MODELLI FUNZIONALI

Yacht_in_scala2019Sei uomini attorno a un tavolo a tirano su e giù un’ancora di un modello in scala di mezza prua bianca di uno yacht grande 68 cm, fedele all’originale, sospeso in una elle in legno con cubia, verricello, ancora e catena mobili.

Due dei sei uomini hanno la giacca ma non la cravatta, due hanno la giacca e la cravatta, due né l’una né l’altra. Il tavolo è di cristallo, le sedie sono in pelle nera e, attorno, grandi e piccoli modelli in scala di yacht dormono sugli scaffali in radica.

C’è un comandino sul retro della prua del modello sul tavolo, uno degli uomini lo fa scattare: la catena gira attorno al verricello, scivola nel tubo interno e l’ancora erge il suo stelo; lentamente tira su le ali dalla base di legno scuro (sul cui lato risalta la targhetta in cui è inciso il nome del cantiere e della barca); lentamente, molto lentamente, la catena scivola sulla fiancata bianca trascinandoli l’ancora che risale- Farfalla d’acciaio, stira le sue ali prima di incastonarsi nella cubia in miniatura. Si nasconde la timida ancora a farfalla, mimetizzandosi con una chiusura a piastra.

Il meccanismo si ferma.

Funziona!

– Non si inceppa!

– La piastra rimane perfettamente combaciante con la fiancata.

– Si girerà sempre giusta?

– Riproviamo!

E la farfalla scende dal suo nido e ancora l’ancora scivola sulla fiancata riprodotta in scala uno a tredici.

Solca il suo mare di mogano la mezza prua bianca. Il verricello compie le sue giravolte. L’ancora scende, il naviglio si ferma. 

Ancora e ancora finché finalmente i sei uomini, due senza cravatta ma con la giacca, due con la giacca e la cravatta, due senza né l’una né l’altra non decidono che va bene. Si può fare. Interferenze non ve ne sono. E firmano quei fogli che erano in attesa delle loro sigle.

Astrati, 3D Solutions: modellazione, scansione e stampa3D.

Modelli da fiera, diorama, modelli funzionali, prototipi, rendering.

 

Reverse engineering, tabozzi e guerre Puniche

Siamo in ufficio, uno dei nostri soliti incontri dove divulghiamo la conoscenza sulle tecnologie additive per accrescere le competenze dei nostri potenziali clienti. Abbiamo fatto incontri con orafi, cooperative sociali svizzere, imprenditori tunisini, restauratori e artisti, industriali, architetti e aziende nautiche: oggi è il turno dei tabozzi (se non sapete cosa è un tabozzo googolatelo e avrete lunghe descrizioni per ampliare i vostri orizzonti zoologici).

Come ci sono finiti dei tabozzi in una azienda che fa 3D? Non lo so, il nome stampa 3D ha aperto gli orizzonti (e le gabbie) più inaspettate, in realtà è colpa di un mio ex compagno, ora professore, che mi ha incastrato. Dopo un lungo e assurdo dialogo sulla stampa 3D (e sulla possibilità di stampare cani su ruote !?!) siamo passati alla scansione e al reverse engineering.

reverse astrati

Prima di accendere lo scanner faccio vedere due slide e introduco l’argomento.

  • Uno degli utilizzi della scansione e che noi, come società di progettazione che si rivolge all’industria e alla nautica, utilizziamo di più è il Reverse engineering.
  • Ohhh, ma che è?
  • Reverse che?

Con la forza dell’ignoranza la platea rumoreggia, istintivamente mi contraggo e assumo un’aria da professoressa delle medie.

  • Col nome Reverse engineering o back engineering indichiamo lo studio scientifico di un oggetto costruito dall’uomo.
  • Bella lì, e perché dovremmo studiare qualcosa costruito dall’uomo? Cioè come l’hai costruito lo ricostruisci, no? Cioè, se l’hai messo su hai i disegni, no?

Chi parla è Tabozzo1, maglietta a maniche corte attillata, anfibi e capello verde.

  • Non è così semplice. Ci sono oggetti complessi che non è immediato capire come ricostruirli, soprattutto se non esistono più i disegni.
  • E perché non esistono più i disegni?
  • Perché magari si sono perduti.
  • Li vuole arrubare…

Questa è Tabozza2, bionda con i capelli rasati a lato e un orecchio che pare un punta spilli che ha l’aria di chi se ne intende, di rubare dico, non di reverse engineering.

  • Perché rubare? No, nessuno vuole rubare niente. I disegni si possono perdere per tanti motivi o non si hanno o magari si vuole analizzare e studiare qualcosa che non hai fabbricato tu per modificarlo, ampliarlo.
  • Copiarlo insomma!
  • Non copiarlo ma studiarlo. Uno degli utilizzi del reverse è proprio nel poter far rientrare oggetti che bisognerebbe sostituire completamente nel ciclo produttivo facendo dei upload di parti.
  • Come nel computer.
  • Tipo. Il reverse è un processo è simile alla ricerca scientifica, se non che la ricerca scientifica riguarda i fenomeni naturali mentre il reverse engineering studia i manufatti umani. Ad oggi parliamo di archeologia industriale, ad esempio, e capire il funzionamento di macchine costruite nel passato ci può aiutare a restaurarle o divulgarle.
  • Archeologia industriale? Come la tua macchina Tauro!

Risata generale. Il 60% degli astanti si sta rollando una siga.

  • Uno dei  lavori che facciamo di più è ricostruire piccole parti ormai fuori produzione.
  • Potete rifarmi allora anche il bocchettone della mia Punto usata? Quello dell’area condizionata?

Decido di ignorare il Tauro seduto a cavalcioni dello schienale, faccia macilenta e magrezza scheletrica sotto un ciuffo ribelle.

  • Ma è logico, ormai tutto si può fare con la tecnologia!
  • Il reverse engineering è un discorso di avanzamento tecnologico che ha le sue radici nelle guerre puniche.
  • Ma cosa c’entrano le guerre Puniche con la scansione 3D?!

  • I romani avevano catturato una quinqueremi cartaginese e l’hanno studiata e usata come base per creare la sua flotta, modificando i progetti secondo le loro esigenze e vincendo così la guerra.
  • Ma non c’avevano mica la stampa 3D!?!

Mi guardano tutti perplessi. Forse la professoressa delle medie che è in me ha preso il sopravvento.

  • Certo che no, avevano altre tecnologie, così come noi abbiamo le nostre, alla base però c’è sempre l’uomo, la sua intelligenza e la sua voglia di progredire.
  • Ok. Pausa siga?
  • Pausa siga poi vi faccio vedere come funziona lo scanner!
  • E ci si può scannerizzare anche l’uccello?
  • Solo se riesci a tenerlo in tiro.

Risate sguaiate e generali. Usciamo, il mio ex compagno me la paga questa!

Prototipazione rapida in Liguria

    • prototipo astrati.JPGPronto Astrati?
    • Salve, posso parlare con l’ufficio tecnico?
    • Mi dica
    • Devo fare il prototipo di una pompa idraulica, siamo una società qui in porto.
    • Ha i disegni 3D?
    • Certo, in che formato glieli mando?
    • Step.

    Questo post non esiste, è pura finzione liberamente tratta dal nostro lavoro quotidiano e non fornisce nomi, disegni, indicazioni di nessun genere su clienti e progetti.

    prototype Astrati
    Arrivano i file, sono fatti in Inventor. Sono un assieme e richiedono giusto un paio d’ore di modellazione per aggiustare le tolleranze e far funzionare bene gli accoppiamenti. Anche l’orientamento è importante come la densità e i materiali. Dopo che Enrico mi ha dato il suo verdetto su tecnologia e tempistiche scrivo e mando il preventivo mettendo l’opzione anche in scala 1 a 50. Dopo poco arriva una telefonata del cliente.
    Questo post non descrive nessun fatto realmente esistito perchè noi tuteliamo la proprietà intellettuale e raccontiamo e pubblichiamo solo ciò che ci è permesso dal cliente. I prototipi non li pubblichiamo. Anzi non ne parliamo proprio, se non con racconti di fantasia come questo.

    • Pronto Astrati?
    • Salve Ingegnere, dica.
    • Facciamo subito un prototipo grande la metà per vedere l’accoppiamento, poi me ne fa altri 5 a grandezza naturale e uno trasparente. In ordine prima quello 1 a 50, poi quello trasparente e poi i 5.
    • Certo, quello trasparente lo vuole trasparente trasparente o va bene smerigliato.
    • Che differenza fa?
    • Per renderlo perfettamente trasparente devo fare una post lavorazione di finitura e verniciatura.
    • Lo renda perfettamente trasparente.
    • Le mando preventivo per approvazione.
    • Mi serve il prima possibile. Quando me li può dare?
    • Guardi, siamo vicini. Mentre li stampo glieli porto o passate voi a prenderli.

    Questo post non può esistere perché i nostri accordi di riservatezza sono inviolabili.

    astrati-prototipo-in-acciaio-inossidabile-316l.png
    Saluto la rossa in porto, la guardia giurata con gli occhiali. Arrivo dal cliente, entro come fossi di casa. Il progetto pompa idraulica sta andando avanti da qualche mese e ogni tanto qualche ingegnere mi fa vedere i progressi. Da quel primo assieme abbiamo poi stampato altre parti, alcune sono state poi modificate e ristampare, alcune sono state stampate in gomma, in colori contrastanti. Alcune sono state verniciate, alcune rese impermeabili, resistenti al calore o con materiali ESD (isolante).
    Astrati- 3D Solutions

Astrati e i giovani innovatori

Martedì pomeriggio, un gruppo di 5 bambini si presenta nel nostro ufficio:

  • Siamo gli Angrybot!
  • Salve ragazzi, entrate e raccontatemi tutto.

Dei 5, due sono dell’età di mio figlio: nove o undici anni mentre gli altri due sono già più grandi, forse sedici anni. Risponde il più grande, Riccardo senior.

  • Cosa vi serve?
  • Come ogni anno ci sarà la FIRST® LEGO® League e quest’anno è HYDRO DYNAMICSSM per imparate tutto sull’acqua.
  • Come la troviamo, la trasportiamo, la usiamo, ne abbiamo cura.

riccardo lego 2

Dice Marco, dodici anni in felpa rossa mentre Francesco, tredici anni

  • Abbiamo deciso di trovare una soluzione tecnologica associata a una App che permetta di controllare il consumo dell’acqua nelle nostre case
  • Capendo in anticipo quanto consumiamo
  • Con report giornalieri o settimanali o mensili
  • possiamo decidere quanto consumare in un determinato tempo
  • è IOT
  • Si chiama SMART PIPE
  • Serve per renderci consapevoli dei consumi domestici.

Conclude il piccolo Riccardo di nove anni.

Sono un po’ frastornata, per fortuna la mamma di uno dei ragazzi mi spiega come la Lego organizzi a livello mondiale, ogni anno, una competizione tra ragazzi volto a aumentare le competenze e l’interesse in campo scientifico e ingegneristico.

I ragazzi hanno costituito la squadra e hanno coinvolto i genitori, gli insegnanti e esperti del settore: sono andati al museo dell’acqua e del gas, si sono documentati attraverso i dati istat, iren e persino spulciando i rendiconti condominiali. Hanno programmato loro basandosi su il programma Arduino e ora hanno bisogno di mettere al loro prototipo un vestito e vogliono il nostro aiuto.

  • Ci fate da sponsor? La gara è domenica 4 febbraio.
  • Vorremmo che Smart Pipe fosse in stampa 3D.
  • Avete il progetto? Chiedo io.
  • Abbiamo questi.

Mi mostrano un foglio su cui è disegnata una goccia d’acqua colorata di blu e con su scritto Smart pipe e una scheda Arduino.

  • Questa deve contenere questa e ci devono uscire dei fili.

angry bot smart pipeQuesti ragazzi sono incredibili. Cosa spinge dei ragazzi in età da videogiochi a desiderare di programmare non solo il loro videogioco ma anche creare una applicazione IOT per il consumo dell’acqua?

  • Io programmo qualunque cosa, mi piace programmare.
  • E mi piace costruire
  • Programmare e costruire è il massimo
  • Anche i robot!
  • E i lego!

astrati lego competitionLi guardo, sono ragazzi sorridenti, la rivoluzione tecnologica è il loro presente.

  • Ok ragazzi, Astrati sarà il vostro sponsor. Faremo il progetto e la realizzazione del vostro prototipo!
  • Davvero?
  • Certo! Raccontatemi un po’ di questa SMART PIPE
  • Lo Smart Pipe va collegato ai tubi che portano l’acqua in casa, attraverso il flussometro che conteggia i litri di acqua che passano nei tubi e alla valvola che può ridurre il flusso dell’acqua a seconda di ciò che le dice l’applicazione APP MY SMART PIPE.
  • Quindi non riduce l’acqua in maniera indiscriminata ma solo alle utenze che io desidero, nell’orario e per il tempo che io desidero.
  • Se noi riduciamo di 3 metri cubi d’acqua al mese, alla fine dell’anno avremo risparmiato tanta acqua quanto quasi il consumo annuale della Nigeria.
  • Quanto sono tre metri cubi? Chiedo io.
  • Il tempo di lavarsi i denti e cinque minuti di doccia in un mese.
  • Bhè, non è tanto.
  • No. Ma si risparmia quello che verrà considerato in un prossimo futuro un bene molto prezioso: l’acqua.
  • Nel 2030 la domanda di acqua crescerà del 40%, ma sfruttando l’innovazione tecnologica sarà possibile recuperare il 30% di acqua destinata a essere buttata via.
  • Cioè quando io avrò 21 anni. Dice il più piccolo.

 

Lampade e prototipi.

cromatura2-e1509701053595.jpgQuesta settimana, quasi contemporaneamente sono arrivati due lavori quasi identici.

Ambedue sono arrivati tramite interposta persona.

“Salve Dottoressa, ho avuto il suo contatto da… avrei bisogno per un mio cliente che…”

Il primo era il prototipo di una lampada replicato per 4 volte composto da tre pezzi.

Il modello aveva un diametro complessivo di 25 cm e un’altezza di 9 cm circa.

La forma era semplice ma precisa.

La richiesta del cliente era che fosse bello da vedere, avevano già fatto una prova in FDM con risultati righettati, molto righettati. Avevano chiesto di farlo sempre in fdm ma con un post trattamento con l’acetone.

[ Il post trattamento con l’acetone è un sistema per cui si sciolgono con i vapori dell’acetone la parte superficiale dell’Abs estruso con la stampante fdm, sciogliendo la parte superficiale righettata (tipica delle fdm di bassa qualità) si ottiene una superficie liscia. Quindi si ottiene una superficie liscia, ma quali sono gli svantaggi?

  • La perdita di informazioni: sciogliendosi l’abs porta via gli angoli vivi;
  • lo scioglimento avviene in maniera incontrollata della superficie è solo in apparenza omogenea. Se questo può andare bene per fare la testa di Yoda non va bene per fare parti meccaniche con accoppiamenti. ]

 

Essendo un prototipo che richiedeva una buona restituzione estetica abbiamo consigliato una tecnologia in resina.

Il risultato doveva essere in bronzo quindi Enrico si è esibito in una colorazione virtuosistica cromata. La difficoltà di questo tipo di colorazione è che se la superficie non è perfettamente liscia la cromatura non avviene. Forse non è intuitivo per tutti sapere che il tempo di produzione in 3D dei pezzi è incredibilmente inferiore al tempo di colorazione (il tutto con il fatto che non piove e non c’è umido).

Il cliente aveva fretta, terribilmente fretta e abbiamo lavorato di sabato, domenica con capatine in ufficio notturne per caricare il materiale ma al colore non si può mettere fretta.

  • Pronto Astrati, un pezzo è finito? posso passare a ritirarlo?
  • No, non si è ancora asciugato il colore.
  • Domani mattina?
  • Signore, la consegna è tra quattro giorni.
  • Ma un pezzo?
  • No, non è ancora asciugato.
  • Non potete asciugare con il phon?
  • No, il colore ha i suoi tempi, non si può fargli fretta.
  • Ma non potete lasciarlo così?
  • No, non è ancora finito.

Il giorno seguente:

  • Pronto Astrati? Posso passare a prendere due pezzi?
  • No, il colore non è ancora asciugato e la consegna è tra tre giorni… se vuole glieli consegno non colorati.
  • No, no.
  • Allora dia il tempo al colore di asciugare…

Alla fine il cliente è venuto a patti con i tempi di asciugatura e i pezzi sono venuti perfetti e consegnati nei tempi richiesti.

prototipo cromato in 3dIl secondo prototipo arriva con una mail simile:

“Ciao Arianna, un mio cliente avrebbe bisogno di…”

Sono una trentina di parti per 6 prototipi di lampada sperimentale.

Il cliente in questione è una persona che sa come si gestisce un prototipo anche perché ne ha fatti parecchi anche se mai con la stampa 3D. Mi fa l’elenco delle caratteristiche richieste, mi dà il Ral del colore da dare su una parte dei pezzi.

  • Questa parte in plastica va poi accoppiata con l’altra parte in metallo che abbiamo già fatto fare in fresa.
  • Questo è un prototipo estetico o funzionale? Chiedo io.
  • Estetico, il funzionale lo faremo entro la fine dell’anno. Tanto non ho mai visto un progetto che esce facendo un solo prototipo.

Gli sorrido, vorrei abbracciarlo ma non è molto professionale.

  • Fra quanto è pronto?

Concordiamo il giorno, mi chiede di avere parte dei prototipi prima e parte dopo. Li metto in macchina con tempi differenti e così gestisco i tempi di produzione e finitura.

Alla fine quando li consegno mi ringrazia per la puntualità e la precisione.

Dentro di me lo eleggo cliente dell’anno.

Mockup al Mets: 3D printing solutions

mockup modelli nauticiFerve l’attività in casa Astrati, dopo Monacò siamo partiti a produrre per la fiera di Amsterdam, il Mets.

Cosa produciamo questa volta? Modelli in scala o, meglio detti, mockup di panama, bitte, ganci ecc… tutti funzionanti.

I modelli sono delle riproduzioni fedeli, direttamente dai disegni tecnici dei prodotti dell’azienda Posidonia.

Astrati non si limita a dare il modello del prodotto stampato in 3D, rifinito e verniciato: per l’esposizione di Amsterdam l’azienda di componentistica nautica ci ha dato da allestire uno spazio circolare con un diametro di 50 cm. Per meglio presentare i modelli Astrati ha creato un espositore a forma di asterisco inclinato al cui centro c’è un pentagono con l’iniziale dell’azienda. I colori dell’espositore sono i colori aziendali.

L’espositore sarà girevole per meglio agevolare la fruizione dei modelli mobili.

Su uno dei cinque modelli c’è una decorazione “metti e togli”: questa decorazione simula la neve portata dal vento, in onore delle temperature dei mari del nord e dell’inverno che inizia.

I modelli avranno una loro grandezza (sui 15 cm circa).

Qual’è la particolarità di questi modelli?

Sono modelli tecnici, prototipi o modelli espositivi?

Sono tutto quest

o messo insieme, con un allestimento che arricchisce e rende migliore l’esposizione.

Espositore + mockup modello nautica

Certo, azienda avrebbe potuto portare i suoi prodotti reali ma non sarebbe stato la stessa cosa, perché?

  • perché avrebbero occupato molto più spazio;
  • perché sono oggetti pesanti e non facilmente maneggevoli e quindi non sarebbe stato facile farli visionare ai clienti in fiera;
  • il loro trasporto sarebbe stato più laborioso;
  • lo stand avrebbe avuto una diversa percezione.

Questi modelli non sono gli oggetti reali ma sono identici, più piccoli, leggeri e maneggevoli degli oggetti reali.

Provenendo dai disegni tecnici hanno tutte quelle particolarità che rendono unico il prodotto dell’azienda Posidonia.

Cosa deve fare un’azienda che volesse produrre il suo prototipo o i suoi modelli per gli allestimenti fieristici o mockup?

Ci contatta e ci spiega lo spazio che vuole dedicare ai modelli, se devono essere funzionanti o meno, quali sono i concetti che è importante passare attraverso il modello, decidere il materiale e le verniciature. Concordare assieme il modo di

modello ed espositore

esporre il modello.

Per arrivare alla stella a pentagono siamo passati dalla stella di natale, al ghiaccio finto, alla neve, al fondale fotografico…fino a trovare questa forma che ricorda la stella di natale, ingloba e presenta i modelli senza soffocarli ed espone il logo dell’azienda.

I disegni tecnici del prodotto servono per poter creare il modello per la stampa 3D. Astrati può fare scansioni tridimensionali ad alta definizione nel caso di macchinari o prodotti di cui non si hanno più i disegni tecnici.

La stampa 3D è uno dei mezzi, insieme al taglio laser, alle verniciature, alla buona e cara carta abrasiva, allo stucco, ai diversi collanti ecc… Il grande pregio della stampa 3D è la precisione con la quale si possono restituire prodotti.

Per qualunque informazione: www.astrati.eu

Viareggio, la nautica e la scansione tridimensionale.

Venerdì, a Genova piove, il cielo è plumbeo e fa freddo. Arrivo al baretto della stazione, mia sosta del venerdì mattina quando devo andare in giro: latte macchiato, panino e focaccia. Il panino lo mangio subito mentre la focaccia l’ho promessa ad Alessandro di Italwinch.P_20170512_103721

Direzione Viareggio per la nuova fiera della nautica “che vuole competere con Cannes e Montecarlo”: Versilia yachting rendez vous. Intanto se non mi mandava l’invito Guido di Termomeccanicaeolo io non ne sapevo neanche l’esistenza. Chiamo la Sesse:

  • Sesse, ci andiamo assieme?
  • Dove?
  • Alla nuova fiera della nautica.
  • Nooo, c’è sciopero all’asilo di Darietto, poi devo portarlo dai miei, poi…

Le cavallette! no, non la considera importante, altro che Cannes e Montecarlo.

Quindi prendo il treno alle 7.15 da Principe per portare la nuova novella della stampa 3D al settore della nautica. In borsa ho qualche brochure, le ancorette in resina metacrilica fatte sui disegni di Posidonia, il porta candeliere in acciaio fatto con Sisma, una confezione di biglietti da visita, il tablet con immagini di scansioni tridimensionali e stampe. Cosa cerco? Di seminare, dare qualche strumento tecnologico in più a chi si occupa di nautica. Cosa possiamo offrire? Modelli tecnici definiti anche mobili; IMG_0270scansioni tridimensionali anche per scopi dimensionali; personalizzazione di piccoli elementi; stampa di prototipi funzionali e non. 

Arrivo a Viareggio e c’è il sole, un signore mi indica la strada per arrivare al porto.

  • Sempre dritto fino al mare, poi a destra fino al ponte.

Ho imparato in questo primo anno in cui giro per le fiere a seguire la “gente vestita da fiera”, ma qui di gente non ce n’è proprio.

Non sono mai stata a Viareggio e quando arrivo al mare la spiaggia, le sdraio e la barchetta con l’arlecchino mi ricordano i films di Fellini. Giro a destra. Ancora niente “gente da fiera”, ci sono: signore sovrappeso, ragazzi di colore a chiedere l’elemosina, signori in bicicletta, ragazzette davanti ai negozi che sfoggiano i costumi da bagno collezione 2017.

P_20170512_105806Arrivo al ponte che unisce le due sponde di un canale, una barca a vela deve passare. Un addetto fa segno alla gente di sbrigarsi a passare, chiude due cancelli e alza il ponte lentamente. Non c’è vento e l’albero della nave passa vicino al ponte rialzato tra le urla dell’addetto.

Inizio finalmente a riconoscere qualche “gente da fiera”. Passato il ponte c’è l’entrata ma non possiamo entrare senza aver fatto il biglietto.

  • Ma ho il codice che mi è arrivato via mail! Bisogna dire che è arrivato e già non si poteva fare il biglietto on-line!

Il signore da fiera è infuriato. Ci tocca fare un’altro giro sul ponte. Ma alla fine entriamo.

La fiera è piccola, più piccola di Genova, altro che Montecarlo. Gli stand sono semi deserti e la gente fa volentieri due chiacchiere.

Vedo una azienda che fa rivestimenti con qualche pallino che denuncia l’uso della scansione tridimensionale ad alta definizione ma lo stand sembra abbandonato e che si faccia scansione tridimensionale non è detto da nessuna parte, lo so io perché noi facciamo scansioni tridimensionali ad alta definizione sia a scopi dimensionali che per il reverse- engineering.

P_20170512_134409Parlando con le aziende rimangono tutti molto impressionati dal porta candeliere in acciaio.

  • Ma davvero è stampato in 3D?
  • Così come lo vede è come è uscito dalla  stampante. Senza lucidature o altro.
  • Molto bello, molto tecnico.
  • Naturalmente per fare questo bisogna progettarlo per sfruttare al meglio le caratteristiche della stampante e del materiale che si va ad utilizzare. Noi di Astrati possiamo accompagnarvi dalla progettazione alla Stampa.

P_20170512_135221I cantieri nautici di Viareggio si affacciano sul porto e gli stand rimangono ben incastonati tra mare e officine.

Torno da Termomeccanica Eolo Guido mi accoglie con una birra e una Camel. Lui è qui con la sua azienda per pubblicizzare il suo elevatore per yacht, un elevatore di lusso per persone diversamente abili, anziani e tutti coloro che hanno difficoltà ad usare le scale ma non vogliono rinunciare ad utilizzare il loro yacht.

  • In questa foto si capisce l’ingombro e la reale grandezza.
  • Molto elegante.
  • Certo, è tutto in acciaio e vetro e scompare completamente.
  • E si può usare per fare i tuffi? Secondo me dovresti fare un modello 3D da mettere nello stand… – Scherzo, ma non troppo.

Il sole e il caldo si sono fatti molesti per una che viene da Genova dove pioveva e gli stivali scamosciati inopportuni.

La fiera di Viareggio ha ancora un po’ di strada da fare prima di scalzare non dico Cannes ma anche Genova.

La nautica sembra ancora sorda alle nuove tecnologie, speriamo che a furia di bussare qualcuno apra la porta. E Astrati, servizi per la stampa 3D, sarà lì.

OMC 2017-Astrati incontra l’Oil & Gas Industry.

logo omsPartiamo da Genova alle 19.15 di martedì 28 marzo, direzione Ravenna e mentre il sole piano piano tramonta la terra si fa piatta. Lasciamo le nostre montagne alle spalle per giungere alle 23.30 sulla sponda adriatica.

  • Di cosa parla questa fiera?

Inizio a essere un po’ confusa, settimana scorsa sono riuscita a farmi: mercoledì il salone del restauro a Ferrara, venerdì il Mecspe a Parma, la più grande fiera nazionale sulle materie plastiche, e sabato una conferenza a Genova sulle protesi stampate in 3D. Le tecnologie additive hanno molte applicazioni.

  • Oil & gas.
  • Meno male che ho portato gli stivali col tacco!

Alla mattina alle 9.00 siamo in fiera.

  • Alle 9.30 abbiamo il primo appuntamento.
  • Con chi?
  • Una società che fa scatole per i sistemi di pronto soccorso nelle stazioni polari, probabilmente hanno a che vedere con i militari.

E di militari ce ne sono parecchi fuori dalla fiera: metal detector, cani, camionette…

P_20170329_092748La fila per entrare è lunga ma procede spedita, il colore predominante è il blu completo puntinato dai colletti bianchi.

  • Come hai preso l’appuntamento?
  • Con il sistema “Be to be”.
  • “Be to chi?”
  • Ci si iscrive al sito, metti una breve descrizione della tua azienda e le aziende interessate al tuo lavoro ti contattano per un appuntamento.
  • Wow!

Entriamo nella sala 4, distese di stand, signorine, caramelle e carotatrici. L’aula dei “Be to be” è allestita con sedie e tavolini bianchi. Su ogni tavolino c’è un numero. All’entrata c’è un desk dove una signorina sorridente fornisce la lista degli appuntamenti. Dietro le sue spalle su una lavagna vengono segnalati gli appuntamenti annullati. Tre operatori hanno segnati tutti gli appuntamenti, a quale tavolo devono essere svolti, a che ora e tra chi; girano attorno ai tavoli e vigilano che tutto si svolga nel migliore dei modi.

P_20170329_153551Dalla parte opposta c’è il catering: tutto finger food delizioso come caesar salad in conetti da asporto, mini macedone e micro budinetti al cioccolato e lampone fresco, il tutto annaffiato da succo di mela verde.

  • Produciamo piccole centrali elettriche, il cliente ci ha chiesto il modello in scala dell’ultima che abbiamo prodotto.
  • Produciamo pompe ad immersione ad altissima prestazione abbiamo bisogno di un materiale resistente agli idrocarburi per fare i test, dei prototipi funzionali insomma.
  • Produciamo turbine, si possono fare le turbine in tecnologia additiva?

P_20170329_153527Sorrido, scambio biglietti da visita, annuisco, spiego. La giornata prosegue e i tre guardiani del “Be to be” fanno sempre più fatica a stare dietro alla gente che pian piano si conosce, si sta simpatica e si unisce. Davanti a un gigante di colore che fabbrica impianti di raffreddamento per un’azienda sudafricana siamo in 5 aziende.

Astrati nasce come società di servizi a supporto delle imprese. Ieri di imprese ve ne erano molte e tutte legate ad altre imprese attraverso le reti di impresa, formali, informali, costituite o meno. L’era della micro impresa italiana così come la conosciamo sta finendo.

  • Se sei piccolo, minuscolo, i grandi ti sbranano. Ti pagano quando vogliono, se ti vogliono pagare. L’unico modo per sopravvivere è unirsi ma per l’imprenditore Italiano è difficile, preferisce un fidanzamento a un matrimonio e per questo la rete è un buon compromesso.