La stampa 3D spiegata a mia nonna Maria

astrati-nonna-3d.jpgMia nonna è seduta sul divano in pelle della sala. Legge “TV Sorrisi e Canzoni” e controlla che quelli della televisione rispettino le programmazioni. Dal mega schermo piatto Riva di Sentieri è stata clonata.
– Ma cosa è che fai di lavoro adesso?
Mi chiede inaspettatamente la nonna, la gatta salta dietro il divano mentre mia figlia la rincorre. La gatta è ben nascosta e mia figlia infila il braccio tra la carta da parati e lo schienale in pelle, cercando di stanarla.
Progettazione, scansione e stampa 3D, nonna.
– Stampa? E cosa stampi?
– Qualunque cosa nonna, adesso stiamo progettando un prototipo per un chirurgo.
Mi alzo e cerco di distrarre la bimba con una pallina gialla, la gatta di mia nonna è piuttosto selvatica.
– Ma stampi i disegni?
– No, nonna, stampo proprio lo strumento che deve usare il chirurgo.
– Ah, brava, brava…
La nonna mi sorride e riprende a leggere. Non ha capito.
– Invece di stampare il disegno dalla stampante 3d esce un oggetto fatto e finito.
La nonna mi guarda con un sorriso vuoto.
– Come se fosse scolpito. Aggiungo.
– Hanno inventato una stampante che scolpisce? Mi chiede
– Hai bisogno di un mestolo nuovo? Io te lo progetto (cioè Enrico te lo progetta) e poi dalla stampante ti esce fuori il mestolo.
– Il disegno?
– No, no, proprio il mestolo per servire la minestra.
– Di carta?
– No, del materiale che vuoi: plastica, alluminio, nylon, gomma, resina.
La gatta è uscita da dietro il divano e si va a sedere in braccio alla nonna mentre la piccola Gilda si distrae ballando sulla pubblicità del formaggino Mio.
– E ti sei comprata questa stampante qua?
– Non è una stampante sola, nonna. Anche perché non è che con una stampante stampi tutte questi materiali e con la stessa precisione, per ogni materiale c’è bisogno di una stampante apposta è come… è come…
Questo concetto è abbastanza difficile spiegarlo normalmente, parlare della differenza di tecnologia tra una stampante auto-costruita in fdm che estrude filamenti di plastica e una macchina che cura attraverso degli elettroni in ambiente controllato delle polveri atomizzate di titanio è intuitiva, ma la gente solitamente spegne il cervello prima di aver finito di dire la parola tecnologia…  figurarsi una novantacinquenne.
– Come voler cucinare la pasta nella padella. Mi dice mia nonna continuando a guardare Sentieri.
– Come nonna?
– Quando ero in America la sorella della moglie di Jimmy voleva cuocere gli spaghetti in un padellino grande così, non ci cuocevi neanche due uova in un padellino così piccolo.
La nonna ha tutta la sua famiglia in California, a Monterrey. Migranti di inizio novecento.
– Io glielo dicevo: per cuocere la pasta ci vuole la pentola alta, per fare il sugo il tegame, per friggere la padella, ma lei niente: cuoceva tutto nel padellino per i “pampu kakies”.
-Uguale nonna!
consulenza e formazione stampa3D progettazione astrati genovaMia nonna è un genio!
Possiamo stampare tanti oggetti diversi e in materiali diversi utilizzando macchine diverse: alcune cuociono con un laser delle polveri, altre invece fanno scivolare della pasta morbida che si solidifica raffreddandosi…
Ma io non ho bisogno di un mestolo, ma di un coperchio.
– E ti faccio un coperchio allora, di quali dimensioni?
– Anche in ferro?
– Sì, nonna. In alluminio, acciaio se vuoi. Esistono delle plastiche e delle resine che possono essere utilizzate al posto del metallo ed hanno la stessa resa, ma molto spesso la gente non ci crede.
– Eh, come la zia Ciccina.
– La zia Ciccina?
La zia Ciccina era la zia della nonna, marsalese.
– Quando sono tornata in Italia dall’America con un catino di plastica per il bucato… da noi ancora non se ne vedevano in giro, era roba americana…
 
E lo dice con quell’aria di chi ne sa.
– La zia Ciccina si è rifiutata di usarlo per anni. Diceva che si sarebbe rotto se ci si metteva dentro il bucato, che il catino di legno era meglio. Ma sai quanto pesava? Ci si spezzava la schiena a sollevarlo vuoto.
Gilda fa cucù alla gatta che affonda le sue unghie sulle ginocchia della nonna che le tira un pattone: la gatta vola contro il divano in pelle beige. La stanza si riempie della sigla di Sentieri.
Astrati 3D solutions
Anche formazione per imprese, insegnanti e privati

Astrati al Monaco Yacht Show

Come da quattro anni a questa parte l’ultima settimana di settembre Astrati va a Monaco per il Monaco Yacht Show.astrati-monaco-3.jpeg

Il golfo sboccia di yacht sempre più grandi e brillanti. Il cielo è terso e l’aria frizza di promesse. Astrati quest’anno promuove il modello funzionale, ovvero un modello, anche parziale, di yacht mobile in ogni sua parte, anche telecomandato o con parti luminose. 

Yacht_in_scala2019Cosa serve? Quando in cantiere ci sono da fare delle innovazioni o delle modifiche in cui non tutti sono certi che non ci siano interferenze o sul suo funzionamento, fare un modello in scala, partendo dai disegni tecnici, è una soluzione veloce ed economica. Davanti al modello funzionale armatori, tecnici e costruttori possono mettersi d’accordo.

Quest’anno ne abbiamo fatti diversi e il risultato è stato apprezzato.

Giro tra gli stand e promuovo Astrati, con le sue scansioni tridimensionali e la modellazione 3D, il reverse engineering, parlando in Inglese, francese e approdando all’itaniano come una naufraga su un’oasi. Tutti sono splendenti con i bedge colorati al collo e scivolano sulla passerella blu che serpeggia tra gli stand a Port Hercule sovrastati dagli Yacht. Elicotteri, sottomarini, moto e macchine di lusso o d’epoca arricchiscono questa galleria di meraviglie che si staglia tra il cielo e il mare. Qui essere curati è un dovere professionale, soridere un obbligo sociale.astrati monaco 7

Posidonia, azienda leader nel ramo delle ancore e negli elementi da coperta, espone una preziosa ancora a farfalla in acciaio inox incorniciata in un elegante stand color cipria. Allo stand della Termomeccanica Eolo i nostri figurini salgono escendono sul Flying Carpet di loro ideazioneFigurini 4

Sono quasi le cinque, allo stand dell’isola di Men inizia l’aperitivo mentre fuori dalla Darse Sud i Figiani danzano nei loro abiti piumati. Show must go on.

Reverse engineering, tabozzi e guerre Puniche

Siamo in ufficio, uno dei nostri soliti incontri dove divulghiamo la conoscenza sulle tecnologie additive per accrescere le competenze dei nostri potenziali clienti. Abbiamo fatto incontri con orafi, cooperative sociali svizzere, imprenditori tunisini, restauratori e artisti, industriali, architetti e aziende nautiche: oggi è il turno dei tabozzi (se non sapete cosa è un tabozzo googolatelo e avrete lunghe descrizioni per ampliare i vostri orizzonti zoologici).

Come ci sono finiti dei tabozzi in una azienda che fa 3D? Non lo so, il nome stampa 3D ha aperto gli orizzonti (e le gabbie) più inaspettate, in realtà è colpa di un mio ex compagno, ora professore, che mi ha incastrato. Dopo un lungo e assurdo dialogo sulla stampa 3D (e sulla possibilità di stampare cani su ruote !?!) siamo passati alla scansione e al reverse engineering.

reverse astrati

Prima di accendere lo scanner faccio vedere due slide e introduco l’argomento.

  • Uno degli utilizzi della scansione e che noi, come società di progettazione che si rivolge all’industria e alla nautica, utilizziamo di più è il Reverse engineering.
  • Ohhh, ma che è?
  • Reverse che?

Con la forza dell’ignoranza la platea rumoreggia, istintivamente mi contraggo e assumo un’aria da professoressa delle medie.

  • Col nome Reverse engineering o back engineering indichiamo lo studio scientifico di un oggetto costruito dall’uomo.
  • Bella lì, e perché dovremmo studiare qualcosa costruito dall’uomo? Cioè come l’hai costruito lo ricostruisci, no? Cioè, se l’hai messo su hai i disegni, no?

Chi parla è Tabozzo1, maglietta a maniche corte attillata, anfibi e capello verde.

  • Non è così semplice. Ci sono oggetti complessi che non è immediato capire come ricostruirli, soprattutto se non esistono più i disegni.
  • E perché non esistono più i disegni?
  • Perché magari si sono perduti.
  • Li vuole arrubare…

Questa è Tabozza2, bionda con i capelli rasati a lato e un orecchio che pare un punta spilli che ha l’aria di chi se ne intende, di rubare dico, non di reverse engineering.

  • Perché rubare? No, nessuno vuole rubare niente. I disegni si possono perdere per tanti motivi o non si hanno o magari si vuole analizzare e studiare qualcosa che non hai fabbricato tu per modificarlo, ampliarlo.
  • Copiarlo insomma!
  • Non copiarlo ma studiarlo. Uno degli utilizzi del reverse è proprio nel poter far rientrare oggetti che bisognerebbe sostituire completamente nel ciclo produttivo facendo dei upload di parti.
  • Come nel computer.
  • Tipo. Il reverse è un processo è simile alla ricerca scientifica, se non che la ricerca scientifica riguarda i fenomeni naturali mentre il reverse engineering studia i manufatti umani. Ad oggi parliamo di archeologia industriale, ad esempio, e capire il funzionamento di macchine costruite nel passato ci può aiutare a restaurarle o divulgarle.
  • Archeologia industriale? Come la tua macchina Tauro!

Risata generale. Il 60% degli astanti si sta rollando una siga.

  • Uno dei  lavori che facciamo di più è ricostruire piccole parti ormai fuori produzione.
  • Potete rifarmi allora anche il bocchettone della mia Punto usata? Quello dell’area condizionata?

Decido di ignorare il Tauro seduto a cavalcioni dello schienale, faccia macilenta e magrezza scheletrica sotto un ciuffo ribelle.

  • Ma è logico, ormai tutto si può fare con la tecnologia!
  • Il reverse engineering è un discorso di avanzamento tecnologico che ha le sue radici nelle guerre puniche.
  • Ma cosa c’entrano le guerre Puniche con la scansione 3D?!

  • I romani avevano catturato una quinqueremi cartaginese e l’hanno studiata e usata come base per creare la sua flotta, modificando i progetti secondo le loro esigenze e vincendo così la guerra.
  • Ma non c’avevano mica la stampa 3D!?!

Mi guardano tutti perplessi. Forse la professoressa delle medie che è in me ha preso il sopravvento.

  • Certo che no, avevano altre tecnologie, così come noi abbiamo le nostre, alla base però c’è sempre l’uomo, la sua intelligenza e la sua voglia di progredire.
  • Ok. Pausa siga?
  • Pausa siga poi vi faccio vedere come funziona lo scanner!
  • E ci si può scannerizzare anche l’uccello?
  • Solo se riesci a tenerlo in tiro.

Risate sguaiate e generali. Usciamo, il mio ex compagno me la paga questa!

Antiqva e la stampa 3D

antiqva- astrati -genovaGiovedì 31 gennaio 2019: a Genova piove e io mi avvio verso i magazzini del cotone per Antiqva, fiera dell’antiquariato.
Il mare, quando piove, è di colore del piombo e il bianco del Bigo spicca come un fiore tropicale, le palme ondeggiano mentre le girandole scivolano nelle raffiche di tramontana.
Nel foyer i vestiti antichi della madame Butterfly e della Tosca accolgono i visitatori.
Inizio il mio giro armata di repliche in foglia oro, dita di angelo, riccioli di cornice ricostruita, ali scansionate, studi di teste mozzate riposizionate, monete stampate.
– Potete rimettere il piede a questa madonnina? Mi piacerebbe che si vedesse che non è originale.
– Potete ricostruire questa parte di cornice? Vorrei che fosse indistinguibile dal resto.
– Se vi dò un disegno in 2D voi potete farmi un bassorilievo della grandezza di una moneta da €0,50?

stemma araldico stampa 3D
Stemma araldico, modellazione e stampa 3D in argento, bronzo e oro

– Questo è il simbolo araldico della mia famiglia, vorrei fare una spilla per il matrimonio di mio nipote.
Cineserie e stampe antiche mi guardano.
Alcuni antiquari si interessano, altri no.
– C’è già qualcuno di voi là in fondo.
Mi dice qualcuno confondendo le analisi al carbonio con la scansione tridimensionale.
C’è chi vive nel 2019 e chi nel 1989 anche nel mondo dell’antiquariato. La tecnologia sarà la nuova legge darwiniana: oggi si sogna più di ricopiare a mano un documento per archiviarlo ma tira fuori il cellulare e lo fotografa.
Questo post l’ho scritto a mano su un taccuino con la carta giallina e i bordi rossi, poi l’ho dettato a un riconoscitore vocale al mio

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Stella marina, scansione 3D, stampa 3D, rivestimento in foglia oro zecchino.

telefono che l’ha condiviso in cloud.
C’è chi fa le copie in silicone e chi le scansiona e le stampa.
C’è chi scalpella per poi scansionare e chi scalpella per non stampare.
E tu da che parte della selezione sei?
Astrati, 3D Solutions – scansione, modellazione e stampa 3D per restauratori e artisti.

Astrati al Mets

Astrati quest’anno è andata in Olanda, ad Amsterdam, al Mets. Fiera di settore per i componenti della Nautica.

Anche per il Business, come per la scuola, l’anno inizia a settembre. Astrati- 3D Solutions, si occupa di progettazione, scansione e stampa 3D e quindi i nostri mercati sono trasversali ma, vivendo a Genova, la nautica è uno dei nostri settori fin dalle prime commesse (la 001 per intenderci). Abbiamo scansionato barche a vela, prue di navi, chiglie; abbiamo stampato modelli in scala, modelli funzionali, prototipi e figurini di ragazze in bikini. Rincorrere le fiere nautiche è un tour de force: Genova, Monaco, Amsterdam.

Ogni fiera ha le sue specifiche ma ci si rincontra tra dirimpettai di stand come succede con i vicini delle case in campagna.

  • Come stai?
  • Peter non è venuto?
  • No, è in ufficio a lavorare, lui…

Si scherza, come se stare in fiera non fosse lavoro e non si tornasse in albergo la sera con i piedi gonfi e la testa a pallone.

  • Per stare in fiera ci vuole costanza, preparazione e la certezza che il lavoro alla fine ripaga.

Davide di Italwinch è uno dei miei maestri. Davide è un signore distinto, sorridente che è innamorato del suo lavoro. Parla dei verricelli della Orvea con una passione tale che li vorresti comprare anche se non hai una barca. Lui ci tiene ai suoi clienti, se gli danno appuntamento in stand sai che li aspetterà fino alla chiusura e non si lascerà distrarre dalle sirene degli aperitivi da stand. Davide ha con sé tutta la documentazione stampata: le ultime mail intercorse, le ultime offerte. Davide parla tedesco e non inglese e questo lo cruccia perché è un limite alla sua grande capacità.

Arriviamo in fiera, io e la mia amica Serena di Posidonia, il secondo giorno di fiera, il giorno del cuore pulsante del business. Subito vado a trovare il Giangi della F.lli Razeto e Casareto al Pavillons Super Yacht dove troviamo la nostra “Tuffatrice nel banco di acciughe” che svetta in un totem in mezzo allo stand.

  • Abbiamo fatto il nostro piccolo gol: saremo in copertina con la Tuffatrice sulla rivista “Superyachtdigest”, copertina a doppia anta con la tuffatrice come maniglia.

razeto casareto astrati mets

La fiera ha una parte dedicata al Super Yacht e una parte dedicata alla componentistica. Nella parte del Super Yacht incontriamo anche la “Termomeccanica Eolo” che espone il suo elevatore da yacht, una pedana che permette una comodità in più e che dalla banchina porta in piena sicurezza in tutti i ponti. Lo stand di Guido e suo padre è sempre un’oasi felice.

  • Una birretta? Un panino? Siediti dai…

Si chiacchiera sempre con l’occhio attento a chi passa, a chi si ferma, chi potrebbe essere un potenziale cliente perché è il lavoro che ci accomuna tutti: vogliamo vendere, trovare nuovi fornitori o farci ricordare dai vecchi clienti.

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A differenza di altre fiere però il mondo della nautica ha un sapore più familiare e con una mentalità più europea.

31st edition of the METS at the Super Yacht Pavillon Stand 10.119 Astrati srl, F.lli Razeto & Casareto and Giuliana Poggi an excellence collaboration .

Risultati immagini per versione inglese

In English

 

The “Diver in a School of Anchovies”  is a sculpture by the artist Giuliana Poggi.

The product design of handles  “Diver in a School of Anchovies”  was developed by Astrati, 3D print services company which scanned the artwork, model as handles and then 3D-printed it with a coating of 24 carat gold.

F.lli Razeto & Casareto has designed it as a handle for double doors in glass or plexiglass.

latuffatrice-astrati-f.llirazetocasareto.jpgThe “Diver in a School of Anchovies” presents the silhouette of a woman who dives into a school of stylized fish, the woman is divided into two parts, creating two ergonomic handles. The artist has created a beautiful Plexiglas panel made in cameo style that gives the impression that the woman dives into a sea.

The “Diver in a School of Anchovies” by Astrati srl and the sculptor Poggi is presented within the path: Art and technology at your fingertips.
Art and Technology at Your Fingertips will be the main theme of F.lli Razeto & Casareto’s stand in the Super Yacht Pavilion at the METS, Super Yacht Pavillon Stand 10.119.

tuffatrice stampa 3d astrati.jpg“Art and technology at your fingertips” sums up very well the story of “Diver in a School of Anchovies”: the “Diver” is born as a work of art and, through technology 4.0, becomes a luxury handle.
Astrati srl has used three-dimensional structured light scanners to detect the work of art by the sculptor Giuliana Poggi (with a definition of the cloud of points that reaches a definition of 0.2 mm). The sculpture presents different undercuts that can make it difficult to create copies with the traditional methods of silicone molds, this problem is solved through the three-dimensional scan of Astrati srl.
From artwork to product design.
After scanning the work, Astrati srl used many three-dimensional modeling programs to realize the product design of the double handle for sliding doors in glass or plexiglass.
We have created several prototypes to arrive at the product agreed with F.lli Razeto & Casareto. Idea of ​​Giangi Casareto his presentation in the illuminated blue panel created by Giuliana Poggi. The company of Sori has therefore indicated to the Astrati srl how to make the first piece exhibited at the fair.
The “Diver in a School of Anchovies” was then printed in 3D with suitable materials and covered in gold leaf by Astrati srl, as the coating on 3D printed materials must be carried out by people skilled in additive technologies.

Together with the “Anchovy counter plunger” they will be presented by the company F.lli Razeto & Casareto the FreeGo Finger Print handles by Karel Ruzicka, a 360° artist, stringed-instrument-maker, musician and designer, are part of the Remix of the FreeGo handle concept design. Fingerprints is also the name of his latest CD.

The FreeGo Damasco, on the other hand, is a Remix by Luca Pizzi of Forgia Pizzi , an Italian artist who chose stainless steel Damascus-forged in an inert oxygen-free atmosphere for his handle, imbuing it with the same robustness and precision as a sword.

The Razeto & Casareto stand in the SYP will also feature the Swim handle which is made exclusively for Majesty Yachts. This is a FreeGo sculpted into flowing lines and inspired by a swimming mermaid. It won a Yacht and Aviation Award in 2018 and is currently nominated for the 2019 German Design Awards.

A Remix of cultures and influences, materials and shapes that puts the lines of luxury products by F.lli Razeto and Casareto on a par with high fashion collections. They are aimed at individuals looking for unique and unique objects that could be defined as full-fledged works of art.


astrati declinazioni d'opera tuffatrice

The 31st METS takes place in Amsterdam between the 13th and 15th of November. The leading trade fair for nautical accessories shows not only the best technologies and components on the market, but more importantly, the new products launched by the sector.

The “Diver in the school of anchovies” is part of the project: “Declinazioni d’opera” by Astrati srl.

31 esima edizione del METS al Super Yacht Pavillon Stand 10.119: Astrati, F.lli Razeto & Casareto e Giuliana Poggi una collaborazione d’eccellenza.

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In Italiano

 

La  “Tuffarice nel banco di acciughe”   è una scultura in ceramica dell’artista Giuliana Poggi.

Il design di prodotto della maniglia la “Tuffatrice nel banco di acciughe” è stato sviluppato da Astrati, azienda di servizi di stampa 3D, che ha scannerizzato l’opera d’arte, l’ha modellata maniglia e poi stampata in 3D con un rivestimento in oro a 24 carati.

latuffatrice-astrati-f.llirazetocasareto.jpgLa F.lli Razeto & Casareto che l’ha pensata come maniglia per porte doppie in vetro o plexiglass.

La   “Tuffarice nel banco di acciughe” presenta la sagoma di una donna che si tuffa in un banco di pesci stilizzati, la donna è divisa in due parti, creando due maniglie ergonomiche. L’artista, Giuliana Poggi, ha creato uno splendido pannello in plexiglas realizzato in stile cameo che dà l’impressione che la donna si tuffi in un mare vivo.

La “Tuffarice nel banco di acciughe” di Astrati srl e della scultrice Poggi è presentata all’interno del percorso: Arte e tecnologia a portata di mano.
Art and Technology at Your Fingertips sarà il filo conduttore dello stand di F.lli Razeto & Casareto nel Super Yacht Pavilion presso il METS, Super Yacht Pavillon Stand 10.119.

Risultati immagini per mets trade 2018“Arte e tecnologia a portata di mano” riassume molto bene la storia della “Tuffarice nel banco di acciughe ”: essa nasce come opera d’arte e, attraverso la tecnologia 4.0 di Astrati srl, diventa maniglia di lusso.

Astrati srl ha utilizzato scanner tridimensionali a luce strutturata per rilevare l’opera d’arte della scultrice Giuliana Poggi (con una definizione della nuvola di punti che arriva a 0,2mm di definizione). La scultura presenta diversi sotto-squadra che possono rendere difficoltosa la creazione di copie con i metodi tradizionali di calchi al silicone.

Dall’opera d’arte al design di prodotto: dopo aver scansionato l’opera Astrati srl ha utilizzato molti programmi di modellazione tridimensionale per realizzare il design di prodotto della doppia maniglia per porte scorrevoli in vetro o plexiglass.

Abbiamo creato diversi prototipi per arrivare al prodotto concordato con la F.lli Razeto & Casareto. Idea di Giangi Casareto la sua presentazione nel pannello blu illuminato creato da Giuliana Poggi. L’azienda di Sori ha quindi indicato alla Astrati srl come realizzare il primo pezzo esposto in fiera.

La   “Tuffarice nel banco di acciughe”  è stata quindi stampata in 3D con materiali idonei e rivestita in foglia d’oro dalla Astrati srl, in quanto il rivestimento su materiali stampati in 3D deve essere effettuata da persone competenti delle tecnologie additive.

 

Assieme alla “Tuffatrice in banco di acciughe” verranno presentate dalla ditta F.lli  Razeto & Casareto le maniglie di FreeGo Finger Print di Karel Ruzicka, artista a 360 °, costruttore di strumenti a corde, musicista e designer, fanno parte del Remix del design concept di FreeGo. Fingerprints è anche il nome del suo ultimo CD.
Il FreeGo Damasco, invece, è un Remix di Luca Pizzi di Forgia Pizzi, un italiano
artista che ha scelto l’acciaio forgiato da Damasco in un’atmosfera inerte e priva di ossigeno per il suo manico, infondendolo con la stessa robustezza e precisione di una spada.
Lo stand Razeto & Casareto nella SYP presenterà anche il manico Swim realizzato
esclusivamente per Majesty Yachts. Questo è un FreeGo scolpito in linee fluide e ispirato a una sirena. Ha vinto uno Yacht and Aviation Award nel 2018 ed è attualmente nominato per il 2019 German Design Awards.

Un Remix di culture e influenze, materiali e forme che mette le linee di prodotti di lusso di F.lli Razeto e Casareto alla pari delle collezioni di alta moda. Si rivolgono a individui alla ricerca di oggetti unici e unici che potrebbero essere definiti come opere d’arte a pieno titolo.

Il 31st METS si svolge ad Amsterdam tra il 13 e il 15 novembre 2018. La fiera leader degli accessori nautici mostra non solo le migliori tecnologie e componenti sul mercato, ma ancora più importante, i nuovi prodotti lanciati dal settore.

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La “tuffatrice in banco di acciughe” fa parte del progetto: “Declinazioni d’opera”di Astrati srl.

 

Giornate del restauro 2018: La civiltà dei porti. Astrati: dialogo tra tecnologia e restauro.

astrati giornate del restauroQuesto venerdì 14 settembre ci sarà l’ottava edizione de “Le giornate del restauro” organizzato dal CNA, associazione provinciale di La Spezia in collaborazione con la Regione Liguria e del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo.

La VIII Edizione delle Giornate del Restauro si svolgerà alla Spezia al Terminal Crociere 1 di Largo Fiorillo e il titolo dell’evento sarà: “La civiltà dei porti”.

L’evento storicamente si propone come “momento di incontro, approfondimento e scambio tra i diversi attori della filiera del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e delle Opere d’Arte”.

Dobbiamo ringraziare Stella Sanguinetti Presidente Unione CNA Artistico e Tradizionale La Spezia che ci ha gentilmente invitato.

Astrati è una azienda ligure che si occupa di progettazione, scansione e stampa 3D, avendo una doppia preparazione, sia industriale che artistica ci rende particolarmente adatti a colloquiare con professionisti di diverse estrazioni e che richiedono un prodotto finito e accurato sia sotto l’aspetto tecnico sia sotto l’aspetto estetico. Oltre che un linguaggio comune a chi si occupa di belle arti.

Il lavoro che presenteremo è la traduzione tattile di un quadro bidimensionale pittorico. Questo lavoro ci è stato commissionato dalla Cooperativa Solidarietà & Lavoro per la nuova sala Clerici del Museo del Mare di Genova inaugurata all’inizio dell’estate.

Il nostro intervento si intitola:

10103_mini_rimorchiatore“Dialogo tra tecnologia e operatore nella traduzione tridimensionale del quadro Rex trainato da rimorchiatori di Marco Locci

Per noi è fondamentale la comunicazione tra chi si occupa di tecnologia e utilizza software di modellazione tridimensionale e software di interfaccia uomo macchina e chi da sempre lavora nel campo del restauro e dell’arte e magari non ha nessuna preparazione informatica.

Questo lavoro secondo noi è stato un buon esempio di questo dialogo.

La partenza è stato il quadro di Marco Locci che ritrae il Rex che esce dal porto di Genova, Olio su tela.

rimorchiatore 3 astrati stampa 3d blindIl quadro è stato scomposto per piani prospettici e quindi ri-disegnato con software di modellazione tridimensionale. Per rendere al meglio la prua affilata del Rex e riportare (in poca profondità) la dinamicità della scena, abbiamo deciso di farci aiutare da una nostra amica e collaboratrice: la scultrice Giuliana Poggi che ha tradotto il quadro bidimensionale in diversi piani e creando la struttura prospettica del quadro. Solitamente lei lavora la ceramica e il marmo ma per velocizzare il lavoro ha abbozzato in forex. A questo punto abbiamo scansionato il Rex scolpito in forex e lo abbiamo riportato nell’ambiente virtuale precedentemente costruito. Abbiamo ulteriormente revisionato tutto il lavoro in altri software di modellazione tridimensionale libera per rendere anche il tratto particolare del pittore e dargli vita e aggiungere dettagli.

A questo punto il quadro è stato suddiviso in pezzi i stampato in 3D.

Le operatrici non vedenti della cooperativa committente ci hanno guidato per migliorare la traduzione tattile del quadro: troppi dettagli possono confondere chi vede solo con le dita, oppure far cadere in fraintendimento.

astrati_rex.pngDopo che la geometria è stata definita e stampata in maniera definitiva Enrico Olia ha iniziato ad applicarci un rivestimento manuale che rendesse la superficie disomogenea e indicasse ruvidezza dove vi è terra, liscezza dove c’è il cielo, freddo dove c’è la nave, increspato dove vi è il mare.

Quindi possiamo dire che questo quadro tattile ha avuto diversi passaggi che mescolavano e facevano dialogare i diversi operatori, esperti nel loro settore ma sostenuti dall’esperienza Astrati.

Programma di venerdì 14 settembre.

Ore 9.30 Saluti

Federica MAGGIANI, Presidente Cna La Spezia

Carla RONCALLO, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale

Pierluigi PERACCHINI, Sindaco della Spezia

Apertura lavori

Coordina Stella SANGUINETTI, Presidente Cna Artistico La Spezia

“Polene: sculture di mare e oceano”

Ammiraglio Silvano BENEDETTI, Ex Direttore Museo Tecnico Navale della Spezia

Daniela FRATI, Restauratrice

“La Memoria Storica del lavoro portuale. Una guida per il porto antico di Genova”

Guido ROSATO, Soprintendenza al P.S.A.E. della Liguria

“Dalla manifattura industriale alla testimonianza culturale: potenzialità e problematiche conservative dei manufatti metallici nei porti”

Paola LETARDI, Ismar-CNR Genova

“ll 1808, un anno memorabile nella storia del Golfo della Spezia. Carte e documenti d’archivio: problematiche di restauro e conservazione”

Marzia RATTI, Direttore dell’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia

Ripresa lavori:

“Le piccole storie fanno la Storia: uomini ed imbarcazioni spezzine per l’emigrazione degli ebrei in Palestina”

Biagio RAMEZZANO, Direttore Archivio di Stato della Spezia

“Portus Lunae: stato delle ricerche e prospettive future”

Marcella MANCUSI, Polo Museale della Liguria

“Dialogo tra tecnologia e operatore nella traduzione tridimensionale del quadro Rex trainato da rimorchiatori di Marco Locci”

Arianna MUSSO, Astrati Srl

“Il porto e il forte di motrone tra storia e leggenda”

Michela CORSINI, Direttrice Biblioteca Archivio Comune di Seravezza

Tecnologie additive, un’opportunità da cogliere

istituto italiano saldatura genova astratiIstituto Italiano di saldatura.

5 luglio 2018 ore 9.30.

Astrati al completo con la sua nuova tirocinante è presente al convegno indetto dall’Aita, dall’Istituto Italiano di saldatura e da Ansaldo energia.

L’intento della giornata è sempre quello di aumentare la confidenza delle aziende nell’utilizzo delle tecnologie additive.

Il gentile Stefano Pinca (nostro ospite nell’ultimo appuntamento additivo indetto nel nostro ufficio a fine maggio) parla dei progetti di ricerca di cui fa parte come Hybrid Join e Nex Tower. Dal 2016 fa parte dell’Aita e, circa un annetto fa ha acquistato una stampante laser a letto di polvere.

Oggi è presente anche il professor Fabrizio Barberis, vice coordinatore della commissione ricerca e trasferimento tecnologico dell’Università di Genova e promotore del GEAM- Genova Additive Manufacturing.

istituto italiano di saldatura astratiIl professore (abbiamo parlato di lui qua), ha spiegato come già nel 2011 la AMP, l’industria 4.0 tedesca dicesse “La tecnologia a basso livello è data per persa”.

Tra il 2012 e il 2014 gli Stati Uniti, attraverso i American Makers, cercassero connessioni per tutte le attività produttive e l’integrazione tra smart manufacturing e big data. Nel 2016 è stato addirittura varato un piano strategico per la manifattura additiva a livello nazionale.

american makers 2011Questi dati ci fanno capire come l’Italia e la Liguria rischia di rimanere indietro.

Per questo Astrati è qua. Astrati è una società di manifattura additiva che si occupa di aiutare le imprese nell’adozione della stampa 3D a livello professionale. Fondamentale, in questo momento di espansione delle tecnologie e di aumento della complessità (e quindi delle opportunità), sapere cosa c’è e cosa è attendibile sia sul territorio sia cosa offre il mercato globale.

La conferenza prosegue con alcuni rivenditori di software e hardware e con qualche società di servizi che propongono casi studio non italiani.

Interessante vedere che il mercato si sta muovendo nella direzione che noi avevamo individuato due anni fa e come siano ancora valide le nostre indicazioni. Il problema è non finire come Cassandra, colei che dice la verità e nessuno la ascolta.

Riuscire a modificare alcune pratiche aziendali e renderle maggiormente produttive non è impossibile ma c’è bisogno di competenza e di volontà.

“Il momento è questo” continua il professor Barberis.

istituto italiano saldatura conferenza astratiFino a ieri eravamo dei pionieri, dei visionari, oggi siamo al passo coi tempi.

Vediamo di non andare fuori tempo.

Una delle grosse difficoltà è senza dubbio ragionare con le paure e le arretratezze che i nostri organismi statali e alcune nostre imprese hanno. Dubbi e paure, voglia di rallentare processi inarrestabili che, se giustamente gestiti, possono essere virtuosi ma se ostacolati ad oltranza e visti con occhi antichi possono essere un boomerang.

 

Per consulenza sull’additive manifacturing e la stampa 3D azindale contattaci su info@astrati.eu

 

Astrati e Wylab- Corso base di stampa 3D

astrati stampa3d corso

Wylab occupa gli spazi rinnovati di una ex scuola, nel centro di Chiavari, in un luogo caratterizzato da un forte tratto identitario e di grande pregio. Con oltre millecinquecento metri quadrati a disposizione, offre 150 postazioni dedicate, due sale riunioni, una sala break, un’area relax, un’aula corsi per 60 persone e una splendida terrazza.

Il progetto Wylab

Nasce dalla decennale esperienza di un gruppo di imprenditori nel settore della tecnologia al servizio dello sport, col fine di creare una nuova generazione di imprese.

L’idea è creare un hub di sviluppo tecnologico legato al mondo dello sport. Si rivolge sia alle realtà che stanno nascendo sia a quelle che, già consolidate, hanno bisogno di crescere.Wylab è un luogo dove Coworking e Incubazione sono il centro di un nuovo modello di sviluppo economico e culturale.

L’ ecosistema

La chiave dello sviluppo di una realtà nascente sta nella comunicazione, nello scambio di informazioni e nei contatti. Wylab è uno spazio in cui le startup possono interagire tra loro e con club, federazioni, agenti, associazioni sportive di vario tipo e struttura. Uno spazio dove sia possibile entrare in comunicazione sia con il mondo universitario che con quello finanziario.

EVENTI

Wylab nella sua attività di formazione ha organizzato e organizza incontri, workshop e laboratori di caratura internazionale.

wylab astrati

Siamo in contatto con questa splendida realtà dal tempo della nostra fondazione e sapevamo che prima o poi avremmo collaborato. Il tempo è finalmente giunto con l’inaugurazione del corso base di Stampa 3D.

 

Sabato 9 giugno e sabato 16 giugno saremo quindi ospiti nella ex scuola di Via Gagliardo 7, a  Chiavari.

Venerdì scorso ho fatto una presentazione per le scuole, erano presenti i ragazzi dell’istituto Istruzione Superiore Caboto di Chiavari.

“ Ragazzi,” gli ho detto “voi siete testimoni di una rivoluzione, una rivoluzione tecnologica. Sappiate che il governo Americano e Cinese già dal 2015 ha introdotto la modellazione tridimensionale nella scuola primaria. Voi potete essere i primi ad essere superati o i primi a FARE. Sta a voi deciderlo. Se non sapete cosa è un programma di disegno tridimensionale, non sapete come si disegna per la stampa 3D o non sapete cosa è una mesh e vi occupate di grafica, di prodotti, di pubblicità o marketing, allora dovete rimboccarvi le maniche perché la manifattura additiva, la progettazione tridimensionale, la scansione o la stampa 3D non sono il futuro, sono già l’oggi.”

Nel corso gli studenti proveranno e sperimenteranno: la sconsione tridimensionale con il nostro scanner a luce strutturata, puliranno e modificheranno le mesh. Sperimenteranno la progettazione con il software Fusion 360 ed infine stamperanno con la tecnologia FDM e SLA, così da capire la differenza tra una tecnologia e l’altra e i diversi metodi di stampa.

Inoltre forniremo delle linee guida per orientarsi tra i diversi metodi di stampa perché solo conoscendo la varietà e la vastità delle diverse tecnologie di stampa 3D potremo adoperarle appieno.

Vi aspettiamo e per rimanere aggiornati sulle prossime date info@astrati.eu