Stelle, bijoux e 3D in foglia oro

astrati-bijoux-stelle-foglia-oro.jpegSoggetto: Protoreaster nodosus, Stella marina,  si trova ampiamente nella regione tropicale Indo-pacifica, lungo la costa dell’Africa orientale, in Indonesia fino al sud del Giappone e nella costa settentrionale dell’Australia.

Premettiamo che noi non abbiamo arrecato nessun danno alla Protoreaster nodosus in questione perché l’abbiamo incontrata quando era già morta da diversi anni. 

Povera Protoreaster nodosus, doveva essere  un souvenir di qualche viaggio esotico, un souvenir ingombrante visto che ha un diametro di 25 cm. 

Nel nostro vecchio ufficio ve ne erano 2, abbiamo scelto lei come soggetto per una dimostrazione di scansione 3D. 

Cosa è la scansione 3D?

stella scansione Astrati

La scansione tridimensionale è un rilievo geometrico di un oggetto reale. Ricostruiamo la forma tridimensionale di un oggetto reale in un luogo virtuale e lo trasformiamo in un disegno 3D, preciso e fedele fino al micron.

Abbiamo fatto scansioni sia per oggetti industriali (link) che per le belle arti e i beni culturali (link).

astrati-bijoux-stelle-foglia-oro-pendenti.jpegProgetto: la stella marina è stata scansionata in 3D e stampata ad alta definizione, rivestita con foglia oro secondo le antiche tecniche decorative.

La scansione era bella e ho deciso di stamparne in 3D qualcuna a bassa definizione come portachiavi. Il soggetto era interessante anche rimpicciolito ma la stampa a bassa risoluzione non ci convinceva. Contemporaneamente Enrico stava affrontando il rivestimento in foglia oro zecchino di una riproduzione della statua della scultrice Giuliana Poggi per il progetto “Tuffatrice in banco di acciughe” per l’azienda Razeto e Casareto (link) da portare al Mets ad Amsterdam. Mentre eravamo lì con foglia oro che svolazzava abbiamo stampato una Protoreaster nodosus  ad alta definizione, sempre grande come un portachiavi e l’abbiamo rivestita in foglia oro. L’effetto era splendido. Abbiamo tenuto la Protoreaster nodosus  in foglia oro come esempio di rivestimento e di finitura per circa un anno fino a che non decidiamo di farne degli orecchini. Ne stampiamo qualche esemplare in due diverse grandezze a scalare in rosso corallo, alcune le rivestiamo in foglia oro e argento

astrati-bijoux-stelle-corallo-pendenti.jpegDetta così pare semplice ma va preparato il fondo, poi va stesa la missione, lasciata asciugare e infine applicate varie mani di foglia oro. Infine c’è la lucidatura con la pietra d’agata come la tecnica impone.

In questo modo uniamo le antiche lavorazioni manuali con le più moderne tecnologie tridimensionali.

astrati bijoux-stelle coralloGli orecchini di Astrati bijoux sono comprabili on-line sulla pagina www.astrati.eu/shop

Astrati bijoux, realizziamo a mano con le più moderne tecnologie.

www.astrati.eu

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Buon compleanno Astrati!

plettro in stampa 3D
Progetto e Stampa 3D in resina e ABS a cura di Astrati

Schermi, fogli, pezzi di prototipi di una lampada nera, dita in plastica trasparente con su scritto il numero di provino, il ronzio della stampante a resina e il costante mormorio di una delle stampanti a filamento. Il termoconvettore acceso e una bottiglia del latte contenente resina sul tavolo. Astrati compie 3 anni.

Abbiamo deciso di abbandonare la parte di rivendita di software che non ci ha dato grande sviluppo, così come la parte dedicata al BIM.

Svilupperemo sempre più la parte di progettazione, scansione e stampa 3D con la possibilità di post lavorazioni.

Un metro e mezzo di catena giace in uno scatolo pronta per essere montata. Sul tavolo del laboratorio un’ancora e una cubia attendono il loro scafo: un modello di mezzo metro cubo mobile in ogni sua parte deve essere montato su un supporto in legno, stuccato e colorato Ral7040.

Sullo schermo di Enrico la testa di un San Bartolomeo  viene accomodata su un collo smangiato dal tempo: testa e corpo sono stati divisi per mille anni, qualche decennio dei quali passati in un fienile abbandonato. Abbiamo scansionato il Santo e ora stiamo simulando 3 prove di posizione della testa sul corpo da far vagliare alla soprintendenza per poi stampare il collare che terrà unite le due parti, collare che rimarrà nascosto tra la testa e il collo ma che ne garantirà la stabilità e il fissaggio, il materiale sarà completamente inerte e non rilascerà alcuna sostanza che possa danneggiare il marmo.

Nel forno a raggi UV un prototipo di plettro trasparente aspetta la finedita-in-petg-per-statua.jpeg del processo di catalizzazione, è il settimo prototipo che facciamo ma il cliente sta evolvendo la geometria proprio grazie alla prototipazione.

Parti di valvole rosse sono in una scatola per essere consegnate, gli accoppiamenti funzionano e sono state oliate per far scivolare al meglio le filettature, una membrana in gomma nera ne circonda l’imboccatura rifinendola.

Obiettivo di quest’anno è espanderci nel mercato della prototipazione, consolidarsi in campo navale per la modellistica funzionale e fieristica, aumentare le scansioni e il reverse engineering. Promuovere la tecnologia additiva in campo ortopedico e delle belle arti.

Il 2019 sarà un grande anno.

Astrati – 3D Solutions.

(Per)corsi a Tata Box- Astrati

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Qualche tempo fa, una domenica piovosa di febbraio mi armo di buona volontà, lascio figli, amici e marito a finirsi di guardare Guerre Stellari e vado a Palazzo Ducale. C’è What’s up Genova, un incontro in cui giovani imprese, cooperative e associazioni stanno lavorando per un nuovo sviluppo del territorio.

Girovagando tra i banchetti scopro le realtà più incredibili: c’è chi fa casse da morto biodegradabili, Boschi vivi, a chi si occupa della tonnara di Portofino.

Seduti tra i banchetti due ragazze che pubblicizzano la loro attività.logo_tata_astrati

  • Non ditemi niente, devo capirlo dal vostro materiale informativo… TataBox, come simbolo una volpe…officina studio… vicino ad architettura… c’è internet…tanto internet: siete un’aula studio?
  • Sì, offriamo aula studio, aule per ripetere a voce alta, corsi, libri… e siamo aperti tutti i giorni anche nel fine settimana e la sera.
  • Io con gli studenti, soprattutto con gli studenti di architettura, ho un problema: non mi portano dei modelli stampabili.
  • In che senso?
  • Noi facciamo stampa 3D, modellazione, scansione e stampa e spesso  ci arrivano gli studenti di architettura che vogliono stampare dei modelli che non sono pensati per la stampa 3D.
  • In che senso?
  • In tanti sensi. Per esempio sono progettati spesso con SketchUp, che andrebbe bene in teoria ma in pratica sono pieni di superfici aperte, compenetrate, non solide.
  • Non esistono dei programmi che li riparano da soli?
  • Anche quello in teoria, in pratica se il modello è troppo incasinato no. E a volte riparare il modello costa più che la stampa. A volte invece, pensando di spendere meno, semplificano il modello.
  • Meglio?
  • No, perché se la casetta è un cubo pieno è meglio farlo con un’altra tecnica che non sia la stampa 3D che serve proprio per fare modelli complessi e il complesso spesso con la stampa 3D non vuol dire più caro.
  • Bisognerebbe fare un po’ di alfabetizzazione tecnologica.
  • Già, senza conoscenza è difficile anche crearlo un mercato. Ora ci troviamo nella situazione che il mercato dei modelli stampati in 3D potenzialmente c’è: gli studenti vorrebbero stamparsi il loro modello 3D, noi vorremmo stampargli il loro modello 3D ma non si riesce perché dopo che hanno passato magari un mese a fare il loro modello in SketchUp non se la sentono di spendere ore o denaro a rifarlo da capo. Giustamente anche.
  • La soluzione sarebbe intercettarli prima, prima che si mettano a disegnare.
  • Sì.
  • Potreste venire da noi a parlarne.
  • Nell’aula studio?
  • Sì, a TataBox, in via Fieschi 69/R ingresso dalla galleria di Torre Piacentini. Magari facciamo qualche incontro divulgativo

Così nasce l’idea dei (per)corsi sulla stampa 3D, degli incontri divulgativi di informazione tecnologica.

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IL (PER)CORSO

Stampare in 3D si può. E spesso si deve. Soprattutto se sei uno studente alle prese con prototipi e modelli. Il corso vuole dare agli studenti di Medicina, Odontoiatria, Arte, Architettura e Ingegneria gli strumenti necessari per realizzare correttamente modelli per la stampa 3D. I professionisti di ASTRATI vi guideranno lungo un (per)corso composto da quattro incontri completamente gratuiti, che si terranno presso la sede di Tatabox Officina Studio.

INCONTRI

Martedì 18 aprile – h. 20.30

Introduzione alla Stampa 3D: tecnologie, certificazioni e campi di applicazione

Martedì 2 maggio  – h. 20:30

La progettazione 3D: creazione di modelli e ottimizzazione topologica

Martedì 16 maggio – h. 20:30

La scansione: dalla teoria alla pratica

Mercoledì 31 maggio – h. 20:30

Gli Strumenti: Autodesk Fusion360 in sostituzione di SketchUp

POSTI LIMITIATI – PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SU EVENTBRITE

OMC 2017-Astrati incontra l’Oil & Gas Industry.

logo omsPartiamo da Genova alle 19.15 di martedì 28 marzo, direzione Ravenna e mentre il sole piano piano tramonta la terra si fa piatta. Lasciamo le nostre montagne alle spalle per giungere alle 23.30 sulla sponda adriatica.

  • Di cosa parla questa fiera?

Inizio a essere un po’ confusa, settimana scorsa sono riuscita a farmi: mercoledì il salone del restauro a Ferrara, venerdì il Mecspe a Parma, la più grande fiera nazionale sulle materie plastiche, e sabato una conferenza a Genova sulle protesi stampate in 3D. Le tecnologie additive hanno molte applicazioni.

  • Oil & gas.
  • Meno male che ho portato gli stivali col tacco!

Alla mattina alle 9.00 siamo in fiera.

  • Alle 9.30 abbiamo il primo appuntamento.
  • Con chi?
  • Una società che fa scatole per i sistemi di pronto soccorso nelle stazioni polari, probabilmente hanno a che vedere con i militari.

E di militari ce ne sono parecchi fuori dalla fiera: metal detector, cani, camionette…

P_20170329_092748La fila per entrare è lunga ma procede spedita, il colore predominante è il blu completo puntinato dai colletti bianchi.

  • Come hai preso l’appuntamento?
  • Con il sistema “Be to be”.
  • “Be to chi?”
  • Ci si iscrive al sito, metti una breve descrizione della tua azienda e le aziende interessate al tuo lavoro ti contattano per un appuntamento.
  • Wow!

Entriamo nella sala 4, distese di stand, signorine, caramelle e carotatrici. L’aula dei “Be to be” è allestita con sedie e tavolini bianchi. Su ogni tavolino c’è un numero. All’entrata c’è un desk dove una signorina sorridente fornisce la lista degli appuntamenti. Dietro le sue spalle su una lavagna vengono segnalati gli appuntamenti annullati. Tre operatori hanno segnati tutti gli appuntamenti, a quale tavolo devono essere svolti, a che ora e tra chi; girano attorno ai tavoli e vigilano che tutto si svolga nel migliore dei modi.

P_20170329_153551Dalla parte opposta c’è il catering: tutto finger food delizioso come caesar salad in conetti da asporto, mini macedone e micro budinetti al cioccolato e lampone fresco, il tutto annaffiato da succo di mela verde.

  • Produciamo piccole centrali elettriche, il cliente ci ha chiesto il modello in scala dell’ultima che abbiamo prodotto.
  • Produciamo pompe ad immersione ad altissima prestazione abbiamo bisogno di un materiale resistente agli idrocarburi per fare i test, dei prototipi funzionali insomma.
  • Produciamo turbine, si possono fare le turbine in tecnologia additiva?

P_20170329_153527Sorrido, scambio biglietti da visita, annuisco, spiego. La giornata prosegue e i tre guardiani del “Be to be” fanno sempre più fatica a stare dietro alla gente che pian piano si conosce, si sta simpatica e si unisce. Davanti a un gigante di colore che fabbrica impianti di raffreddamento per un’azienda sudafricana siamo in 5 aziende.

Astrati nasce come società di servizi a supporto delle imprese. Ieri di imprese ve ne erano molte e tutte legate ad altre imprese attraverso le reti di impresa, formali, informali, costituite o meno. L’era della micro impresa italiana così come la conosciamo sta finendo.

  • Se sei piccolo, minuscolo, i grandi ti sbranano. Ti pagano quando vogliono, se ti vogliono pagare. L’unico modo per sopravvivere è unirsi ma per l’imprenditore Italiano è difficile, preferisce un fidanzamento a un matrimonio e per questo la rete è un buon compromesso.

 

Prototipi e inventori

La teoria.

2011_-_italia_-_bertone_-_modello_dima_alfa_romeo_giulietta_sprint_1954_2Prima di arrivare a parlare di piccole e medie produzioni la Stampa 3D era conosciuta soprattutto come prototipazione rapida.

Perché?

Perché fare prototipi per chi progetta è una spesa enorme e un processo lento.

Prototipazione non vuole dire solo il pezzo fatto e finito con il materiale uguale o equivalente all’originale, anzi…

Lo scopo di un prototipo è:

  • fare verifiche di stile (analisi visive, studi di ergonomicità, etc.)
  • prove funzionali
  • prove di montaggio (verifica degli accoppiamenti tra le parti)
  • realizzazione di un “master” da utilizzare per creare uno stampo.

Esistono vari tipi di prototipi:

  • prototipi concettuali, nel prototipi concettuale il materiale e la tecnologia di fabbricazione è qualunque, il suo obiettivo è valutare la forma, verificare il montaggio, analizzare le difficoltà tecnologiche e le sollecitazioni;
  • prototipi funzionali, nei prototipi funzionali il materiale è simile mentre la tecnologia di fabbricazione è ininfluente. Il suo obiettivo è valutare le sue prestazioni con prove funzionali e ottimizzare il prodotto;
  • prototipi tecnici, nei prototipi tecnici il materiale e la tecnologia di fabbricazione sono molto simili al prodotto finale, il suo obiettivo è ottimizzare le tecnologie di fabbricazione e valutare sia i cicli di fabbricazione che le prestazioni del prodotto;
  • prototipi pre-serie, dove materiali e tecnologia di fabbricazione è definitiva e serve a valutare il prodotto finale (sono ammesse pochissime modifiche).

Il prototipo per sua stessa natura non è definitivo, per arrivare ad un prodotto finito sport_prototipo_di_carmine_2magari bisogna stampare più prototipi, anche decine. Perché?

Perché nel vedere l’oggetto nel suo insieme ci si accorge che manca qualcosa o c’è qualcosa che non risulta come ci si aspetta; un po’ come succede con le foto, a cellulare sembrano sempre diverse dallo schermo del pc e ancora diverse dalla stampa cartacea.

Per fare un prototipo un tempo ci volevano migliaia di euro e mesi di produzione.

La stampa 3D ha abbattuto questi costi e questi tempi.

Inventori e progettisti ne sono entusiasti.

La pratica.

619188967-highlights1514-far-partire-prototipo-storia-dellautomobileL’autrice ricorda ai lettori che scrive da Genova, città di inventori ma anche di animi chiusi e “parsimoniosi”.

Inventore numero 1. Il signor Scabbia.

  • Astrati buongiorno.
  • Salve, io avrei bisogno di una stampa 3D, quanto costa?
  • Non posso farle un prezzo euro/kg, dipende dalla geometria. Se mi manda un disegno gli faccio una quotazione, intanto potrebbe dirmi di cosa si tratta così possiamo intanto capire quale materiale o tecnologia possiamo utilizzare.
  • Vede, è un progetto non ancora brevettato, quindi non posso far circolare i disegni, sappia solo che è all’incirca formato da due coni alti 4cm uno dentro l’altro che servono come sistemi di sicurezza.
  • Ma quanto sono di diametro? Devono stare in interno o in esterno? Debbono avere qualche sollecitazione?
  • Per ora non mi può dire quanto costano così? quando li avrò brevettati sarò più preciso.

E così il nostro primo inventore misterioso, come è comparso, scompare.

Inventore numero 2. Il signor Tortellini.000097f1_medium

Lo incontro in fiera e mi mostra sul cellulare decine di suoi progetti, dai ciucciotti per le bottiglie d’acqua agli scafandri anti-alluvione per autoveicoli, ai fari laser anti-nebbia. Mi invita nella sua officina.

Appena arrivo mi annuncia che per avere i suoi disegni per fare i preventivi devo firmare una dichiarazione che mi prendo la responsabilità personale e non societaria nel caso che i suoi disegni vengano divulgati.

  • Normalmente firmiamo degli accordi di riservatezza, sono accordi che tutti firmano, accordi tra aziende.
  • No, no, non voglio che c’entrino le aziende, io lo do a te e tu sei responsabile, se lo vendi ai cinesi tu vai in galera.
  • Guardi, non ho nessuna intenzione di vendere i suoi disegni ai cinesi, poi tanto è solo una parte, senza i disegni di insieme non posso ricostruire il tutto.
  • E poi lo vorrei in un materiale più resistente dell’abs, questo qua che mi hanno stampato, appena l’ho messo dentro il macchinario si è rotto.
  • Perché le hanno fatto, giustamente, un prototipo dimensionale, poi se funziona, questo pezzo va fatto in metallo e di macchina, esistono delle aziende che fanno solo profilati.
  • Ma quanto mi costa?

rebour-prototipo-1949Inventore numero 3. Il signor Lasci

Il signor Lasci cambia sempre idea, viene progettata, stampata, cambiata, ri-progettata.

Il signor Lasci fa disegni, li disfa e poi se ne dimentica.

Ci chiama ogni tanto per essere sicuro che ci stiamo lavorando.

E non fa preventivi, ogni tanto finiscono le ore di progettazione, ogni tanto finiscono i soldi per le stampe. E bisogna spiegargli il perché:

  • Hai voluto allungare questa parte, quindi ho dovuto cambiare tutta la disposizione dei pezzi interni, quindi ci ho messo 2 ore in più. Non dovevamo allungarlo, non era stato preventivato
  • Se mi chiedi 8 pezzi in più di cui 3 in gomma, cambia il prezzo, perché hai messo 8 pezzi in più in 2 materiali diversi!

Caro signor Lasci, speriamo che tutto fili liscio e ci lasci presto.

Se non sei il signor Lasci, il signor Tortellini o il signor Scabbia (ma anche se lo sei) e hai bisogno di prototipazione rapida, modellazione tridimensionale e scansione non esitare a contattarci al:

info@astrati.eu o al 0104558971

Breve storia dello scanner 3D

Premessa

Enrico arriva in ufficio con una valigetta bianca di cartone, la apre con molta cautela, gommapiuma nera ondulata, plastica trasparente, manuali di istruzioni, fili di collegamento e di alimentazione, gommini di rilevamento e un “coso” bianco e nero a tre occhi che sembra una maniglia o una grossa spara-punti. Enrico collega i fili al computer più potente dell’ufficio e i tre occhi si illuminano di una luce bianca e viola.

  • Cosa scansioniamo?

La scansione 3d è il processo che permette di catturare la forma della superficie di un oggetto nello spazio tridimensionale  e visualizzarlo in 3d. Grazie a questo processo e’ possibile ottenere non solo le misure esatte dell’oggetto reale ma anche la digitalizzazione di tutte le sue parti.

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Corro nella ghiacciaia (ovvero la sala riunioni) e cerco oggetti di media grandezza: Una testa in gesso di ragazzo, una statuina di una contadinella in ferro, una grossa stella marina, una pigna, una balaustra in legno mangiata dai tarli, il mio monopattino, un bicchiere di plastica bianca accartocciato.

La testa in gesso (nostro primo modello per il precedente scanner) viene magnificamente e velocissimamente, appena la luce bianca accarezza  la sua superficie marroncina sullo schermo del computer compare la sua immagine tridimensionale. A lato della testa, sullo schermo ci sono i vari indici di precisione, distanza dello scanner dalla testa, ecc…

La scansione è venuta benissimo ma la testa del ragazzo è sempre brutta, sia dal vero che in 3D!

La statua in ferro della contadinella e il mio monopattino vengono scartati: sono neri e riflettenti.

  • Si possono fare ma dobbiamo trattare le superfici.
  • Cioè?
  • Niente di terribile, solo un po’ di spray fatto apposta per opacizzarli.
  • Sul mio monopattino?
  • Sulla mia statuina?024_-003_balaustrina_2017-jan-13_12-14-27pm-000

Chi fa l’ultima domanda è Silvia, l’architetta che lavora nella stanza affianco alla nostra, la statuina è sua.

  • Guardate che poi si toglie lo spray, ma tanto adesso non li facciamo, cerchiamo cose più semplici.
  • La pigna? La stella marina?
  • Facciamo la balaustra tarlata!

 

Storia

marianomoreno-19051Il primo processo assimilabile alla scansione è la fotoscultura. Essa fu inventata da Francois Villème nel 1860, quando utilizzò la proiezione in uno schermo di 24 lastre fotografiche (usando il metodo della lanterna magica) e un pezzo di creta venne grossolanamente modellato attraverso un pantografo. Tale metodo fu abbandonato nel 1867 a causa degli elevati costi.

Bisogna arrivare al 1968 perché uscisse sul mercato il primo scanner che utilizzava proiettori e telecamere.

Nel 1985 viene introdotta la tecnologia laser combinata alla luce bianca.

Ma il vero motivo per cui la scansione si è sviluppata è l’evolversi dei software: la potenza di calcolo è riuscita ad unire scansioni composte da milioni di punti, senza duplicati o dati in eccesso in poco tempo.

All’inizio degli anni 2000 la scansione è diventata un mezzo sempre più potente e preciso.

Siamo ancora distanti dall’immagine futuribile del replicatore, la componente umana di controllo e di correzione degli errori è ancora presente, soprattutto se si vuole fare una ricostruzione delle geometrie per creare delle modifiche.

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Per parlare di questo ma soprattutto per vedere dal vivo uno scanner 3D e toccarne con mano le sue potenzialità

vi invitiamo nel nostro ufficio in via di Canneto il Lungo 23/1 a Genova: Venerdì 27 gennaio 2017 dalle ore 18.00 alle ore 20.00 avrà luogo un nuovo appuntamento additivo

per farvi conoscere la scansione tridimensionale, cosa è e a cosa serve.

Ingresso gratuito previa prenotazione: info@astrati.eu

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1849832695232752/