Reverse engineering, tabozzi e guerre Puniche

Siamo in ufficio, uno dei nostri soliti incontri dove divulghiamo la conoscenza sulle tecnologie additive per accrescere le competenze dei nostri potenziali clienti. Abbiamo fatto incontri con orafi, cooperative sociali svizzere, imprenditori tunisini, restauratori e artisti, industriali, architetti e aziende nautiche: oggi è il turno dei tabozzi (se non sapete cosa è un tabozzo googolatelo e avrete lunghe descrizioni per ampliare i vostri orizzonti zoologici).

Come ci sono finiti dei tabozzi in una azienda che fa 3D? Non lo so, il nome stampa 3D ha aperto gli orizzonti (e le gabbie) più inaspettate, in realtà è colpa di un mio ex compagno, ora professore, che mi ha incastrato. Dopo un lungo e assurdo dialogo sulla stampa 3D (e sulla possibilità di stampare cani su ruote !?!) siamo passati alla scansione e al reverse engineering.

reverse astrati

Prima di accendere lo scanner faccio vedere due slide e introduco l’argomento.

  • Uno degli utilizzi della scansione e che noi, come società di progettazione che si rivolge all’industria e alla nautica, utilizziamo di più è il Reverse engineering.
  • Ohhh, ma che è?
  • Reverse che?

Con la forza dell’ignoranza la platea rumoreggia, istintivamente mi contraggo e assumo un’aria da professoressa delle medie.

  • Col nome Reverse engineering o back engineering indichiamo lo studio scientifico di un oggetto costruito dall’uomo.
  • Bella lì, e perché dovremmo studiare qualcosa costruito dall’uomo? Cioè come l’hai costruito lo ricostruisci, no? Cioè, se l’hai messo su hai i disegni, no?

Chi parla è Tabozzo1, maglietta a maniche corte attillata, anfibi e capello verde.

  • Non è così semplice. Ci sono oggetti complessi che non è immediato capire come ricostruirli, soprattutto se non esistono più i disegni.
  • E perché non esistono più i disegni?
  • Perché magari si sono perduti.
  • Li vuole arrubare…

Questa è Tabozza2, bionda con i capelli rasati a lato e un orecchio che pare un punta spilli che ha l’aria di chi se ne intende, di rubare dico, non di reverse engineering.

  • Perché rubare? No, nessuno vuole rubare niente. I disegni si possono perdere per tanti motivi o non si hanno o magari si vuole analizzare e studiare qualcosa che non hai fabbricato tu per modificarlo, ampliarlo.
  • Copiarlo insomma!
  • Non copiarlo ma studiarlo. Uno degli utilizzi del reverse è proprio nel poter far rientrare oggetti che bisognerebbe sostituire completamente nel ciclo produttivo facendo dei upload di parti.
  • Come nel computer.
  • Tipo. Il reverse è un processo è simile alla ricerca scientifica, se non che la ricerca scientifica riguarda i fenomeni naturali mentre il reverse engineering studia i manufatti umani. Ad oggi parliamo di archeologia industriale, ad esempio, e capire il funzionamento di macchine costruite nel passato ci può aiutare a restaurarle o divulgarle.
  • Archeologia industriale? Come la tua macchina Tauro!

Risata generale. Il 60% degli astanti si sta rollando una siga.

  • Uno dei  lavori che facciamo di più è ricostruire piccole parti ormai fuori produzione.
  • Potete rifarmi allora anche il bocchettone della mia Punto usata? Quello dell’area condizionata?

Decido di ignorare il Tauro seduto a cavalcioni dello schienale, faccia macilenta e magrezza scheletrica sotto un ciuffo ribelle.

  • Ma è logico, ormai tutto si può fare con la tecnologia!
  • Il reverse engineering è un discorso di avanzamento tecnologico che ha le sue radici nelle guerre puniche.
  • Ma cosa c’entrano le guerre Puniche con la scansione 3D?!

  • I romani avevano catturato una quinqueremi cartaginese e l’hanno studiata e usata come base per creare la sua flotta, modificando i progetti secondo le loro esigenze e vincendo così la guerra.
  • Ma non c’avevano mica la stampa 3D!?!

Mi guardano tutti perplessi. Forse la professoressa delle medie che è in me ha preso il sopravvento.

  • Certo che no, avevano altre tecnologie, così come noi abbiamo le nostre, alla base però c’è sempre l’uomo, la sua intelligenza e la sua voglia di progredire.
  • Ok. Pausa siga?
  • Pausa siga poi vi faccio vedere come funziona lo scanner!
  • E ci si può scannerizzare anche l’uccello?
  • Solo se riesci a tenerlo in tiro.

Risate sguaiate e generali. Usciamo, il mio ex compagno me la paga questa!

Prototipazione rapida in Liguria

    • prototipo astrati.JPGPronto Astrati?
    • Salve, posso parlare con l’ufficio tecnico?
    • Mi dica
    • Devo fare il prototipo di una pompa idraulica, siamo una società qui in porto.
    • Ha i disegni 3D?
    • Certo, in che formato glieli mando?
    • Step.

    Questo post non esiste, è pura finzione liberamente tratta dal nostro lavoro quotidiano e non fornisce nomi, disegni, indicazioni di nessun genere su clienti e progetti.

    prototype Astrati
    Arrivano i file, sono fatti in Inventor. Sono un assieme e richiedono giusto un paio d’ore di modellazione per aggiustare le tolleranze e far funzionare bene gli accoppiamenti. Anche l’orientamento è importante come la densità e i materiali. Dopo che Enrico mi ha dato il suo verdetto su tecnologia e tempistiche scrivo e mando il preventivo mettendo l’opzione anche in scala 1 a 50. Dopo poco arriva una telefonata del cliente.
    Questo post non descrive nessun fatto realmente esistito perchè noi tuteliamo la proprietà intellettuale e raccontiamo e pubblichiamo solo ciò che ci è permesso dal cliente. I prototipi non li pubblichiamo. Anzi non ne parliamo proprio, se non con racconti di fantasia come questo.

    • Pronto Astrati?
    • Salve Ingegnere, dica.
    • Facciamo subito un prototipo grande la metà per vedere l’accoppiamento, poi me ne fa altri 5 a grandezza naturale e uno trasparente. In ordine prima quello 1 a 50, poi quello trasparente e poi i 5.
    • Certo, quello trasparente lo vuole trasparente trasparente o va bene smerigliato.
    • Che differenza fa?
    • Per renderlo perfettamente trasparente devo fare una post lavorazione di finitura e verniciatura.
    • Lo renda perfettamente trasparente.
    • Le mando preventivo per approvazione.
    • Mi serve il prima possibile. Quando me li può dare?
    • Guardi, siamo vicini. Mentre li stampo glieli porto o passate voi a prenderli.

    Questo post non può esistere perché i nostri accordi di riservatezza sono inviolabili.

    astrati-prototipo-in-acciaio-inossidabile-316l.png
    Saluto la rossa in porto, la guardia giurata con gli occhiali. Arrivo dal cliente, entro come fossi di casa. Il progetto pompa idraulica sta andando avanti da qualche mese e ogni tanto qualche ingegnere mi fa vedere i progressi. Da quel primo assieme abbiamo poi stampato altre parti, alcune sono state poi modificate e ristampare, alcune sono state stampate in gomma, in colori contrastanti. Alcune sono state verniciate, alcune rese impermeabili, resistenti al calore o con materiali ESD (isolante).
    Astrati- 3D Solutions

Astrati, additive manufacturing in Liguria

Nuovo appuntamento additivo mercoledì 30 maggio in via di Canneto 23/1 a Genova dal titolo  “Astrati, additive manufacturing in Liguria”.

astrati ottimizzazione topologicaIl programma

15.00- 15.30 Registrazione e coffee break

15.30- 16.00 Additive manufacturing- lo stato dell’arte

16.00- 16.30 Scansione tridimensionale- prova aperta

16.30- 17.30 Casi studio

Astrati è una azienda genovese che utilizza strumenti professionali e personale qualificato.

I nostri servizi:

  • Scansioni tridimensionali a luce strutturata (reverse engineering e controllo qualità)
  • Progettazione 3D
  • Prototipazione rapida
  • Additive manufacturing consulting
  • Modelli concettuali, modelli per esposizioni, modelli per test.

Offre una gestione del lavoro flessibile che viene incontro alle esigenze del committente sia per quel che concerne la discrezione che le tempistiche.

 

L’attenzione verso l’industria 4.0 è notevolmente cresciuta nell’ultimo anno ma ancora la sua diffusione è discontinua, in parte perché fare innovazione e ricerca ha un costo che non tutte le aziende possono permettersi. Un costo che non è solo monetario ma anche di competenze e energie che bisogna impiegare.

D’altra parte la ricerca e l’innovazione è guardare al futuro, oggi un futuro sempre più vicino al presente.

Perché è importante parlare di Additive manufacturing? Il nome stampa 3D (termine generico e pop della più seria Manifattura additiva) è iniziato ad essere sempre più associato al movimento makers quando nel 2005 nacque il progetto RepRap, ovvero costruire una stampante 3D usando una stampante 3D.

Nel 2014 poi il mondo delle stampanti Desktop ha avuto un brusco arresto con la caduta delle vendite: il mondo si è reso conto che non basta avere una qualunque stampante 3D per creare tutto ciò che voleva.

Infatti il problema è che il mercato dei makers si è sviluppato attorno alla tecnologia di stampa più facile da usare e più economica: l’FFF. Vero è che esistono ottime stampanti professionali che usano questa tecnologia (che nel suo brevetto proprietario si chiama FDM) ma i cui costi di gestione e i risultati non assomigliano neanche lontanamente alle sorelline a basso costo.

L’altro problema è la bassa conoscenza del disegno 3D e delle regole che sono sottintese alla stampa che pesa sulla nostra piccola media impresa.

Insomma il governo ha aperto una bella campagna per promuovere l’innovazione con il piano “Industria 4.0 ma il problema non si risolve nel solo acquisto dei macchinari.

La stampa 3D (con tutte le tecnologie che sottende) è un metodo produttivo, è come l’invenzione del trapano: rivoluzionario, certo ma poi bisogna capire cosa farci

Per questo mercoledì parleremo di manifattura additiva, tecnologie, software e presenteremo i casi studio che reputiamo più interessanti.

 

Per saperne di più: www.astrati,eu

 

Biglietti su : eventbrite

Astrati e i giovani innovatori

Martedì pomeriggio, un gruppo di 5 bambini si presenta nel nostro ufficio:

  • Siamo gli Angrybot!
  • Salve ragazzi, entrate e raccontatemi tutto.

Dei 5, due sono dell’età di mio figlio: nove o undici anni mentre gli altri due sono già più grandi, forse sedici anni. Risponde il più grande, Riccardo senior.

  • Cosa vi serve?
  • Come ogni anno ci sarà la FIRST® LEGO® League e quest’anno è HYDRO DYNAMICSSM per imparate tutto sull’acqua.
  • Come la troviamo, la trasportiamo, la usiamo, ne abbiamo cura.

riccardo lego 2

Dice Marco, dodici anni in felpa rossa mentre Francesco, tredici anni

  • Abbiamo deciso di trovare una soluzione tecnologica associata a una App che permetta di controllare il consumo dell’acqua nelle nostre case
  • Capendo in anticipo quanto consumiamo
  • Con report giornalieri o settimanali o mensili
  • possiamo decidere quanto consumare in un determinato tempo
  • è IOT
  • Si chiama SMART PIPE
  • Serve per renderci consapevoli dei consumi domestici.

Conclude il piccolo Riccardo di nove anni.

Sono un po’ frastornata, per fortuna la mamma di uno dei ragazzi mi spiega come la Lego organizzi a livello mondiale, ogni anno, una competizione tra ragazzi volto a aumentare le competenze e l’interesse in campo scientifico e ingegneristico.

I ragazzi hanno costituito la squadra e hanno coinvolto i genitori, gli insegnanti e esperti del settore: sono andati al museo dell’acqua e del gas, si sono documentati attraverso i dati istat, iren e persino spulciando i rendiconti condominiali. Hanno programmato loro basandosi su il programma Arduino e ora hanno bisogno di mettere al loro prototipo un vestito e vogliono il nostro aiuto.

  • Ci fate da sponsor? La gara è domenica 4 febbraio.
  • Vorremmo che Smart Pipe fosse in stampa 3D.
  • Avete il progetto? Chiedo io.
  • Abbiamo questi.

Mi mostrano un foglio su cui è disegnata una goccia d’acqua colorata di blu e con su scritto Smart pipe e una scheda Arduino.

  • Questa deve contenere questa e ci devono uscire dei fili.

angry bot smart pipeQuesti ragazzi sono incredibili. Cosa spinge dei ragazzi in età da videogiochi a desiderare di programmare non solo il loro videogioco ma anche creare una applicazione IOT per il consumo dell’acqua?

  • Io programmo qualunque cosa, mi piace programmare.
  • E mi piace costruire
  • Programmare e costruire è il massimo
  • Anche i robot!
  • E i lego!

astrati lego competitionLi guardo, sono ragazzi sorridenti, la rivoluzione tecnologica è il loro presente.

  • Ok ragazzi, Astrati sarà il vostro sponsor. Faremo il progetto e la realizzazione del vostro prototipo!
  • Davvero?
  • Certo! Raccontatemi un po’ di questa SMART PIPE
  • Lo Smart Pipe va collegato ai tubi che portano l’acqua in casa, attraverso il flussometro che conteggia i litri di acqua che passano nei tubi e alla valvola che può ridurre il flusso dell’acqua a seconda di ciò che le dice l’applicazione APP MY SMART PIPE.
  • Quindi non riduce l’acqua in maniera indiscriminata ma solo alle utenze che io desidero, nell’orario e per il tempo che io desidero.
  • Se noi riduciamo di 3 metri cubi d’acqua al mese, alla fine dell’anno avremo risparmiato tanta acqua quanto quasi il consumo annuale della Nigeria.
  • Quanto sono tre metri cubi? Chiedo io.
  • Il tempo di lavarsi i denti e cinque minuti di doccia in un mese.
  • Bhè, non è tanto.
  • No. Ma si risparmia quello che verrà considerato in un prossimo futuro un bene molto prezioso: l’acqua.
  • Nel 2030 la domanda di acqua crescerà del 40%, ma sfruttando l’innovazione tecnologica sarà possibile recuperare il 30% di acqua destinata a essere buttata via.
  • Cioè quando io avrò 21 anni. Dice il più piccolo.

 

Lampade e prototipi.

cromatura2-e1509701053595.jpgQuesta settimana, quasi contemporaneamente sono arrivati due lavori quasi identici.

Ambedue sono arrivati tramite interposta persona.

“Salve Dottoressa, ho avuto il suo contatto da… avrei bisogno per un mio cliente che…”

Il primo era il prototipo di una lampada replicato per 4 volte composto da tre pezzi.

Il modello aveva un diametro complessivo di 25 cm e un’altezza di 9 cm circa.

La forma era semplice ma precisa.

La richiesta del cliente era che fosse bello da vedere, avevano già fatto una prova in FDM con risultati righettati, molto righettati. Avevano chiesto di farlo sempre in fdm ma con un post trattamento con l’acetone.

[ Il post trattamento con l’acetone è un sistema per cui si sciolgono con i vapori dell’acetone la parte superficiale dell’Abs estruso con la stampante fdm, sciogliendo la parte superficiale righettata (tipica delle fdm di bassa qualità) si ottiene una superficie liscia. Quindi si ottiene una superficie liscia, ma quali sono gli svantaggi?

  • La perdita di informazioni: sciogliendosi l’abs porta via gli angoli vivi;
  • lo scioglimento avviene in maniera incontrollata della superficie è solo in apparenza omogenea. Se questo può andare bene per fare la testa di Yoda non va bene per fare parti meccaniche con accoppiamenti. ]

 

Essendo un prototipo che richiedeva una buona restituzione estetica abbiamo consigliato una tecnologia in resina.

Il risultato doveva essere in bronzo quindi Enrico si è esibito in una colorazione virtuosistica cromata. La difficoltà di questo tipo di colorazione è che se la superficie non è perfettamente liscia la cromatura non avviene. Forse non è intuitivo per tutti sapere che il tempo di produzione in 3D dei pezzi è incredibilmente inferiore al tempo di colorazione (il tutto con il fatto che non piove e non c’è umido).

Il cliente aveva fretta, terribilmente fretta e abbiamo lavorato di sabato, domenica con capatine in ufficio notturne per caricare il materiale ma al colore non si può mettere fretta.

  • Pronto Astrati, un pezzo è finito? posso passare a ritirarlo?
  • No, non si è ancora asciugato il colore.
  • Domani mattina?
  • Signore, la consegna è tra quattro giorni.
  • Ma un pezzo?
  • No, non è ancora asciugato.
  • Non potete asciugare con il phon?
  • No, il colore ha i suoi tempi, non si può fargli fretta.
  • Ma non potete lasciarlo così?
  • No, non è ancora finito.

Il giorno seguente:

  • Pronto Astrati? Posso passare a prendere due pezzi?
  • No, il colore non è ancora asciugato e la consegna è tra tre giorni… se vuole glieli consegno non colorati.
  • No, no.
  • Allora dia il tempo al colore di asciugare…

Alla fine il cliente è venuto a patti con i tempi di asciugatura e i pezzi sono venuti perfetti e consegnati nei tempi richiesti.

prototipo cromato in 3dIl secondo prototipo arriva con una mail simile:

“Ciao Arianna, un mio cliente avrebbe bisogno di…”

Sono una trentina di parti per 6 prototipi di lampada sperimentale.

Il cliente in questione è una persona che sa come si gestisce un prototipo anche perché ne ha fatti parecchi anche se mai con la stampa 3D. Mi fa l’elenco delle caratteristiche richieste, mi dà il Ral del colore da dare su una parte dei pezzi.

  • Questa parte in plastica va poi accoppiata con l’altra parte in metallo che abbiamo già fatto fare in fresa.
  • Questo è un prototipo estetico o funzionale? Chiedo io.
  • Estetico, il funzionale lo faremo entro la fine dell’anno. Tanto non ho mai visto un progetto che esce facendo un solo prototipo.

Gli sorrido, vorrei abbracciarlo ma non è molto professionale.

  • Fra quanto è pronto?

Concordiamo il giorno, mi chiede di avere parte dei prototipi prima e parte dopo. Li metto in macchina con tempi differenti e così gestisco i tempi di produzione e finitura.

Alla fine quando li consegno mi ringrazia per la puntualità e la precisione.

Dentro di me lo eleggo cliente dell’anno.

3 modi per dire: Stampa 3D

  • Pronto Astrati? Voi fate stampa 3D? Quanto costa?

_rotogravure_printing_machineEd ecco che dalla mia bocca parte il disco che ripeto  da un anno e mezzo:

  • Con il nome di STAMPA 3D convivono tante tecnologie diverse che funzionano in maniera diversa, ma che hanno un elemento comune: costruire un oggetto reale partendo da un disegno CAD in maniera additiva, ovvero layer by layer. Lei ha il disegno CAD?
  • Sì, ma a me serve solo una stampa 3D, in generale… volevo solo sapere quanto costa….
  • Non si può parlare di STAMPA 3D in generale come non si può parlare di stampa su carta in generale, basti pensare che nella stessa famiglia di “stampa su carta” convivono le stampanti che abbiamo in casa a getto d’inchiostro o laser e  le grandi macchine che stampano i giornali o i libri: tutte stampano inchiostro su carta ma lo fanno in modo differente e con finalità differenti. Se deve
    stampare un libro di quattrocento pagine in diecimila copie lei lo farebbe mai con la stampante a getto di inchiostro che ha in casa? 

Se mi butta giù il telefono ha ragione, povero signor Capello, del negozio di colori, mi ha preso in una brutta giornata e quindi si becca lo spiegone completo, al telefono … Il Signor Capello però mi sta ad ascoltare:

  • Infatti volevo anche comprarmela una stampante, lei cosa mi consiglierebbe?
  • Così in generale?
  • Sì, infatti.
  • Scusi?
  • Lei è un privato, un makers? Se è così deve scegliere una stampante che appartiene alla prima famiglia, quella dei consumer, perché lei vuole giocare con una stampante 3D, ha tanto tempo da dedicarci per farla funzionare… vuole spendere poco e avere dei risultati un po’ grezzi ed 
  • stampante di casaMa lei chi è?
  • approssimativi?
  • No, no, non ho tanto tempo!
  • Perché se è così i prezzi vanno dalle poche centinaia a qualche migliaia di euro (2, 3 mila), stampano solo plastica.
  • Mi servirebbe anche per lavoro…
  • Allora appartiene alla famiglia dei professionisti: le serve una macchina più performante ma a questo punto deve venire qua, in via di Canneto 23/1, nel nostro ufficio, per farmi vedere cosa fa, cosa le serve perché le possibilità sono molteplici, le tecnologie varie e i materiali pure. In ogni caso sappia che le serve dello spazio per fare i trattamenti di post produzione.
  • Faccio qualche piccola produzione, 200, 300 pezzi, a volte un migliaio…
  • Allora lei appartiene alla famiglia della produzione additiva?
  • Non lo so. Ma si può fare tutto?
  • Sì, ma non tutto a senso farlo in stampa 3D. Quindi è importante capire a chi e dove queste tecnologie possono apportare valore
  • Ma è rivolta a tutti?
  • Sì, tutti coloro i quali utilizzano la prototipazione. La produzione personalizzata o le medie serie. La produzione di assemblati o geometrie complesse. Chi produce stampi. Quindi tecnicamente tutti i settori ma non a tutti.
  • Ho capito, quindi alla fine un oggetto largo 7 cm e mezzo e alto 14 cm quanto costa?

Viareggio, la nautica e la scansione tridimensionale.

Venerdì, a Genova piove, il cielo è plumbeo e fa freddo. Arrivo al baretto della stazione, mia sosta del venerdì mattina quando devo andare in giro: latte macchiato, panino e focaccia. Il panino lo mangio subito mentre la focaccia l’ho promessa ad Alessandro di Italwinch.P_20170512_103721

Direzione Viareggio per la nuova fiera della nautica “che vuole competere con Cannes e Montecarlo”: Versilia yachting rendez vous. Intanto se non mi mandava l’invito Guido di Termomeccanicaeolo io non ne sapevo neanche l’esistenza. Chiamo la Sesse:

  • Sesse, ci andiamo assieme?
  • Dove?
  • Alla nuova fiera della nautica.
  • Nooo, c’è sciopero all’asilo di Darietto, poi devo portarlo dai miei, poi…

Le cavallette! no, non la considera importante, altro che Cannes e Montecarlo.

Quindi prendo il treno alle 7.15 da Principe per portare la nuova novella della stampa 3D al settore della nautica. In borsa ho qualche brochure, le ancorette in resina metacrilica fatte sui disegni di Posidonia, il porta candeliere in acciaio fatto con Sisma, una confezione di biglietti da visita, il tablet con immagini di scansioni tridimensionali e stampe. Cosa cerco? Di seminare, dare qualche strumento tecnologico in più a chi si occupa di nautica. Cosa possiamo offrire? Modelli tecnici definiti anche mobili; IMG_0270scansioni tridimensionali anche per scopi dimensionali; personalizzazione di piccoli elementi; stampa di prototipi funzionali e non. 

Arrivo a Viareggio e c’è il sole, un signore mi indica la strada per arrivare al porto.

  • Sempre dritto fino al mare, poi a destra fino al ponte.

Ho imparato in questo primo anno in cui giro per le fiere a seguire la “gente vestita da fiera”, ma qui di gente non ce n’è proprio.

Non sono mai stata a Viareggio e quando arrivo al mare la spiaggia, le sdraio e la barchetta con l’arlecchino mi ricordano i films di Fellini. Giro a destra. Ancora niente “gente da fiera”, ci sono: signore sovrappeso, ragazzi di colore a chiedere l’elemosina, signori in bicicletta, ragazzette davanti ai negozi che sfoggiano i costumi da bagno collezione 2017.

P_20170512_105806Arrivo al ponte che unisce le due sponde di un canale, una barca a vela deve passare. Un addetto fa segno alla gente di sbrigarsi a passare, chiude due cancelli e alza il ponte lentamente. Non c’è vento e l’albero della nave passa vicino al ponte rialzato tra le urla dell’addetto.

Inizio finalmente a riconoscere qualche “gente da fiera”. Passato il ponte c’è l’entrata ma non possiamo entrare senza aver fatto il biglietto.

  • Ma ho il codice che mi è arrivato via mail! Bisogna dire che è arrivato e già non si poteva fare il biglietto on-line!

Il signore da fiera è infuriato. Ci tocca fare un’altro giro sul ponte. Ma alla fine entriamo.

La fiera è piccola, più piccola di Genova, altro che Montecarlo. Gli stand sono semi deserti e la gente fa volentieri due chiacchiere.

Vedo una azienda che fa rivestimenti con qualche pallino che denuncia l’uso della scansione tridimensionale ad alta definizione ma lo stand sembra abbandonato e che si faccia scansione tridimensionale non è detto da nessuna parte, lo so io perché noi facciamo scansioni tridimensionali ad alta definizione sia a scopi dimensionali che per il reverse- engineering.

P_20170512_134409Parlando con le aziende rimangono tutti molto impressionati dal porta candeliere in acciaio.

  • Ma davvero è stampato in 3D?
  • Così come lo vede è come è uscito dalla  stampante. Senza lucidature o altro.
  • Molto bello, molto tecnico.
  • Naturalmente per fare questo bisogna progettarlo per sfruttare al meglio le caratteristiche della stampante e del materiale che si va ad utilizzare. Noi di Astrati possiamo accompagnarvi dalla progettazione alla Stampa.

P_20170512_135221I cantieri nautici di Viareggio si affacciano sul porto e gli stand rimangono ben incastonati tra mare e officine.

Torno da Termomeccanica Eolo Guido mi accoglie con una birra e una Camel. Lui è qui con la sua azienda per pubblicizzare il suo elevatore per yacht, un elevatore di lusso per persone diversamente abili, anziani e tutti coloro che hanno difficoltà ad usare le scale ma non vogliono rinunciare ad utilizzare il loro yacht.

  • In questa foto si capisce l’ingombro e la reale grandezza.
  • Molto elegante.
  • Certo, è tutto in acciaio e vetro e scompare completamente.
  • E si può usare per fare i tuffi? Secondo me dovresti fare un modello 3D da mettere nello stand… – Scherzo, ma non troppo.

Il sole e il caldo si sono fatti molesti per una che viene da Genova dove pioveva e gli stivali scamosciati inopportuni.

La fiera di Viareggio ha ancora un po’ di strada da fare prima di scalzare non dico Cannes ma anche Genova.

La nautica sembra ancora sorda alle nuove tecnologie, speriamo che a furia di bussare qualcuno apra la porta. E Astrati, servizi per la stampa 3D, sarà lì.

OMC 2017-Astrati incontra l’Oil & Gas Industry.

logo omsPartiamo da Genova alle 19.15 di martedì 28 marzo, direzione Ravenna e mentre il sole piano piano tramonta la terra si fa piatta. Lasciamo le nostre montagne alle spalle per giungere alle 23.30 sulla sponda adriatica.

  • Di cosa parla questa fiera?

Inizio a essere un po’ confusa, settimana scorsa sono riuscita a farmi: mercoledì il salone del restauro a Ferrara, venerdì il Mecspe a Parma, la più grande fiera nazionale sulle materie plastiche, e sabato una conferenza a Genova sulle protesi stampate in 3D. Le tecnologie additive hanno molte applicazioni.

  • Oil & gas.
  • Meno male che ho portato gli stivali col tacco!

Alla mattina alle 9.00 siamo in fiera.

  • Alle 9.30 abbiamo il primo appuntamento.
  • Con chi?
  • Una società che fa scatole per i sistemi di pronto soccorso nelle stazioni polari, probabilmente hanno a che vedere con i militari.

E di militari ce ne sono parecchi fuori dalla fiera: metal detector, cani, camionette…

P_20170329_092748La fila per entrare è lunga ma procede spedita, il colore predominante è il blu completo puntinato dai colletti bianchi.

  • Come hai preso l’appuntamento?
  • Con il sistema “Be to be”.
  • “Be to chi?”
  • Ci si iscrive al sito, metti una breve descrizione della tua azienda e le aziende interessate al tuo lavoro ti contattano per un appuntamento.
  • Wow!

Entriamo nella sala 4, distese di stand, signorine, caramelle e carotatrici. L’aula dei “Be to be” è allestita con sedie e tavolini bianchi. Su ogni tavolino c’è un numero. All’entrata c’è un desk dove una signorina sorridente fornisce la lista degli appuntamenti. Dietro le sue spalle su una lavagna vengono segnalati gli appuntamenti annullati. Tre operatori hanno segnati tutti gli appuntamenti, a quale tavolo devono essere svolti, a che ora e tra chi; girano attorno ai tavoli e vigilano che tutto si svolga nel migliore dei modi.

P_20170329_153551Dalla parte opposta c’è il catering: tutto finger food delizioso come caesar salad in conetti da asporto, mini macedone e micro budinetti al cioccolato e lampone fresco, il tutto annaffiato da succo di mela verde.

  • Produciamo piccole centrali elettriche, il cliente ci ha chiesto il modello in scala dell’ultima che abbiamo prodotto.
  • Produciamo pompe ad immersione ad altissima prestazione abbiamo bisogno di un materiale resistente agli idrocarburi per fare i test, dei prototipi funzionali insomma.
  • Produciamo turbine, si possono fare le turbine in tecnologia additiva?

P_20170329_153527Sorrido, scambio biglietti da visita, annuisco, spiego. La giornata prosegue e i tre guardiani del “Be to be” fanno sempre più fatica a stare dietro alla gente che pian piano si conosce, si sta simpatica e si unisce. Davanti a un gigante di colore che fabbrica impianti di raffreddamento per un’azienda sudafricana siamo in 5 aziende.

Astrati nasce come società di servizi a supporto delle imprese. Ieri di imprese ve ne erano molte e tutte legate ad altre imprese attraverso le reti di impresa, formali, informali, costituite o meno. L’era della micro impresa italiana così come la conosciamo sta finendo.

  • Se sei piccolo, minuscolo, i grandi ti sbranano. Ti pagano quando vogliono, se ti vogliono pagare. L’unico modo per sopravvivere è unirsi ma per l’imprenditore Italiano è difficile, preferisce un fidanzamento a un matrimonio e per questo la rete è un buon compromesso.

 

Prototipi e inventori

La teoria.

2011_-_italia_-_bertone_-_modello_dima_alfa_romeo_giulietta_sprint_1954_2Prima di arrivare a parlare di piccole e medie produzioni la Stampa 3D era conosciuta soprattutto come prototipazione rapida.

Perché?

Perché fare prototipi per chi progetta è una spesa enorme e un processo lento.

Prototipazione non vuole dire solo il pezzo fatto e finito con il materiale uguale o equivalente all’originale, anzi…

Lo scopo di un prototipo è:

  • fare verifiche di stile (analisi visive, studi di ergonomicità, etc.)
  • prove funzionali
  • prove di montaggio (verifica degli accoppiamenti tra le parti)
  • realizzazione di un “master” da utilizzare per creare uno stampo.

Esistono vari tipi di prototipi:

  • prototipi concettuali, nel prototipi concettuale il materiale e la tecnologia di fabbricazione è qualunque, il suo obiettivo è valutare la forma, verificare il montaggio, analizzare le difficoltà tecnologiche e le sollecitazioni;
  • prototipi funzionali, nei prototipi funzionali il materiale è simile mentre la tecnologia di fabbricazione è ininfluente. Il suo obiettivo è valutare le sue prestazioni con prove funzionali e ottimizzare il prodotto;
  • prototipi tecnici, nei prototipi tecnici il materiale e la tecnologia di fabbricazione sono molto simili al prodotto finale, il suo obiettivo è ottimizzare le tecnologie di fabbricazione e valutare sia i cicli di fabbricazione che le prestazioni del prodotto;
  • prototipi pre-serie, dove materiali e tecnologia di fabbricazione è definitiva e serve a valutare il prodotto finale (sono ammesse pochissime modifiche).

Il prototipo per sua stessa natura non è definitivo, per arrivare ad un prodotto finito sport_prototipo_di_carmine_2magari bisogna stampare più prototipi, anche decine. Perché?

Perché nel vedere l’oggetto nel suo insieme ci si accorge che manca qualcosa o c’è qualcosa che non risulta come ci si aspetta; un po’ come succede con le foto, a cellulare sembrano sempre diverse dallo schermo del pc e ancora diverse dalla stampa cartacea.

Per fare un prototipo un tempo ci volevano migliaia di euro e mesi di produzione.

La stampa 3D ha abbattuto questi costi e questi tempi.

Inventori e progettisti ne sono entusiasti.

La pratica.

619188967-highlights1514-far-partire-prototipo-storia-dellautomobileL’autrice ricorda ai lettori che scrive da Genova, città di inventori ma anche di animi chiusi e “parsimoniosi”.

Inventore numero 1. Il signor Scabbia.

  • Astrati buongiorno.
  • Salve, io avrei bisogno di una stampa 3D, quanto costa?
  • Non posso farle un prezzo euro/kg, dipende dalla geometria. Se mi manda un disegno gli faccio una quotazione, intanto potrebbe dirmi di cosa si tratta così possiamo intanto capire quale materiale o tecnologia possiamo utilizzare.
  • Vede, è un progetto non ancora brevettato, quindi non posso far circolare i disegni, sappia solo che è all’incirca formato da due coni alti 4cm uno dentro l’altro che servono come sistemi di sicurezza.
  • Ma quanto sono di diametro? Devono stare in interno o in esterno? Debbono avere qualche sollecitazione?
  • Per ora non mi può dire quanto costano così? quando li avrò brevettati sarò più preciso.

E così il nostro primo inventore misterioso, come è comparso, scompare.

Inventore numero 2. Il signor Tortellini.000097f1_medium

Lo incontro in fiera e mi mostra sul cellulare decine di suoi progetti, dai ciucciotti per le bottiglie d’acqua agli scafandri anti-alluvione per autoveicoli, ai fari laser anti-nebbia. Mi invita nella sua officina.

Appena arrivo mi annuncia che per avere i suoi disegni per fare i preventivi devo firmare una dichiarazione che mi prendo la responsabilità personale e non societaria nel caso che i suoi disegni vengano divulgati.

  • Normalmente firmiamo degli accordi di riservatezza, sono accordi che tutti firmano, accordi tra aziende.
  • No, no, non voglio che c’entrino le aziende, io lo do a te e tu sei responsabile, se lo vendi ai cinesi tu vai in galera.
  • Guardi, non ho nessuna intenzione di vendere i suoi disegni ai cinesi, poi tanto è solo una parte, senza i disegni di insieme non posso ricostruire il tutto.
  • E poi lo vorrei in un materiale più resistente dell’abs, questo qua che mi hanno stampato, appena l’ho messo dentro il macchinario si è rotto.
  • Perché le hanno fatto, giustamente, un prototipo dimensionale, poi se funziona, questo pezzo va fatto in metallo e di macchina, esistono delle aziende che fanno solo profilati.
  • Ma quanto mi costa?

rebour-prototipo-1949Inventore numero 3. Il signor Lasci

Il signor Lasci cambia sempre idea, viene progettata, stampata, cambiata, ri-progettata.

Il signor Lasci fa disegni, li disfa e poi se ne dimentica.

Ci chiama ogni tanto per essere sicuro che ci stiamo lavorando.

E non fa preventivi, ogni tanto finiscono le ore di progettazione, ogni tanto finiscono i soldi per le stampe. E bisogna spiegargli il perché:

  • Hai voluto allungare questa parte, quindi ho dovuto cambiare tutta la disposizione dei pezzi interni, quindi ci ho messo 2 ore in più. Non dovevamo allungarlo, non era stato preventivato
  • Se mi chiedi 8 pezzi in più di cui 3 in gomma, cambia il prezzo, perché hai messo 8 pezzi in più in 2 materiali diversi!

Caro signor Lasci, speriamo che tutto fili liscio e ci lasci presto.

Se non sei il signor Lasci, il signor Tortellini o il signor Scabbia (ma anche se lo sei) e hai bisogno di prototipazione rapida, modellazione tridimensionale e scansione non esitare a contattarci al:

info@astrati.eu o al 0104558971