di stampa più 150 euro di modellazione.
  • No, troppo. Comunque grazie.

Esce, Enrico mi chiama.

  • Guarda qui!

Sulla suo schermo c’è uno scambio di mail, è il tipo che aveva chiamato a inizio giornata e al quale non avevo risposto, doveva fare due pagode in stampa (modello da correggere), altezza 25 cm, Enrico le aveva quotate sui 200 euro e quello gli ha risposto:

“CON QUELLA CIFRA ME LA COMPRO LA STAMPANTE 3D”.

  • Posso rispondergli?

Mi chiede con gli occhi imploranti. Va bene, getto la spugna, ho provato a essere gentile e professionale con i clienti ma sono loro che non ce la possono fare.

  • Anche se esci da Gucci con qui soldi ti potevi comprare una macchina da cucire!

Squilla il telefono.

  • Rispondi?
  • Io, no.

 

Astrati: gentilezza, professionalità, puntualità, veniamo incontro al cliente, alle sue esigenza.

 

A chi non paga, a chi vuole pezzi poco prezzo e bassa qualità, a chi pensa di sapere tutto lui che basta schiacciare il bottone diciamo che la torta di riso è finita, ovvero, per chi non è di Genova, prego astenersi perditempo.

 

Cordialmente

 

Astrati è una azienda Genovese – Litania

Astrati Genova

Genova che mi struggi. Intestini. Caruggi.

Astrati è una azienda situata in Via di Canneto il Lungo, dentro Torre Maruffo. I muri sono spessi e la temperatura è costante, adatta alle stampanti 3D che patiscono gli sbalzi climatici (Meno i progettisti e la sottoscritta perché la temperatura costante è 15 gradi. Inoltre tra le intercapedini medievali vivono una rara specie di zanzara che sopravvive alle basse temperature ed è pimpante tutto l’anno). Siamo centrali (dietro la cattedrale e a due passi dal Porto Antico e dal Palazzo Ducale).

Genova e così sia, mare in un’osteria.

Genova illividita. Inverno nelle dita. Genova mercantile,  industriale, civile.

Siamo a 50 metri dall’entrata del porto dove ci sono i cantieri navali e i porticcioli turistici quindi ci è parso naturale avvicinarci al settore nautico, oltre a una nostra personale passione per la vela. Per il settore nautico facciamo reverse engineering, stampa di prototipi e di mini serie, pezzi personalizzati, progettazione, modelli da fiera e scansioni tridimensionali. Per le scansioni tridimensionali la nostra tecnica è migliore rispetto alle tradizionali scansioni laser in quanto la nautica lavora su forme curve, sinuose, ben diverse da quelle architettoniche e paesaggistiche. (Quante linee curve ha normalmente un palazzo? Quante una barca?)

Genova d’uomini destri. Ansaldo. San Giorgio. Sestri.

Lavoriamo anche per l’industria, soprattutto in ambito prototipazione rapida e modellistica da fiera (diorama esplicativi, modelli mobili ecc…)

Genova di mia sorella. Sospiro. Maris Stella.

Genova portuale, cinese, gutturale.

La Madonna ci ha accompagnato fino ad oggi, sopra la nostra azienda pende la benedizione della Maris Stella, la prima grande statua che abbiamo scansionato e riprodotto in dimensioni reali (1 metro e mezzo di statua di resina e marmo) in 3D e che oggi troneggia sul tetto del Santuario di Bacezza. Tra le sue braccia c’è inscritta le prime preghiere che i marinai e le loro mogli e madri rivolgono alla Madonna. Dopo la Statua seicentesca abbiamo avuto molte altre commesse in ambito restauro e belle arti sia per riprodurre parti, scansionare in 3D o progettare anche con forme libere, vere e proprie modellazioni artistiche.

Genova mia di Sturla,

che ancora nel sangue mi urla.

Nostro progetto è di aprire un altro ufficio verso Sturla, in parte per decentrarci e in parte per avere la scusa di pranzare in spiaggia ora che viene la bella stagione. Si lavora sempre, davanti a una tastiera, in mezzo alle nostre stampanti ma a volte chiudo gli occhi e vedo

Genova bianca e a vela,

speranza, tenda, tela.

Il nostro viaggio con Astrati è nato dall’amore per la nostra città, l’amore che noi genovesi conosciamo bene, a volte è così forte che si ha voglia di scappare, perché spesso i muri sono alti, le vie strette e ti trovi preventivi fatti per statue importanti per palazzi storici un anno prima dati in appalto ad aziende del nord est, ti trovi vicino a casa cooperative sociali dove ci lavorano i ragazzini con i soldi delle fondazioni, ti trovi il figlio di mia cugina che si è comprato la stampante 3D, ti trovi i clienti che non ti pagano mentre lo stato va pagato sempre. Ma noi siamo qui, perché Genova, anche ferita, è la nostra città. Allontano (assieme alle zanzare) le ultime parole di questa Litania di Giorgio Caproni.

Genova mio rimario. Puerizia. Sillabario.

Genova mia tradita, rimorso di tutta la vita.