Un cervello stampato in 3D.

cervello1 astrati stampa3D

  • Pronto Astrati?
  • Dica.
  • Devo stampare un cervello in grandezza naturale, è possibile?
  • Sì, certo.
  • Il modello lo ha?
  • Ma deve essere fedele.
  • Certo, se il suo modello 3D è fedele il nostro modello in plastica lo sarà.

 

  • Il modello 3D viene da una TAC.astrati cervello tac stampa3d conversione

 

  • Allora è fedele.
  • Ha già fatto la conversione?
  • No.
  • Bene, allora ci passi da TAC e valutiamo quanto costa convertire il file. Il prezzo può variare da quanto dobbiamo ripulire l’immagine da possibili rumori, ovvero altre immagini non inerenti all’oggetto Di cui si vuole la stampa. Quindi lei mi mandi la TAC e io da quella le mando il preventivo per la conversione e la stampa. Colore?
  • Bianco.
  • Benissimo, per quando le serve?
  • Tra 10 giorni?
  • Va bene. Le mando il preventivo e dal momento che lo accetta conti 7 giorni.
  • Per la consegna?
  • Può venirlo a prendere da noi in ufficio in via Canneto 23 interno 1, Genova, in centro storico, la via parallela alla cattedrale San Lorenzo.

tac conversione, stampa 3D astratiIl file arriva,  la conversione è abbastanza facile, iniziamo a stampare.
Lo dividiamo nei due emisferi per dimezzare i tempi di stampa anche perché è grosso! Proprio grosso! Credo che sia un cervello normale, di adulto. Ma è enorme! Praticamente nella testa c’è solo il cervello e poco altro!
Ne parlo con il nostro socio medico:

  • Il cervello è sospeso nel liquido cerebrospinale e protetto dalla barriera endocefalica che forma una sottile e importante protezione; in media il cervello pesa 1 kg e 300 g quindi il 2% del peso totale corporeo quindi è una massa consistente.

astrati conversione file 3D tacEcco, foto di cervello ne ho viste, ho anche fatto due TAC al cervello e quindi l’ho visto affettato ma a schermo. In foto non sia l’idea di quanto sia grande.

Il cervello è finito, incollato e stuccato per eliminare la percezione dell’incollatura. Chiamo il cliente.
  – Io cervello è finito, quando passa?

  • Guardi, mi è sopraggiunto un problema, può portarmi in ospedale domani mattina?

Astrati 3D solution

Forum della Leopolda 2017 – incontri

leopolda astratiArrivati al forum della Leopolda 2017 sbarchiamo la nostra stampante, il nostro separé e i nostri computer. Abbiamo organizzato un workshop interattivo insieme a Nuvia, start up innovativa. Nuvia propone due prodotti: Cloudymed e Cloudyvet per la gestione cloud delle immagini diagnostiche. Questo vuol dire addio al cd per trasportare le TAC e similari, vuol dire che (previo consenso del paziente) l’immagina diagnostica può essere vista dal paziente, dallo specialista, dal medico di base, da un secondo e un terzo specialista per un nuovo consulto direttamente dal proprio computer.

Se per qualche motivo l’immagine diagnostica non fosse sufficiente, con un solo click, direttamente dal programma Cloudymed o Cloudyvet, il medico apre una chat privata con i progettisti di Astrati per la modellazione e stampa 3D della parte che si vuole andare a visionare. Questo percorso la abbiamo chiamato Anatomy on hands.

astrati anatomia 3dPerché un medico dovrebbe richiedere una stampa 3D? Per vari motivi: il primo per andare a studiare quale via può essere più utile per compiere un eventuale operazione, soprattutto a livello di topografia anatomica personalizzata(quindi non il singolo osso ma la stratificazione dell’osso, i muscoli, i tendini, i vasi ecc…); per andare a vedere come si relazionano le protesi o ortesi o strumenti in genere con quella particolare parte anatomica magari molto deformata dalla malattia o dal trauma; per un miglior dialogo tra medico e paziente, soprattutto in quegli interventi invasivi dove rimangono degli strascichi importanti sul paziente, fargli vedere e toccare sulla propria pelle quali possono essere i risultati, rendono indubbio il risultato proteggendo così il medico da eventuali incomprensioni con il paziente e facendo accettare a questo delle soluzioni prima ancora di vederle sulla propria pelle.

La soluzione che offre Astrati e Nuvia, non è solo una “stampata in 3D” ma un dialogo e una progettazione fianco a fianco con il medico: dalla Tac, alle modifiche tridimensionali, alla stampa. Uniamo le nostre competenze tecnologiche a servizio delle vostre competenze mediche per un miglior servizio al paziente. Il tutto in maniera semplice (easy) e cloud.

astrati teamEnrico e Paolo accompagnano i medici da un computer all’altro mentre io arrivo alla fine con il mio scheletro di polso con frattura ed epidermide dello stesso in formato trasparente, una macabra matriosca.

Dietro di me una signora parla a una folta platea di mutilazioni genitali femminili.

“Lavoriamo per rendere più consapevole il problema delle mutilazioni genitali. Stiamo parlando certo di mutilazioni anche di origine culturale/religiosa ma non solo.

Molte ragazze si vergognano dei propri genitali perché hanno come modello i genitali dell’industria pornografica, genitali standard. Molte ragazze chiedono una chirurgia estetica proprio per uniformarsi a questi modelli che sono gli unici che gli vengono proposti.”

Mi fermo e mi allontano dal mio stand per avvicinarmi al palco. Accarezzo il ciondolo d’argento che porto al collo.

“Quando parliamo di mutilazione genitale parliamo di tante forme di mutilazione. Molti e molte non hanno idea di come è fatto un clitoride e quindi credono che esportandone la parte superficiale si “elimini il clitoride”. Questo non è vero. Non si può eliminare il clitoride se non uccidendo la bambina che si sta operando perché il clitoride, al pari del pene, è una vasta superficie che si estende ben oltre la sua piccola parte esteriore.”

astratinuviateamChi parla è Lucrezia Catania, Responsabile del Settore Ricerca del Centro di Riferimento Regionale per la Prevenzione e Cura delle Complicanze legate alla Mutilazione dei Genitali; Membro attivo di INTACT (International Network to Analyze, Communicate and Transform the Campaign Against FGM/C), del CIRS (Centro interdisciplinare per la ricerca in sessuologia clinica) e del CIS (Centro italiano di sessuologia), dell’AAA (American Anthropolical Association); Consulente nella stesura delle Nuove Linee Guida dirette agli operatori sanitari (marzo 2008); Membro del gruppo internazionale di ricerca e studio MGF (S. Francisco); Membro della Commissione Pari Opportunità Ordine Provinciale Medici, Firenze.

Dimentico il mio lavoro, aspetto che la conferenza finisca per andare a salutare e ringraziare la Dottoressa Catania. Ringraziarla perché quello che dice è giusto e vero. Solo conoscendo l’anatomia si possono combattere pregiudizi e paure. Solo la verità nel suo senso più puro e vero può dare dignità e forza a una lotta delle donne e per le donne.

La dottoressa mi guarda stupita e mi chiede perché, le faccio vedere il Clitty in argento che porto al collo. Un simbolo sconosciuto alla maggior parte della popolazione sia maschile che femminile e a molti medici.

Prometto di mandargliene uno, e mi sento onorata di potele fare questo dono.

 

Astrati al forum della Leopolda: la stampa 3D dell’imaging medicale.

Flayer Nuvia-Astrati 2017 R.1 06-09

Una mattina di qualche mese fa suona il telefono:

  • Pronto Astrati.
  • Salve, sono Paolo Trifiletti, ho aperto una start up che si occupa di telemedicina e volevo chiedervi se stampate in 3D avendo come file sorgente una TAC.
  • Bisogna fare qualche lavoro di conversione e pulizia delle immagini ma sì.

Questa telefonata rimane poi senza un proseguo per diverso tempo, noi ci occupiamo d’altro ma il medicale è un argomento che ci interessa molto.

Il primo lavoro di Astrati è stato la progettazione tridimensionale e la prototipazione di un device medicale per un medico chirurgo e l’azienda ligure Endomed.

air inculatorIl lavoro era stato molto entusiasmante e divertente sia perché abbiamo apportato, sotto la guida del primario,  delle vere innovazioni al prodotto già esistente sia perché è uno strumento che serve per operare le emorroidi e, come tutte le cose escatologiche, producono ilarità e leggerezza (se non si è il paziente, naturalmente). Il massimo di battute sceme è stato raggiunto quando sono state fatte le prove di tenuta delle guarnizioni per l’insufflazione della CO2.

Successivamente siamo stati contattati da un chirurgo estetico per usare la scansione tridimensionale per monitorare le malformazioni dello sterno in età pediatrica senza l’uso delle TAC.

A luglio su linkedin mi compare un messaggio di Paolo Trifiletti che mi chiede un appuntamento per approfondire quella prima telefonata esplorativa di qualche tempo prima.

da tac

Iniziamo a pianificare i primi lavori in campo veterinario e ci troviamo a lavorare su crani di volpini e scheletri di cagnolini.

Nel frattempo sono in contatto con l’Architetta Zunino e veniamo invitati ad esporre alla Leopolda il 29 e 30 settembre a Firenze.

  • Non si tratta solo di stampare in 3D le TAC, cosa importante soprattutto per le pianificazioni chirurgiche, ma di creare un nuovo workflow tra  medico, paziente e settore tecnologico.
  • Cioè?

Mi chiede la Zunino via Whatsup.

  • Il medico può attraverso un software decidere insieme al progettista quali parti dell’immagine diagnostica modificare per metterle in primo piano e poter cosí analizzare o presentare meglio la parte interessata o le parti interessate.
  • Quindi non si tratta solo di stampare un osso?
  • No, ci teniamo a precisare che è un processo in cui il medico avrà a disposizione prima ancora del modello stampato tridimensionale un modello virtuale tridimensionale e condiviso che può consultare e condividere o modificare con facili applicazioni così che il progettista possa da remoto modificare il file che poi verrà stampato e recapitato al medico  nella tua healthy-box!.
  • Cranio Volpino2Healthy-box?
  • Nuvia, l’azienda in partnership con Astrati su questo progetto, si occupa di telemedicina e della gestione delle immagini diagnostiche. Non a caso Trifiletti (il CEO di Nuvia) ci ha contattato: l’associazione radiologi americana ha evidenziato come il 3D printing sia la nuova frontiera dell’immagine diagnostica.
  • Ma esistono già molti modelli in commercio di parti anatomiche.
  • Certo, ma noi non vogliamo vedere e toccare un cuore qualunque ma quel cuore, così come la TAC o la lastra non è l’immagine di un cuore qualunque. La stampa 3D è utile soprattutto dove ci sono malformazioni molto evidenti e specifiche oppure per avere chiaro la topografia dei vari elementi. Quindi non un singolo osso ma una mappa di ossa, muscoli, vasi e tessuti.
  • E quali sono le categorie di medici maggiormente coinvolte?
  • Attualmente il 44% del fatturato del 3D printing medicale è assorbito dagli ortopedici. Il ramo dentale è talmente sviluppato che fa mercato a sé e ha costretto le case produttrici di stampanti 3D di addentrarsi nella certificazione dei materiali e delle macchine. Sono molto interessati i chirurghi in genere, in particolare i maxillofacciali, i chirurghi vascolari, i ginecologi e tutti coloro che si occupano di malformazioni congenite.
  • Un’altro aspetto estremamente interessante è la comunicazione con il paziente.
  • Assolutamente sì, un paziente che capisca le difficoltà e la particolarità di un intervento è un paziente meglio informato sui rischi e le complicazioni che ci possono essere.

leopolda 2017

Ci vediamo a Firenze il 29 e 30 settembre presso il nostro stand, sezione futuro.

 

3Diamoci una mano-Astrati, protesi e tecnologia

3diamoci1manoDue settimane fa mi arriva una mail:

“Ho trovato il vostro indirizzo cercando operatori nel campo della stampa 3D su Genova.

L’associazione Raggiungere, Associazione per bambini con malformazioni agli arti, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze per l’Architettura dell’Università di Genova, organizza una giornata di studio e lavoro sul tema dell’utilizzo della tecnologia di stampa 3D per la realizzazione di protesi per adulti e bambini.”

Come chi sa chi mi legge abitualmente il tema delle disabilità unito alla stampa 3D è una cosa che mi appassiona. Le tecnologie additive danno la possibilità di personalizzare ogni progetto, di tagliare su misura prodotti che fino a poco tempo fa erano impossibili da realizzare a costi che non fossero stellari.

Avendo noi di Astrati anche la possibilità di scannerizzare non solo oggetti ma anche corpi o parti di essi rende la realizzazione di parti, come protesi o simili, estremamente più precisa e produttiva.

Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito dell’associazione Raggiungere a partecipare al workshop che si terrà nel pomeriggio per presentare il nostro lavoro.

Inizialmente pensavo di presentare solo la scansione tridimensionale portando uno dei nostri scanner.

Come succede spesso però gli eventi si costruiscono anche con le coincidenze.

fronteUn pomeriggio suonano alla porta del nostro ufficio. Sono un ex collega di Enrico insieme ad un amico, Toni Colucci.

  • Ho un progetto. Io sono un tornitore e un bassista. Lavoravo con i Ricchi e poveri. Poi un giorno, lavorando con una fresa, mi sono tagliato un dito di netto, con tendine e tutto. Il dito medio per la precisione. Un casino. Mi hanno cucito, scucito, ricucito e ho dovuto fare un sacco di riabilitazione ma il vero strumento che mi ha fatto riacquistare l’uso del dito è stato questo.

E tira fuori un disegno tridimensionale di un coso che sembra una fibbia di una cintura.

  • Questo oggetto l’avevo creato per far allenare i miei allievi di basso che non avevano uno strumento. Al centro c’è un elastico che funge da corda di basso. Io ho utilizzato questo strumento tutti i giorni, tutto il giorno da quando mi sono tagliato il legamento e la mia dottoressa da cui andavo a fare fisioterapia si è stupita della velocità con cui mi riprendevo. Stiamo facendo un ottimo lavoro, mi ha detto e io allora le ho detto: Sto riprendendo la mobilità perché uso questo.

Dice indicando il foglio su cui è disegnata la strana fibbia.trequarti

  • E allora la dottoressa mi dice: producimeli e io li uso per la riabilitazione dei miei pazienti che si sono tagliati i tendini delle dita. Ed eccomi qua.

Decidiamo di procedere così: noi gli mettiamo a punto il modello e ne stampiamo uno da portare al convegno del 25 marzo correlato di tutta la documentazione medica. Lui viene con noi il 25 a presentare…

  • Come si chiama questo strumento?
  • Pensavo Super finghers.
  • Step Finghers.

Dice Mattia, il nostro tirocinante di Architettura.

  • Come simbolo una chiave di basso.
  • Magari un dito che fa da chiave di basso.

Il dito che fa da chiave di basso lo proviamo a disegnare ma non è molto leggibile. Abbandoniamo il dito ma rimane il nome: Step Finghers.

Enrico si carica il progetto su Fusion e inizia a smanettarci.

Dopo qualche giorno lo Step Fingers, il primo si spera di una lunga serie, vede la luce.

  • Questo è utile non solo come strumento riabilitativo ma anche per i bassisti in generale. Sai quante volte mi sono trovato prima dei concerti, quando ero con i Ricchi e poveri, a fare ore in macchina, poi arrivare dove si teneva il concerto e dovermi rinchiudere in camerino per fare riscaldamento alle dita. Se avessi avuto lo Step Fingers avrei potuto allenarmi in macchina e arrivare già bello pronto ai concerti.

Ci vediamo il 25 marzo alla facoltà di architettura di Genova.retro

Al mattina sono stati coinvolti:

Al pomeriggio ci saremmo noi di Astrati insieme ad altre realtà del territorio per presentare i nostri progetti. Per informazioni cliccate qui.